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Senza Fili Senza Confini: soluzioni partecipate contro il divario digitale

A Verrua Savoia, in Piemonte, è nato un singolare operatore di comunicazione. Un’associazione di promozione sociale ha sviluppato infatti una soluzione per superare divario digitale. La condivisione delle risorse in forma solidale consente una significativa riduzione dei costi di acquisto della banda e delle apparecchiature. La partecipazione attiva dei cittadini al processo gestionale minimizza quelli di mantenimento. A questo modo gli abitanti di un piccolo Comune di campagna possono avere Internet a banda larga, pagando solo 50 Euro all’anno.

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Digital Divide di genere, Agenda Digitale e impatto sulla società

L'inclusione di quei cittadini che non hanno accesso ai benefici della società dell'informazione è diventato uno dei punti cardine dell'Agenda Digitiale Italiana così come lo è di quella europea: se non si usano in modo appropriato ed efficiente i nuovi mezzi di comunicazione (internet e new media) sembra quasi inutile preoccuparsi degli aspetti procedurali e tecnologici della sanità digitale, dei pagamenti elettronici, della firma certificata o degli open data della pubblica amministrazione. Per quanto riguarda il divario digitale, l’Agenda Digitale Italiana individua poi nell’incentivazione del cosiddetto “target femminile” all’uso delle tecnologie per fini professionali nei campi della produzione e della progettazione di tecnologia una delle misure più rilevanti per la crescita del Paese.

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The UK is preparing to move to 4G and starts planning for 5G mobile

The meaning of 4G defines the fourth generation of wireless mobile broadband communications. A 4G system should allow, with a new and powerful data processing system to provide seamless, high-performance connections to different types of networks in an area.

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Il Regno Unito si prepara a passare al 4G ma con la mente già rivolta al 5G

Tra le promesse del 4G, quarta generazione wireless di comunicazioni mobili a banda larga, c'è quella di attenuare il digital divide andando a coprire aree rurali in cui l’Adsl latita. Nel Regno Unito sembrano avviati a cogliere questa opportunità, anzi il governo britannico sta già studiando soluzioni per lo sviluppo del 5G nonostante il 4G debba ancora entrare a regime. E in Italia? Limiti di frequenza e di copertura ci parlano di un ritardo nello sviluppo del 4G...e la tecnologia 5G sembra una sfida ancora lontana.

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I digital divide fra la PA di oggi e quella 2.0

Dopo quello sugli open data e quello sul G-cloud, pubblichiamo il terzo e ultimo focus curato da Marco Fioretti che affronta questa volta il tema del digital divide, anzi dei “divari digitali”…espressione non a caso utilizzata al plurale. Diversi sono infatti - sottolinea Fioretti - i fattori che ancora separano la PA di oggi da una sua auspicale “versione 2.0”. Non ultimi, fattori tutti interni alla PA, che possono, anzi devono, essere affrontati senza necessariamente aspettare che la banda larga copra il cento per cento del territorio o che tutti i cittadini scoprano il vero potenziale di Internet. Una riflessione che apre la strada a molti dei temi che verranno affrontati nel corso della prossima edizione di FORUM PA (16-19 maggio, Nuova Fiera di Roma).

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Le donne anziane possono spiegarci cos’è il Digital Divide

«Per capire il fenomeno del digital divide in Italia, poche cose sono utili, in questo momento, quanto il rapporto "La vita moderna della donna anziana", elaborato da Intrage - il primo tra i portali italiani dedicati alla terza età - e presentato in occasione dell’8 marzo. Intrage, passando in rassegna tutti i dati disponibili sulle persone che, statisticamente, possono essere definite anziane (di età superiore ai 65 anni), ha fatto diverse scoperte interessanti, che possono essere utili per capire meglio i motivi che stanno alla base di un persistente divario, nell’uso delle tecnologie internet, che da noi colpisce gli anziani più che in qualsiasi altro paese europeo». Comincia così un contributo di Paolo Subioli sul tema digital divide, donne e terza età, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

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Il diritto di accesso a Internet

La proposta – non in programma – di Stefano Rodotà di riconoscere all’accesso a Internet la dignità di diritto costituzionale inserendo nella nostra Carta Costituzionale un art. 21 bis ha, inesorabilmente, rappresentato il fulcro delle discussioni nel corso del convegno sul diritto all’accesso a Internet, organizzato dall’ITTG – Istituto di Teoria e tecnica dell’informazione giuridica, di Firenze nell’ambito dell’IGF Italia 2010. L’art. 21 bis della Costituzione italiana ipotizzato recita "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". La proposta ha diviso gli addetti ai lavori non tanto sulla possibilità di considerare il diritto all’accesso a Internet un diritto fondamentale – o addirittura costituzionale – del cittadino quanto piuttosto sull’opportunità e la necessità di farlo attraverso un’integrazione della Costituzione.

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Raccontaci l'innovazione nel tuo territorio

Pubblichiamo le esperienze più interessanti trasmesse dalla nostra community e vi invitiamo a segnalarci altri progetti e servizi innovativi rispondendo a questo breve questionario.

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Italia Digitale 2.0: banda larga ed altre questioni

Secondo una ricerca Gartner, resa nota ieri, l’Italia è fuori dalla classifica dei top 20 per penetrazione di banda larga nel mercato domestico e lo sarà ancora nel 2013. Ieri, a margine della presentazione del Rapporto 2009 Italia Digitale 2.0, Gabriele Galatei, presidente Telecom Italia, ha affermato che “il governo italiano è consapevole della necessità di puntare sulla banda larga e sull'Ict, ma nonostante questo non è determinato a investire sul settore”. Una giornata di numeri, dunque, non proprio fausti per questa Italia digitale che fa fatica a decollare e per cui la banda larga, pur prioritaria, non è la sola questione.

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Rapporto Assinform 2009: l'italia è penultima in Europa per digital divide

A fronte di un 2008 che segna un debole +0,8, nel 2009 il calo della spesa IT in Italia sfiorerà il record negativo di –5,9%. E’ il dato più preoccupante che emerge dall’annuale Rapporto Assinform, giunto, ormai, alla sua quarantesima edizione, presentato ieri a Torino dal Presidente Ennio Lucarelli.

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