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La diffusione del Compact inglese a livello locale

La versione originale del Compact - il documento che nel Regno Unito dal 1998 regola i rapporti tra terzo settore e pubblica amministrazione - si rivolgeva esplicitamente ai dipartimenti del governo centrale di Londra e gli uffici decentrati ad esso collegati presenti su tutto il territorio inglese. I governi locali non erano invece citati nel testo e, in linea teorica, non erano quindi interessati dalle previsioni inserite nel documento. Tuttavia è proprio a livello locale che si concretizzano la maggior parte delle relazioni intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e apparato pubblico – alcune rilevazioni parlano di una percentuale che oscilla tra il 70 e il 90% - ed è in questo contesto che le richieste provenienti dalla società civile possono essere percepite con maggiore chiarezza e immediatezza.

Con questo terzo contributo continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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