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Siglato l'accordo per la nuova società pubblico-privata per la fibra in Italia

Firmato ieri l’accordo per una partnership pubblico privata tra Ministero dello Sviluppo Economico e 7 operatori TLC. Il Memorandum of Understanding (MoU) punta alla creazione di una “società veicolo” con l’obiettivo di realizzare una nuova infrastruttura  neutrale, aperta ed economica di nuova generazione.

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Niente soldi, niente governance: addio alla banda larga?

Due giorni fa Il Comitato Nazionale per la banda larga si è svuotato. Aiip, Fastweb, Wind, Vodafone, Teletu, Tiscali, Welcome Italia e British Telecom, infatti, per protestare contro le linee guida per il passaggio alla fibra ottica pubblicate dal Comitato stesso a inizio settembre, hanno dichiarato di voler abbandonare il tavolo. In pratica rimane solo Telecom.

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Digital divide in calo in Emilia-Romagna con banda larga per 80mila cittadini in più

Accesso alla banda larga per 80mila cittadini in più dell’Emilia-Romagna, finora esclusi dal servizio, e riduzione del digital divide dal 12 al 10%. Il tutto grazie ad una serie di interventi di adeguamento sulle reti del territorio.

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Italia Digitale 2.0: banda larga ed altre questioni

Secondo una ricerca Gartner, resa nota ieri, l’Italia è fuori dalla classifica dei top 20 per penetrazione di banda larga nel mercato domestico e lo sarà ancora nel 2013. Ieri, a margine della presentazione del Rapporto 2009 Italia Digitale 2.0, Gabriele Galatei, presidente Telecom Italia, ha affermato che “il governo italiano è consapevole della necessità di puntare sulla banda larga e sull'Ict, ma nonostante questo non è determinato a investire sul settore”. Una giornata di numeri, dunque, non proprio fausti per questa Italia digitale che fa fatica a decollare e per cui la banda larga, pur prioritaria, non è la sola questione.

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Rapporto Caio: censimento delle reti, scorporo telecom e “banda larghina”

L’infrastruttura a banda larga è una necessità per il paese e la politica deve fare la sua parte. Questa, in estrema sintesi, la risposta che Francesco Caio ha offerto, con il suo Rapporto, al suo committente: il Ministero per lo Sviluppo Economico, nella persona di Paolo Romani, già Sottosegretario, ora Viceministro alle Comunicazioni.
Al rapporto Caio, infatti, si chiedeva di analizzare quale fosse l’attuale situazione del nostro paese in tema di infrastrutture di rete, che tipo di scenari si profilassero all’orizzonte e che tipo di direzione si dovesse dare alle politiche pubbliche in tema di sviluppo della rete.

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