Cerca: Comitati di Pari Opportunità

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Comitati Pari Opportunità. Costruiamo una rete

Sulla base dell'esperienza maturata il CPO della Regione del Veneto, al suo secondo mandato, ha ritenuto di fondamentale importanza costruire una rete stabile con altre realtà similari, i Comitati delle Regioni e delle Province autonome, al fine di condividere azioni e risultati positivi, confrontarsi, monitorare gli organismi regionali esistenti e funzionanti, definire che cosa è possibile fare e quali i temi da sviluppare insieme.

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Innovare il Comitato Pari Opportunità della Corte dei Conti

Oriana Calabresi parte dalla proposta di istituire un’Autorità per le pari opportunità, con potere sanzionatorio al fine di avanzare lungo il rafforzamento funzionale dei Comitati Pari Opportunità e della cultura antidiscriminatoria che veicolano. Riportando l’esperienza della Corte dei Conti che ha lavorato a una sperimentazione sulle Linee Guida proposte dalla Rete dei Comitati Pari Opportunità, insiste sulla necessità di semplificazione per risolvere le questioni di raccordo tra Comitati interni a una stessa amministrazione.

Riformare il sistema delle Pari Opportunità

Fausta Guarriello commenta il lavoro portato avanti sotto la spinta delle Consigliere di parità, elogiandolo e condividendo le principali istanze segnalate nelle Linee guida per i Comitati Pari Opportunità.

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Per una nuova politica dei diritti nelle organizzazioni

Daniela Belotti ripercorre brevemente la storia dei Comitati di Pari Opportunità – CPO nella realtà italiana. Partendo dai dati attuali dal mondo del lavoro, ancora non soddisfacenti, auspica da un lato il potenziamento della rete degli organismi di parità attraverso obiettivi comuni, scambio di buone pratiche e azioni di monitoraggio, dall’altro lo studio e l’avanzamento di proposte positive da raccogliere in un Documento comune.

Comitati di Pari Opportunità: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

Chira Costa riporta l’esperienza della Regione Emilia Romagna in materia di Comitati di Pari Opportunità. Sintetizza le principali innovazioni apportate sotto la sua presidenza, ovvero: elezione del presidente a suffragio universale tra i dipendenti regionali, costituzione di un unico comitato del comparto e della dirigenza, attenzione posta a tutte le discriminazioni all’interno dell’ente, partecipazione del Comitato di Pari Opportunità alle trattative in materia di personale su tutte le materie con ricadute ipotetiche in tema di discriminazione.

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Le politiche di genere come parte integrante della natura antidiscriminatoria dell'INAIL

Nell’INAIL il Comitato delle Pari Opportunità esiste da quasi vent’anni e dal punto di vista del personale dirigente in un decennio la componente femminile è triplicata. Alberto Cicinelli spiega che questo è dovuto al fatto che per un Istituto che si candida a prendere in carico il lavoratore sarebbe un’antitesi culturale non preoccuparsi di creare al suo interno delle condizioni per una politica antidiscriminatoria. Questa politica - continua Cicinelli - costituirà anche il punto centrale del Programma 2007/2009.

Potenziare i Comitati Pari Opportunità

Elisabetta Falcone esprime a nome di CGIL, CISL e UIL l’apprezzamento per il lavoro portato avanti dalle Consigliere di pari opportunità e i CPO. Definisce necessaria una maggiore attenzione per gli organismi di parità riconosciuti come istituti di natura pattizia , ipotizzandone una modifica proprio in sede pattizia. Mette in evidenza le criticità legate ad aspetti organizzativi, finanziari e di funzione dei CPO così come risulta dalle Linee Guida delineate dalla Rete dei CPO.

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