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I civic entrepreneurs e l'open government in formato local

Per una strana sindrome delle parole può succedere che un’espressione, proprio quando prende piede, inizi ad aleggiare nei discorsi fino quasi a rarefarsi...con il risultato che, pur usata da tanti, non si capisce bene dove  e come diventi pratica. Mentre l’”open government” comincia a correre il rischio, dalla Gran Bretagna della Big Society arriva un modello che sembra far "atterrare" nei territori questo approccio di governo, sostenendo una figura chiave che per definizione " non è  pubblica né privata né sociale". Parliamo dei civic entrepreneurs, dei “Bill Gates e Steve Jobs della Big society”, di quelli che creano interfacce attraverso cui i cittadini possono partecipare, innovare e co-creare con facilità. Ne ha parlato Nat Wei, UK Government Chief Adviser on Big Society, recentemente a Roma.

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Dal wifi libero alla cittadinanza digitale

Quali sono i problemi della responsabilità e della sicurezza che sussistono intorno al tema del “wifi libero”? Che utilità reale ha per la sicurezza nazionale la normativa inserita nell'articolo 7 del decreto Pisanu? Come si coniugano privacy, responsabilità dell'uso della rete e diritti/doveri di cittadinanza? Su questi temi si è articolato l'incontro tematico “Dal wifi libero alla cittadinanza digitale” organizzato dal Laboratorio dell'Innovazione nell'ambito dell'IGF Italia. L'incontro si inserisce nella discussione oggi in corso in Italia sul “wifi libero”, con la consapevolezza della sua stretta correlazione sia con il tema della regolamentazione e della responsabilità sulla rete sia, in generale, con le scelte strategiche che i Paesi devono assumere in tema di accesso alla rete, di utilizzo di Internet e, più ampiamente, di cittadinanza digitale.

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Il Digitale è Politico: una nuova generazione di diritti di cittadinanza

La convinzione che abbiamo raggiunto è che l'idea di affidare le istanze legate ai diritti digitale alla sola "governance" non basta. Questi diritti civili di nuova generazione si potranno affermare solo con il formarsi di un movimento che coinvolga un'ampia parte della società civile e dell'opinione pubblica. Il nostro obiettivo è quindi quello di individuare gli elementi necessari alla crescita di tale movimento, che è esattamente quanto abbiamo cominciato ad esplorare con l'incontro "Il Digitale è Politico: una nuova generazione di diritti di cittadinanza", all'interno dell'IGF Italia 2010.  In particolare sono quattro gli aspetti che abbiamo voluto approfondire.

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Il diritto di accesso a Internet

La proposta – non in programma – di Stefano Rodotà di riconoscere all’accesso a Internet la dignità di diritto costituzionale inserendo nella nostra Carta Costituzionale un art. 21 bis ha, inesorabilmente, rappresentato il fulcro delle discussioni nel corso del convegno sul diritto all’accesso a Internet, organizzato dall’ITTG – Istituto di Teoria e tecnica dell’informazione giuridica, di Firenze nell’ambito dell’IGF Italia 2010. L’art. 21 bis della Costituzione italiana ipotizzato recita "Tutti hanno eguale diritto di accedere alla Rete Internet, in condizione di parità, con modalità tecnologicamente adeguate e che rimuovano ogni ostacolo di ordine economico e sociale". La proposta ha diviso gli addetti ai lavori non tanto sulla possibilità di considerare il diritto all’accesso a Internet un diritto fondamentale – o addirittura costituzionale – del cittadino quanto piuttosto sull’opportunità e la necessità di farlo attraverso un’integrazione della Costituzione.

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e-Welfare: l'infrastruttura internet per ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza

Il welfare state è anche una grande opportunità per pensare nuovi e più avanzati servizi utilizzando le nuove tecnologie, lanciando un grande programma di e-welfare. Opportunità per i cittadini che li utilizzano e per le imprese che li realizzano, una grande occasione di rilancio del comparto ICT e dell'innnovazione in generale. Per questo l'Internet Governance Forum Italia 2010 ci sembrava un contesto adeguato per ragionare su e-welfare e su come l'infrastruttura internet possa ampliare il welfare nella società della rete e della conoscenza.

