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La sfida del recupero degli spazi in disuso, fra tecnologia, partecipazione e innovazione sociale

Gli spazi cittadini vissuti da sempre in un determinato modo, possono prestarsi ad altro? Possono diventare ospiti di nuove azioni, parti di città destinate ad un uso ancora da scoprire? Se lo è chiesto il Comune di Pesaro che ha proposto un concorso internazionale per riprogettare le aree della cantieristica adiacenti al porto ormai in forte crisi.

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Città Smart e città verde: una relazione possibile

Quando parliamo di “città verde” possiamo riferirci alla percezione che se ne ricava sorvolandola con un aereo, grazie ad un’equa distribuzione tra parti grigie (costruito) e parti vegetali (campagna urbana, aree fluviali, spazi verdi pubblici e privati). Partendo da questa semplificazione possiamo poi introdurre diversi concetti: “città ecosistemica”, cioè una città in cui è valutata in termini di ricchezza la biodiversità animale e vegetale presente nel territorio urbano; “città ospitale”, intesa come città a misura d'uomo (su questo criterio gli interrogativi e i parametri di valutazione sono molto diversi e partono da punti di vista molto distanti); “cittadinanza con il verde”, cioè la possibilità di vivere con la necessaria presenza di uno spazio aperto capace di suscitare la memoria di un luogo fertile, agreste, felice. Ma per essere smart una città dev'essere necessariamente verde? Ecco il quesito di fondo. 

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Un'altra idea sulla città (pubblica) intelligente

Ho seguito, con interesse ma non senza qualche perplessità, buona parte della tre giorni di Smart City Exhibition, a Bologna. Era quella stessa perplessità che in generale provo quando il termine città viene additivato con specificazioni varie: smart in questo caso, sostenibile, ecologica, a impatto zero e così via, in tante altre occasioni.

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La ri-progettazione "open" del Comune di Auletta

Auletta è un piccolo comune di 2500 abitanti in provincia di Salerno, fondato – dice la leggenda – da Auleto, compagno di Enea, e devastato (e spopolato) dal terremoto del 1980 come molti altri paesi dell’Irpinia. Dal 2005 l’amministrazione comunale ha intrapreso un percorso di riqualificazione e restauro conservativo del centro storico a cui oggi si aggiunge un vero e proprio progetto di trasformazione del territorio per dare “un volto a lungo termine al futuro di Auletta”. Il tutto attraverso un concorso, aperto, di idee.

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L'uso dello spazio pubblico nelle città intelligenti

Da Cittalia, una riflessione sulle trasformazioni che stanno investendo le nostre città, modificando il modo di vivere lo spazio pubblico (in primo luogo piazze e strade), la percezione di sicurezza, gli spostamenti (con conseguenti alti costi sociali e ambientali causati dall’aumento e dalla congestione del traffico). Quali soluzioni e strumenti innovativi possono contribuire a migliorare la qualità della vita nelle città? Una risposta potrebbe arrivare, da una parte dalla riconquista dello spazio pubblico come luogo di incontro e non solo di consumo, dall’altra dallo sviluppo e dalla diffusione dei sistemi di infomobilità.

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“Città mobili”: il Rapporto Cittalia 2009

Quali sono le nuove sfide della mobilità nei grandi centri urbani e come stanno rispondendo le città italiane? Il Rapporto Cittalia, nell’analizzare le trasformazioni in atto, vuole anche offrire ad amministratori e addetti ai lavori spunti utili per governare questo aspetto sempre più importante nella vita e nell’organizzazione delle moderne società urbane.

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Urbanistica partecipata, a Genova si discute della nuova autostrada

Wooohooooo for fall!!!!!!!!

Foto di Tina Keller

Se ne parla da circa trent’anni, ma fino ad oggi la realizzazione della Gronda di Genova, o Gronda di Ponente - il nuovo tratto autostradale che, raddoppiando l’attuale autostrada costiera A10, dovrebbe eliminare gli ingorghi e i rallentamenti che oggi si verificano nel tratto Voltri-Genova ovest – è rimasta solo un’ipotesi. Ora, invece, sembra che l’idea stia per concretizzarsi: Autostrade per l’Italia ha presentato la proposta di cinque tracciati alternativi, sui quali il Comune di Genova ha deciso di avviare un dibattito pubblico, dal 1° febbraio al 30 aprile 2009, per garantire la massima informazione e trasparenza sul progetto e per permettere a tutti i soggetti interessati (cittadini e associazioni) di chiedere chiarimenti, discutere ed esprimere il proprio punto di vista.

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“Sette Città” per Bologna: quando l’urbanistica diventa partecipata

BOLOGNA ( Italy)

by il CAMA

Quanto è importante la partecipazione della società civile ai processi e alle decisioni che portano le pubbliche amministrazioni a modificare il volto delle città? Molto, secondo il Comune di Bologna, che ha portato avanti con cittadini, associazioni e rappresentanti del mondo economico e sociale, un lungo e articolato confronto pubblico sulle strategie di trasformazione urbanistica della città. L’occasione è stata offerta dalla redazione del Piano Strutturale Comunale (PSC), il nuovo strumento per il governo del territorio, che sostituirà l'attuale Piano regolatore generale del 1986 e che stabilisce gli orientamenti generali per lo sviluppo urbanistico della città nei prossimi vent’anni.

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Verso il Network degli Urban Center italiani

asheville parking

Gli Urban Center in Italia iniziano a costituirsi sul finire degli anni '90. I modelli teorici sono gli Urban Center americani o i centri espositivi dedicati alla città e all'architettura che si aprono in moltissime città europee durante la grande fase della rigenerazione urbana della fine degli anni '80. In realtà gli Urban Center italiani hanno alcune specificità. In particolare, essi sono strutture spesso inquadrate all'interno degli enti pubblici che governano i territori e sono sorretti da finanziamenti pubblici, con rare eccezioni di co-finanziamenti pubblico-privati.

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