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My Neighbourhood: un progetto di vicinato intelligente

Tra i tanti progetti che scopriremo a #sce2014 ce n'è uno che coniuga soluzioni e servizi basati sulla prossimità con l’intelligenza di una piattaforma digitale, è Myneighbourhood: la visione proposta è quella di un rinascimento urbano che parta dal basso, dalla dimensione comunitaria e di quartiere.

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FerrarAzione: Fare e Rifare, con il crowdsourcing delle relazioni umane

Dopo il terremoto dell’Emilia dello scorso anno, molte cose sono state fatte e oggi sono in corso. Insieme a tante altre persone coinvolte a vario titolo nei processi della ricostruzione, abbiamo provato a riflettere e a misurarci con il dramma e la responsabilità. Da qui è nato un documento, “Il Manifesto della ricostruzione sostenibile”, presentato anche a Smart City Exhibition 2012. Un manifesto nel quale passando attraverso gli asset portanti della vita di una città si è provato a tracciare le linee ideali della ricostruzione non solo dei muri ma, in particolar modo, della identità di una comunità ferita. In questo anno, procedendo con gli strumenti delle ordinanze e delle priorità, si è data attenzione alle scuole, alle case, alle imprese, ai municipi. Un lavoro faticoso che richiederà almeno un decennio per restituire ciò che c’era e ci appartiene. A latere sono partite molte azioni spontanee, iniziative a supporto di raccolte fondi, tra queste ci piace ricordare quella che abbiamo supportato come cittadine assieme a tante altre persone del nostro quartiere e della città: FerrarAzione.

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La città che vogliamo. Prove di cittadinanza per spazi pubblici inclusivi

La seconda edizione della Biennale dello spazio pubblico si svolgerà a Roma dal 16 al 19 maggio negli spazi della Casa dell'Architettura e della Facoltà di Architettura Roma Tre (ex mattatoio). In questo appuntamento confluiscono varie iniziative che hanno coinvolto Amministrazioni comunali, Università, progettisti, studenti. Tra queste la più recente è una call per raccogliere adesioni al progetto “La città che vogliamo”. L'obiettivo del progetto, che prenderà forma nella settimana dal 5 al12 maggio è quello di sensibilizzare le Istituzioni e i cittadini sul diritto di fruire degli spazi pubblici da parte delle figure più “fragili” come bambini, anziani, migranti, homeless, persone con disabilità motorie, sensoriali o mentali.

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Con i media sociali possiamo hackerare le città

Ogni giorno, mediamente, 40.000 persone scelgono di affittare 1 delle 250.000 camere disponibili su Airbnb (fonte economist) scegliendo tra 30.000 città e 192 paesi: senza gerarchie e intermediazioni, il sistema vive grazie a dinamiche tipiche dei media sociali, tra peer to peer e reputazione. Di fronte a questo caso emblematico, possiamo pensare di organizzare lo sviluppo e la gestione dei territori con un’idea di cittadini passivi nel ricevere informazioni?

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So Smart, so Sentient, so Social. E’ la nostra città di domani?

L’intelligenza di matrice tecnologica nel modello della smart city è un must, ma non basta. Dentro questo spazio di interconnessioni sottilissime e pervasive, solo apparentemente senza pareti, chi si muove e chi si incontra? Cosa può nascere o morire in una città potenzialmente capace di offrire infinite e personalizzate versioni di se stessa, attraverso un processo instancabile di ricerca e scoperta di dispositivi tech? Che fine fa lo spazio della sfera pubblica, cioè quello spazio di cui una società ha bisogno per ricomporre le differenze che la abitano e la animano? Queste sono le domande che emergono sempre più pressanti da chi, con prospettiva multidisciplinare, studia gli assetti urbani del futuro. Se ne parla ad Amsterdam, da oggi, in una quattro dedicata alle Social Cities of Tomorrow (#socialcities)

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Change by US New York City. La città cambiata da noi

La domanda è: come possiamo rendere la nostra città un posto più bello e più verde in cui vivere? La risposta siamo Noi (Us), cittadini organizzati e non, e le idee che ci vengono in mente. Lo strumento è una grande bacheca on line dove postare idee o aderire a quelle degli altri per trasformarle insieme in progetti. E i soldi? Non sempre ne servono molti. Una piattaforma semplice, informazione tempestiva a chiara sui finanziamenti, un efficace servizio di tutoraggio e una rete di contatti: è la ricetta di New York City, attraverso Change by US.

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