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#Collaborative dai territori al mapping: il giovedì #FPA2015

Un giovedì all’insegna delle dinamiche collaborative e dell’innovazione sociale, il 28 maggio a FORUM PA 2015. Dal software libero alla progettazione locale, dal Toolkit per Territori Collbaorativi a cui lavoriamo con sei città italiane al collaborative mapping, vi aspettiamo in Creativity Room e in Academy #FPA2015… per una giornata ad alta condivisione.

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Collaborative Territories Toolkit, a metà dell'opera verso #sce2014

Il nostro viaggio è iniziato meno di un mese fa con il post di presentazione del progetto Sharitories, e ora manca meno di un mese a Smart City Exhibition. Il 23 ottobre sarà il momento di presentare i risultati preliminari delle nostre scoperte sugli “sharitories” / territori collaborativi e la prima versione in assoluto del Toolkit, sulla quale continueremo a lavorare insieme ai partecipanti  in una sessione di co-creazione (per partecipare basta registrarsi qui). In questo post vorremmo condividere le nostre prime riflessioni sugli elementi che abbiamo visto, sentito e discusso fin qui, per aprire la strada verso la creazione del Collaborative Territories Toolkit. 

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Le città intelligenti di EFISIO: on line la graduatoria

È online la graduatoria definitiva delle proposte progettuali presentate nell’ambito di EFISIO, l’iniziativa lanciata da Studiare Sviluppo in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale Smart City – ANCI, dedicata alla pianificazione finanziaria dei progetti di Smart Cities a valere sul progetto EPAS.

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Green mobility e mercato agricolo: una proposta per Firenze

La differenza tra riqualificazione e rigenerazione di un territorio sta nella capacità di agire sugli elementi presenti in loco coinvolgendo attivamente la popolazione e il tessuto produttivo. Partendo appunto dagli elementi già presenti all’interno del Parco agricolo della Piana di Firenze, ma poco valorizzati, il lavoro di Dario Emanuele propone un ripensamento del sistema del trasporto merci che unisce rafforzamento della filiera a Km zero, riduzione delle emissioni di CO₂, snellimento dei flussi di traffico e sviluppo della rete per la mobilità elettrica. In questo modo si rivitalizza non solo un singolo settore industriale in difficoltà, ma l’intero sistema territoriale.

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Crowdfunding civico, facciamolo all’italiana

A Bologna 448 tra persone, aziende e organizzazioni  hanno già fatto Un Passo per San Luca, donando dai dieci euro in su (oltre 132mila euro in totale ad oggi), per il restauro del portico più lungo al mondo. “Non si tratta solo di raccogliere fondi, ma di dare a tutti la possibilità di contribuire, di fare del portico di San Luca un luogo al centro della vita sociale e culturale della città”, spiegano da Comune di Bologna e Comitato per il restauro del Portico di San Luca, promotori del progetto in collaborazione con Ginger, piattaforma di crowdfunding territoriale. E, a quanto pare, c'è più di qualche suggerimento da prendere. Qui gli spunti da una chiacchierata con Ivana Pais, sociologa e  ricercatrice sul tema crowdfunding all’Università Cattolica di Milano e fondatrice dell'ICN - Italian Crowdfunding Network. 

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Soluzioni ICT al servizio dello sviluppo locale: un contest a Pescara

La Provincia di Pescara in collaborazione con Pescarainnova organizza il contest LAB Pescara – le soluzioni ICT al servizio dello sviluppo locale, ultima tappa del Progetto  Pitagora (Piattaforma per l’Informazione Tecnologica), finanziato dal programma transfrontaliero IPA –Adriatic, finalizzato al raggiungimento di azioni pilota per ridurre il divario delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni nell’area adriatica.

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Appunti per la città intelligente

“Trovo più intelligente quel servizio che ha gli orari sulle paline scritti in un cartoncino plastificato, ma che garantisce l'arrivo del bus entro 10 minuti piuttosto che il servizio della mia città attrezzato in alcune zone con pannelli elettronici che mi avvisano immancabilmente che il bus arriverà dopo 30 o 40 minuti. Il fatto che ‘informa in tempo reale’ è secondario e in qualche caso irritante”. Questo semplice ed emblematico esempio riassume bene l’intervento di Mario Spada che propone una serie di riflessioni su alcuni concetti portanti della città intelligente, dalla tecnologia all’architettura.

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Non facciamo diventare la Smart City una moda "vuota"

Ieri ho passato una giornata a Reggio Emilia dal Presidente dell’ANCI Graziano Delrio a confrontarci con università, città, aziende e centri di ricerca su come utilizzare al meglio il bando del MIUR che finanzia ricerche e sperimentazioni sulle smart city e le smart community. Mentre discutevamo leggevo distrattamente la prima pagina di Repubblica online che apre con l’annuncio di una percentuale di poveri in Italia giunta ormai all’11,1%. Viene subito da chiedersi se possiamo permetterci di progettare ora le smart city, mentre la crisi morde i più deboli e la tempesta non sembra avere mai fine o stiamo partecipando a un ballo sul ponte del Titanic. La mia risposta è che investire nelle città intelligenti sia necessario e opportuno, ma a determinate condizioni.

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Innovazione sociale, come fare per. Piccolo schedario di pratiche sui territori italiani

Come preannunciato, il convegno “Il mondo della ricerca di fronte alla sfida dell’innovazione sociale. Riflessioni ed esperienze territoriali”, ospitato la scorsa settimana da Romascienza 2011, ha sollevato una serie di punti di grande interesse, che cercheremo di puntualizzare e sviluppare nei mesi che verranno. Nell'immediato, ci sembra interessante restituire i contributi di tutti gli intervenuti, mettendo in particolare evidenza quelli di quanti hanno presentato i progetti, raccontandoci il “come fare per”, ciascuno a partire dalla propria visione e dai propri obiettivi. L’idea, che ci aveva già guidati nella definizione della giornata, è che quando si apre la discussione su un concetto tanto composito e a rischio di inflazione, quanto quello dell’innovazione sociale, può essere utile partire dalle esperienze già “vive” sui territori.

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Rete delle Fattorie Sociali. Come si può fare economia solidale

“L’Agricoltura Sociale (AS) è un insieme di pratiche economicamente sostenibili che producono beni relazionali inclusivi mediante processi e beni relazionali propri dell’agricoltura e delle tradizioni civili del mondo rurale. Queste pratiche costituiscono un’opportunità per riqualificare il welfare locale perché mettono in gioco risorse inusuali, come quelle ambientali e produttive, e legami comunitari fondati sulla reciprocità e informalità, che consentono di incrementare i servizi socio-educativi all’infanzia, diversificare e personalizzare con maggiore flessibilità i servizi alla persona e realizzare percorsi inclusivi attivi. Nello stesso tempo, si presentano anche come un’occasione per declinare in modo originale la multifunzionalità dell’agricoltura, ampliandola al campo del sociale, e per accrescere di conseguenza la reputazione e la competitività delle aziende agricole”. Alfonso Pascale ci presenta l’esperienza della Rete delle Fattorie Sociali, mentre vi proponiamo l’audio e le slides del suo intervento al convegno che Romascienza 2011 ha dedicato alla sfida dell’innovazione sociale sui territori.

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