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Via libera del Consiglio di Stato al diritto di accesso alle email inviate da indirizzi personali

Il Consiglio di Stato, bilanciando le esigenze di tutela della riservatezza dell’autore della comunicazione e la garanzia del diritto alla difesa degli interessi giuridici dell’istante, si è pronunciato sancendo il diritto di accesso anche alle mail inviate da/a indirizzi privati. Una sentenza qui analizzata dal D&L Department dello Studio legale Lisi.

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Aspetti "legali" dell’open data. Alcune questioni su cui si discuterà ancora

Come spesso succede, molti degli spunti di queste poche righe nascono da conversazioni tra amici. La prima che ricordo è un hangout con Gianni Dominici, in cui si è parlato della prossima edizione del FORUM PA e di quanto sia importante affrontare, ancora una volta, l’argomento dei dati aperti; la seconda, in realtà, non è proprio una conversazione, ma un ragionamento costante con il mio “fratellino” Francesco Minazzi, con il quale da mesi ci divertiamo a fare le ipotesi giuridiche più disparate sui dati aperti, spesso tirando ad indovinare su quelle che saranno le questioni più dibattute. Ho raccolto, così, una serie di osservazioni, a mio avviso interessanti, su quelle che ritengo essere le problematiche giuridiche ancora irrisolte sui dati aperti, di cui non solo è bene parlare, ma di cui sicuramente si parlerà nell’immediato futuro.

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Obblighi, diritti e sanzioni, ecco le parole chiave del “decreto trasparenza”

Con il testo unico sulla trasparenza i cittadini avranno gli strumenti e la possibilità di controllare quello che fanno le pubbliche amministrazioni e la politica, non ci saranno più aree di opacità nell'operato della PA e si potrà verificare come vengono spese le risorse e riorganizzati i servizi amministrativi. Questa, secondo il Ministro per la Pubblica amministrazione e la semplificazione, Filippo Patroni Griffi, la rivoluzione avviata dal decreto che entrerà in vigore il prossimo 20 aprile. 

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Trasparenza e anticorruzione: ma non chiamatelo FOIA!

È dal 1966 che gli Stati Uniti si sono dotati del FOIA (Freedom of Information Act), una legge che garantisce a chiunque l’accesso agli atti e ai documenti della Pubblica amministrazione. Questo approccio improntato alla massima trasparenza, che garantisce quindi il controllo dell’attività amministrativa da parte dei cittadini e costituisce anche un forte strumento anticorruzione, è stato poi adottato da molti Paesi europei, ma non dall’Italia. Di un FOIA italiano si è tornato a parlare ieri, quando il Consiglio dei ministri ha approvato, su proposta del Ministro della pubblica amministrazione e semplificazione, un decreto legislativo in materia di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle PA, che attua alcune disposizioni della legge 190 del 2012 (conosciuta come legge anticorruzione). I commenti entusiasti di alcuni giornali vengono smorzati però da Elena Aga Rossi, presidente di “Iniziativa per l'adozione di un FOIA in Italia”.

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Dirigenti preparati, ma a cosa e come?

La nostra iniziativa “La tua idea per una PA migliore”, con cui vi abbiamo chiesto un contributo per delineare l’amministrazione che vogliamo, sta andando a gonfie vele. Già sono 126 le idee originali pervenute. Se andate poi a guardare la nuvola dei tag che esplicitano gli argomenti più trattati nelle idee e nei commenti due sono le parole chiave: efficienza e formazione. Ed è un’iniziativa di formazione un po’ particolare, dedicata all’alta dirigenza della PA centrale e locale, l’argomento di questo intervento.

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