Cerca: Editoriale, lotta alla corruzione

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Corruzione: la banalità del male

Accostare il fenomeno carsico e diffuso della corruzione al male supremo dell’Olocausto, evocato dal titolo del celeberrimo e terribile libro di Hannah Arendt, è forse ardito, ma la tranquilla protervia, la serena perseveranza nell’aderire e nutrire un sistema di continua corruttela, e quindi di continuo sopruso, che emerge ogni giorno da luoghi diversi e da tante e diverse istituzioni del Paese, mi inquietano profondamente. Delle cronache giudiziarie quotidiane mi allarma appunto la “normalità” delle procedure, la banale contabilità delle elargizioni in denaro o natura, la sicurezza dell’impunità, l’attesa e scontata assoluzione da parte di gran parte dell’opinione pubblica ormai rassegnata, perché “così va il mondo”, la scarsa fantasia, che spesso confina con una sconcia sfrontatezza, delle scuse addotte quando le inchieste scoprono qualche mano nella marmellata.

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Corruzione nella PA: un flagello contro cui proprio non si può fare nulla?

Tre segnali importanti nella frustrante e (per ora) infruttuosa lotta alla corruzione nell’apparato pubblico che affligge il nostro Paese e lo condanna, tra l’altro, alla marginalità nell’attrazione degli investimenti stranieri. Eccoli: una classifica mondiale in cui stiamo sempre peggio, un sostanziale congelamento dell’azione del legislatore e dell’esecutivo e, da ultimo per ridarci un po’ di speranza, una nuova attenzione al tema da parte del Ministro della Giustizia Paola Severino. FORUM PA, che ha messo al centro della sua attività proprio il tema dell’Open Government e della trasparenza, lancerà all’inizio dell’anno prossimo una ricerca/sondaggio su questo tema e sulle sue possibili soluzioni nella sua community. Intanto guardiamo un po’ meglio cosa è successo.

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Il disegno di legge anticorruzione: l'importanza della "reputazione"

Se ho bisogno di un artigiano punto certo al prezzo migliore, ma molto più vale l’esperienza di qualche amico che lo abbia sperimentato; se cerco un albergo non manco di guardare su Internet i commenti di chi c’è stato; se voglio comprare qualcosa su ebay la prima cosa che faccio è leggere come si è comportato il fornitore con gli altri clienti. Solo le amministrazioni pubbliche, adesso come adesso, sono costrette, nello scegliere i propri fornitori, a non tener conto di esperienze negative precedenti (a meno che non siano state oggetto di condanna giudiziaria), a non considerare se in appalti pregressi la ditta abbia o meno portato a termine l’impegno, se ci sono state o meno contestazioni. Insomma, per la PA la reputazione non vale, o meglio non valeva, perché oggi un’importante norma del disegno di legge anticorruzione pare porre rimedio a questa colpevole ingenuità.

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Entriamo nel merito: sì ma ci vuole coraggio, spesso essere bravi non è una virtù in questa PA, nonostante i proclami

“ENTRIAMO NEL MERITO: una migliore PA per superare la crisi”: questo è lo slogan della nostra campagna di comunicazione per la ventesima edizione del FORUM PA.Ma per entrare nel merito e, per usare un’espressione cara a Brunetta, per “metterci la faccia” ci vuole coraggio e non sempre tali sforzi, specie se compiuti da dipendenti pubblici, sono coronati da lodi e incoraggiamenti.

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