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Quanto spendono i Comuni per territorio e ambiente?

Le grandi città spendono in media €260 pro capite. Nella spesa per territorio e ambiente guidano Roma (€399) , Milano (€363) e Napoli (€309). Chiude la classifica il Nord-Est: Trieste, Venezia e Padova.

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Si apre a Napoli Smart City Med: la manifestazione dedicata alle città del mezzogiorno

Ha preso il via oggi, assieme a EnergyMed - la manifestazione sulle Fonti Rinnovabili e l’Efficienza Energetica nel Mediterraneo, la prima edizione di Smart City Med, la mostra convegno organizzata da FORUM PA, in collaborazione con ANEA e Smart City Exhibition, che lancia il grande forum dell'innovazione delle città del  mezzogiorno e del mediterraneo. Fino a sabato 29 Marzo, presso la Mostra d’Oltremare, tante le occasioni per gli amministratori, i cittadini, il mondo della ricerca e le imprese di tecnologia avanzata per incontrarsi, confrontarsi e stringere alleanze che costituiscono la base di qualsiasi cambiamento.

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In Australia alla ricerca delle smart city

Viaggio alla scoperta dei motivi che rendono le città australiane fra i luoghi più vivibili del pianeta.

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La strada verso la smart Europa di EU 2020 è tutta in salita… e il tempo stringe

Il 75% di uomini e donne tra i 20 e i 64 anni attivi nel mondo del lavoro, il 3% del PIL da investire nel settore della ricerca e sviluppo, 20 milioni di persone fuori dal rischio di povertà. Tutto questo entro il 2020. Ce la faremo? Per monitorare il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla strategia Eu2020 è stato sviluppato un set di indicatori specifici, ma il trend non è dei più rosei. Cerchiamo di capire a che punto siamo e quale è la situazione specifica dell’Italia.

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Cittadini con le radici. Orti e metamorfosi urbane nella città contemporanea

L’esercizio della cittadinanza passa anche attraverso la zappa. È la lezione che arriva dalle esperienze, sempre più numerose, di adozione del territorio a fini agricoli da parte di quanti scelgono questo tipo di attività - sia insieme ad associazioni e comitati, sia all’interno di progetti lanciati dagli enti locali - per cercare là sotto, rovesciando le zolle, una risposta a bisogni di molteplice natura. Perché dietro il movimento degli orti urbani non c’è soltanto il desiderio, pienamente condivisibile, di risolvere attraverso l’autoproduzione a filiera corta il problema dell’approvvigionamento. C’è un retroterra più profondo, che chiama in causa la morfologia delle comunità locali nella tarda modernità, il disagio esistenziale di chi abita nella metropoli contemporanea. Per citare una cifra, nel 2012, in Italia erano 2 milioni e 700mila gli agricoltori di città.

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Accountability e open data: i 7 punti di contatto

L’apertura dei dati ambientali in un ente locale migliora i processi organizzativi e ampia le modalità di partecipazione dei cittadini, ma i processi di open data e i relativi impatti in termini di innovazione sociale, necessitano di sistemi di rendicontazione e nuove metriche, sia dal punto di vista delle politiche sociali che ambientali. Questa reciprocità genera alcuni effetti concreti e alquanto pragmatici.

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Città Smart e città verde: una relazione possibile

Quando parliamo di “città verde” possiamo riferirci alla percezione che se ne ricava sorvolandola con un aereo, grazie ad un’equa distribuzione tra parti grigie (costruito) e parti vegetali (campagna urbana, aree fluviali, spazi verdi pubblici e privati). Partendo da questa semplificazione possiamo poi introdurre diversi concetti: “città ecosistemica”, cioè una città in cui è valutata in termini di ricchezza la biodiversità animale e vegetale presente nel territorio urbano; “città ospitale”, intesa come città a misura d'uomo (su questo criterio gli interrogativi e i parametri di valutazione sono molto diversi e partono da punti di vista molto distanti); “cittadinanza con il verde”, cioè la possibilità di vivere con la necessaria presenza di uno spazio aperto capace di suscitare la memoria di un luogo fertile, agreste, felice. Ma per essere smart una città dev'essere necessariamente verde? Ecco il quesito di fondo. 

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Più immondizia pro capite, maggiore attenzione alla differenziata

Secondo la ricerca annuale sul settore resa nota dall’Ispra (L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) nel 2010 la produzione nazionale di rifiuti ha raggiunto complessivamente i 32,5 milioni di tonnellate, cifra abnorme che fa segnare un aumento dell’1,1% in più rispetto ai dodici mesi precedenti, e in controtendenza rispetto alle contrazioni (leggere) che si registravano negli anni precedenti.

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ONU: migliora l’E-Government 2012 ma resta ampio il divario digitale

Pubblicati i dati dell’ultima indagine Onu sull’E-Government, che misura la capacità delle amministrazioni centrali di utilizzare la tecnologia online e mobile nella realizzazione delle proprie funzioni amministrative. Al primo posto la Repubblica di Corea, mentre tra i continenti è quello europeo a dominare la classifica. Solo al 32esimo l’Italia, che però guadagna sei posizioni rispetto agli ultimi dati rilevati nel 2010.

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Eco-mobilità: Parma al primo posto tra le grandi città italiane

the biker

Foto di killthebird

L’Emilia Romagna si conferma come la Regione più impegnata sul fronte della mobilità sostenibile. Una ricerca, condotta da Euromobility e Kyoto Club su 50 città italiane assegna, infatti, il primo posto a Parma, che ha scalzato Bologna, vincitrice dell’edizione dello scorso anno. Il capoluogo emiliano resta comunque al secondo posto, seguito da Firenze e Venezia a pari merito; al quinto posto Padova, al sesto Torino e al settimo Bari (unica città del sud, tra l’altro salita dall’undicesimo posto dello scorso anno); segue Modena all’ottavo posto, quindi Ferrara nona e Genova decima. Tra le prime dieci classificate ci sono, perciò, ben quattro città emiliane. Fanalini di coda, invece, Taranto, L'Aquila e Campobasso.

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