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PanelPA, "Open Data: l'Italia s'è desta" parte seconda. Aspettiamo le vostre risposte

A due anni dal primo panel in cui chiedevamo alla nostra community di esprimersi sulle proprie conoscenze in materia di open data, riproponiamo l'indagine in un contesto socio economico decisamente più maturo. Sedici domande a cui si potrà rispondere fino al 17 febbraio 2014 e che ci permetteranno di storicizzare le nostre informazioni, ponendo le basi per una analisi approfondita sul mutamento della percezione del panel.

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Ecco cosa dice il Rapporto OCSE - Government at a Glance 2013

C’è stato un gran parlare nei giorni scorsi dei dati pubblicati dall’OCSE. L’Italia infatti non fa una bella figura, spesso agli ultimi posti in classifica, denuncia un forte ritardo soprattutto in materia di eGov e stipendi da urlo per i dirigenti pubblici. Ecco la notizia. In questa sede proveremo a dare una panoramica più ampia, illustrando i diversi ambiti che compongono la ricerca e a rapportare la posizione del nostro Paese rispetto alla media europea. Ne usciamo puliti? No, ma proviamo ad andare oltre la notizia.

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Il driver che non c’è

I servizi on line delle pubbliche amministrazioni potrebbero essere la chiave per aumentare l’accesso a Internet, ma i cittadini li usano poco; sarebbe interessante sapere perché e che cosa vorrebbero. Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo approfondimento di Alberto Zuliani in attesa di capire a FORUM PA insieme all'Agenzia per l'Italia Digitale quale direzione prenderà l'e-Gov nel nostro paese.

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Riflessioni in ordine sparso: dall’era dell’E-GOV alla stagione delle Smart Cities. Quanti errori riusciremo ad evitare?

Ancora non si conosce il testo definitivo del decreto agenda digitale e chi si occupa di innovazione lo attende con ansia, quasi rappresentasse la bacchetta magica per uscire dallo stallo in cui grava l’innovazione della PA e del Paese. Dalla bozza in circolazione tutti gli appartenenti alla comunità dei cosiddetti innovatori, ciascuno dal proprio punto di vista, si affannano a commentare il testo proponendone la riscrittura in toto o in parte rispetto ai loro desiderata e alla loro specifica visione della realtà. La scena che si presenta ad un osservatore esterno assomiglia molto a quanto accade nel teatro di Pirandello. Parafrasando: ciascuno recita a soggetto.

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Facile la vita in E-stonia!

Reduce da compilazioni di 730 & co, più di qualcuno di efficienza e qualità della vita legate alla “e” dei miracoli non ne vorrà sentire. Da più di un decennio, infatti, piani e promesse di e-gov si rincorrono e scivolano, spesso senza scandalo, attraverso i corridoi sovraffollati degli uffici pubblici. E ora che l’attenzione si sposta su città e intelligenza territoriale c’è il rischio di perdere completamente la visione nazionale dell'e-government italiano. Bene, se anche così fosse a guardare l’Estonia si direbbe che niente è perduto. In piena crisi anni ’90, la piccola Repubblica (ex sovietica) ha elaborato un modello "post-industriale" di e-gov. Così, assicurano a Tallin, è nata l’E-stonia, dove (per dirne una) il 94% dei contribuenti compila la dichiarazione dei redditi on line.

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Dialogo tra Comuni e cittadini sui social media: una misurazione possibile?

I social media offrono alle amministrazioni comunali una grande opportunità per instaurare un dialogo con i propri cittadini. Ma i Comuni riescono davvero a coinvolgere i propri abitanti attraverso questi strumenti? Quanto è efficace il dialogo instaurato su queste piattaforme? Uno studio, condotto nei primi cinque mesi del 2012, ha provato a dare una risposta prendendo in esame 119 comuni italiani capoluogo di provincia e analizzandone la presenza su tre social media: Facebook, Twitter e YouTube. Lo studio è stato curato, per il Politecnico di Milano, da Deborah Agostino che ci anticipa una prima sintesi dei risultati.

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L'e-Government c'è ma non decolla. Lo usa solo il 14% dei cittadini

Nel 2011 l’Istat ha svolto, insieme al Dipartimento per l’innovazione tecnologica, un’indagine sull’utilizzo degli strumenti di e-Government da parte di consumatori e imprese. Circa il 14% dei cittadini italiani ha dichiarato di aver utilizzato Internet come canale di contatto con la Pubblica Amministrazione. Tra le imprese intervistate, invece, Internet è la principale modalità di interazione con la PA per il 64% di quelle manifatturiere, il 58% delle società dei servizi di mercato ed il 49% delle imprese del commercio al dettaglio. Il maggiore ostacolo ad un più ampio utilizzo di Internet  sia da parte dei singoli che delle imprese è la mancanza di contatto personale.

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ONU: migliora l’E-Government 2012 ma resta ampio il divario digitale

Pubblicati i dati dell’ultima indagine Onu sull’E-Government, che misura la capacità delle amministrazioni centrali di utilizzare la tecnologia online e mobile nella realizzazione delle proprie funzioni amministrative. Al primo posto la Repubblica di Corea, mentre tra i continenti è quello europeo a dominare la classifica. Solo al 32esimo l’Italia, che però guadagna sei posizioni rispetto agli ultimi dati rilevati nel 2010.

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Decreto semplificazioni e Agenda digitale europea: quando una rondine non fa primavera

Finalmente anche il nostro Legislatore si occupa di Agenda digitale. Tuttavia, messa da parte l’euforia per la “novità”, è opportuno vagliare l’effettiva rispondenza delle disposizioni introdotte con il D. l. 9 febbraio 2012, n. 5, agli obiettivi perseguiti con le indicazioni fissate nell’Agenda digitale europea, una delle sette iniziative primarie della strategia Europa 2020.

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e-Gov europeo in tempo di crisi. La montagna partorirà un topolino (high-tech)?

Passata un po’ in sordina, la sesta Conferenza Ministeriale dell'UE sull'eGovernment si è tenuta lo scorso mese a Poznan, Polonia. I temi in agenda erano tanti e tutti caldi, dall’open data ai servizi transfrontalieri, in un contesto comunitario in cui l’e-gov sembra non dover avere più frontiere. Cosa è emerso? Un primo dato è che non è emersa una Dichiarazione Ministeriale. Perché? Di questo e di altro ci parla Gianluca Misuraca, che è stato in quei giorni a Poznan e che segue da molto vicino le vicende dell’e-gov europeo, lavorando in qualità di Esperto Scientifico del JRC – IPTS della Commissione Europea. Pubblichiamo con piacere I suoi “Spunti di riflessione a seguito della Conferenza Ministeriale dell'UE sull'eGovernment”.

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