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Mr. Agenda digitale: luci, ombre e crepuscoli

La notizia, data da Enrico Letta con un tweet, di aver arruolato Francesco Caio come “Mister Agenda Digitale” e insieme la nuova governance dell’Agenda digitale che riporta al diretto controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri tutto il processo di attuazione sono senz’altro due positive novità che non possiamo che accogliere con soddisfazione. Avevamo certamente bisogno di un coordinamento “alto” delle attività per l’Agenda e la figura e il curricolo di Caio ci lasciano ben sperare accanto a queste luci vedo però alcune ombre che rischiano di far fallire l’intera operazione.

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Agenda Digitale: è l’ora della partecipazione

Si è aperta la consultazione pubblica per le azioni di Agenda Digitale. E’ la prima volta che viene sottoposta a consultazione una politica pubblica di una tale rilevanza ed ampiezza e non possiamo che rallegrarcene. Dall’11 aprile al 15 maggio sarà possibile intervenire compilando un questionario (forse un po’ rigido), esprimendo giudizi e priorità rispetto a ciascun obiettivo e a ciascuna azione delle sei aree tematiche (per ciascuna tra l’altro avremo a FORUM PA un seminario di approfondimento diretto dallo stesso coordinatore del tavolo di lavoro) e, soprattutto, indicare ostacoli e proporre correttivi e esprimere proposte e idee nuove, anche articolate.
Sono ottimista rispetto alla partecipazione, perché c’è grande attenzione e attesa, ma sarei anche più ottimista se avessi trovato sul sito dell’agenda digitale o nei documenti ufficiali risposta ad alcune domande che mi sembrano prioritarie.

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L’innovazione collaborativa per l’Agenda Digitale

Gruppi di lavoro, regia, raccordo, collaborazione, coinvolgimento: se si dà retta al vocabolario del comunicato che annuncia l’insediamento della cabina di regia per il programma dell’Agenda Digitale Italiana, c’è da credere che finalmente si sia preso atto che l’innovazione è un risultato di squadra. L’esperienza pregressa, nella mia memoria degli ultimi governi,  purtroppo non è gran che: spesso quando una politica ha avuto più di un responsabile si sono create gelosie, piccoli screzi, veti incrociati e demarcazioni di territorio che hanno avuto il risultato di rallentare, se non bloccare l’innovazione. Ma sono convinto che ora è diverso.

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