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PATRIMONI PA net: al via i Tavoli di lavoro

L’evoluzione normativa e le carenze che caratterizzano il mercato dei servizi rispetto a quello dei lavori pubblici, il problema del ritardo nei pagamenti della PA alle imprese, i criteri di assegnazione degli appalti (in particolare il tema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, i criteri motivazionali e la verifica della congruità dell’offerta), la certificazione delle imprese, le strumentazioni necessarie per arrivare a una gestione qualificata dei diversi servizi richiesti. Questi alcuni dei temi emersi oggi in occasione del primo Workshop "Tavoli Committenze-Imprese" di PATRIMONI PA net, il Laboratorio creato da FORUM PA e TEROTEC con il duplice ruolo di "motore di saperi" e di "catalizzatore della partnership pubblico-privato" nel mercato dei servizi integrati per i patrimoni immobiliari e urbani pubblici.

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Contributo di M. Collevecchio

Articolo del dossier 2011, FORUM PA nella Rete

Caro Carlo,
aderisco molto volentieri al tuo invito di cercare di indicare qualche idea o riflessione sull’innovazione della PA e, più in generale, sulla grave situazione di incertezza che caratterizza lo scenario presente e futuro dell’intero sistema.
Tra i molteplici aspetti, sui quali sono già intervenuti molti autorevoli amici, vorrei segnalarti quello un po’ in sordina del vasto processo in atto di riforma della contabilità e della finanza pubblica avviato con la legge 31 dicembre 2009, n.196.

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Contributo "I fattori decisivi di interazione con la rete" di G. Massolo

Articolo del dossier 2011, FORUM PA nella Rete

Ho molto apprezzato il saldo collegamento fra rete e innovazione, che emerge quale tema portante della strategia partecipativa di FORUM PA 2011. Per il Ministero degli Esteri, tradizionalmente “gestore di rete” (oltre 300 sedi all’estero fra Ambasciate, Consolati, Istituti di Cultura), è del resto indispensabile stimolare continui circuiti di confronto sulle scelte dell’Amministrazione: per adeguare costantemente su basi condivise, in termini  tecnologici e di reingegnerizzazione dei processi, l’offerta di servizi alle attese di cittadini ed imprese. In tale prospettiva, dalla nostra esperienza continuiamo a vedere come decisivi alcuni fattori di interazione con la rete.

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La cittadinanza si attiva a scuola?

Pensandoci, sembra chiaro che tutti i cittadini, da piccoli, siano stati alunni e studenti sui banchi di scuola. Insomma, piccoli e giovani cittadini in formazione. Ma quanti hanno avuto esperienza attiva della propria “dimensione” civica a scuola? Non molti, verrebbe da rispondere. Di positivo c’è che assistiamo a una progressiva presa di coscienza, nelle istituzioni e nella sfera pubblica, del vulnus formativo alla cittadinanza. Su questa scia, è arrivata pochi giorni fa la circolare del MIUR su “Cittadinanza e costituzione”. Accompagnata, come sempre, da qualche critica, la Circolare potrebbe aprire scenari molto interessanti.

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Contributo "Il controllo manageriale per il governo con la rete" di D. Pillitu

Articolo del dossier 2011, FORUM PA nella Rete

Innanzitutto vorrei complimentarmi per il metodo utilizzato, partecipativo ed interattivo, che rispecchia la filosofia di fondo del ForumPa e ringraziare per l’opportunità di intervento offerta. Il mio contributo vuole essere propositivo nel delineare qualche strumento utile per affrontare le insidie del “governare con la rete”, che siano a supporto delle azioni abilitanti per la partecipazione.

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