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FORUM PA 2014: laboratorio di innovazione

Nelle ultime settimane si è messo in moto un vorticoso processo di cambiamento nella politica e nell’organizzazione stessa della Repubblica che avrà importanti conseguenze anche sulla vita delle amministrazioni, delle imprese e dei cittadini. E’ stata annunciata una riforma dell’amministrazione, che ancorché vada meglio definita, presenta già importanti e rivoluzionari segnali di discontinuità. In questo contesto a cosa serve e cosa può fare FORUM PA?

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Ex malo bonum? Come trarre del bene dall'ennesima crisi di Governo

Con questo motto cristiano Sant'Agostino ci invitava a considerare come dal male assoluto - la condanna, la tortura e la crocifissione di un innocente -  potesse venire un bene universale. Molto più umilmente mi chiedo, in questa serata di sconcerto, se dall'ennesima transizione di Governo senza elezioni, e quindi decisa all'interno della politica politicante, si possa trarre qualche beneficio. Comincio dai dati. Non ci troviamo affatto di fronte ad un'anomalia: dei 61 Governi che si sono succeduti nella Repubblica (durata media  di poco più di un anno) 44 non sono immediatamente derivati da elezioni politiche. Al limite possiamo dire che si ritorna al passato, quando i cambi, gli sgambetti e i rimescolamenti nella stessa legislatura erano la norma. 
Ciò detto, spinto da un'inguaribile perversione che mi spinge all'ottimismo, cerco di capire quali cose dovrei vedere per dire che alla fine ne è valsa la pena

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Parte il 2014: prendiamo impegni, troviamo soluzioni

Le parole d’ordine che ci sentiamo di lanciare in questo inizio 2014 sono parte integrante della nostra storia: concretezza negli impegni e nelle soluzioni possibili; massima attenzione all’innovazione basata sulle competenze e le professionalità; promozione della connettività tra i soggetti attivi perché lavorino insieme come un sistema coeso.

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FORUM PA 2013, ma perché?

Con il prossimo saranno ventiquattro i FORUM PA che abbiamo proposto agli innovatori italiani. È passata così non solo una buona parte della mia vita, ma anche un paio di “repubbliche”, quindici governi, una dozzina di diversi ministri della pubblica amministrazione, un certo numero, grande a piacere, di riforme epocali. Mi viene quindi naturale chiedermi perché proponiamo un altro FORUM PA, cosa mi aspetto da questi tre giorni (che in realtà sono la punta di un iceberg di lavoro che dura tutto l’anno), se e come possiamo essere ancora utili ad un disegno riformatore, che si presenta invero un po’ acciaccato, forse per gli anni passati.

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Un decalogo per il Governo: per fare (e non solo annunciare) innovazione nella PA

Caro Governo, l’anamnesi è ahimè negativa. Per troppi anni abbiamo sentito annunciare riforme anche ottime, ma che non sono mai arrivate sino a cambiare effettivamente i comportamenti. Leggi su leggi si sono affastellate normando più e più volte le stesse materie, producendo grattacieli di carte e di piani, senza ottenere i risultati attesi. Trasparenza, liberalizzazione, digitalizzazione, anticorruzione sono state più parole da convegno o adempimenti burocratici che programmi concreti di cambiamento. Mi permetto quindi, prendendomi un po’ in giro da solo, di proporti un decalogo, una sorta di tavole della legge per l’azione, breve o lunga che sia, che svolgerai per l’innovazione nella PA.

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The day after : parole e pensieri del dopo elezioni

Inutile parlare dei risultati elettorali: il profondo cambiamento culturale, sociologico e politico della geografia del Parlamento è sotto gli occhi di tutti. Ma si sa che, come diceva il mio amato Gaber, “La realtà è un uccello che non ha memoria, devi immaginare da che parte va” e in genere va dove non ci saremmo immaginati. Insomma tutto cambia e il cambiamento, come sempre, ci interroga. Io provo rispondere a questi muti interrogativi buttando giù qualche breve riflessione su quelli che mi sembrano essere alcuni dei pilastri che, pur nella clima rivoluzionario e vagamente giacobino che attraversiamo, non possiamo permetterci di segare se non vogliamo che il tetto della nostra democratica convivenza ci caschi in testa. Come sempre mi limiterò alle cose che rientrano nel novero dei nostri primari interessi, perché di tuttologi ne abbiamo già abbastanza in TV.

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Ho deciso per chi votare

Dopo una lunga riflessione e dopo aver letto centinaia di pagine di programmi e di dichiarazioni ed essermi sorbettato decine di ore di televisione, ho finalmente deciso per chi vorrei votare e questa mia convinzione darà, almeno lo spero, un sapore nuovo e positivo al nostro prossimo FORUM PA 2013 (28-30 maggio) e al suo programma che sarà centrato sulla convinzione che il Paese ce la può fare, ma solo se abbiamo le idee chiare e una volontà tenace.

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C’è solo la strada su cui puoi contare*

Che questo sia un anno di discontinuità non c’è bisogno di dirlo: cambierà il Governo, molti Governi regionali e locali, il Presidente della Repubblica... ci dicono persino che finirà la crisi! Eppure ho la netta impressione che in queste analisi la realtà sia uscita dalla porta di dietro e che non stiamo cogliendo il punto. Mi pare quindi che abbiamo bisogno di un terzo occhio e di un nuovo paradigma. Provo a fare qualche esempio richiamando alla mente in estrema sintesi cose già dette e proponendone qualcuna nuova.

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La PA e l’innovazione nei programmi dei candidati alle primarie del centrosinistra

Come sapete il 25 prossimo si vota per le primarie del centrosinistra, mi è sembrato interessante quindi, specie in un momento molto confuso e polemico come questo, guardare cosa i programmi dei cinque candidati raccontano su quale sia la PA a cui tendono e quale peso abbia per loro l’innovazione. Ovviamente faremo lo stesso anche per le primarie del centrodestra, quando saranno definiti programmi e candidature.

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Tra tagli lineari e spending review che fine ha fatto l'innovazione?

Oramai non fa più notizia o, meglio, non quanto dovrebbe: chiamiamoli tagli lineari o spending review la pubblica amministrazione viene vista e trattata come un corpaccione grasso da snellire rapidamente a colpi di mannaia piuttosto che di chirurgia estetica. Non ci sono dubbi che sia un processo, negli intenti ultimi, necessario ed inevitabile ma quello che lascia perplessi, ogni volta che si riaffronta il problema, è la mancanza di un progetto esplicito su quali siano i modelli operativi e gli strumenti che una pubblica amministrazione mutilata dovrebbe adottare nel cercare, a fronte della drastica riduzione dei costi, di svolgere la propria funzione di pubblico interesse. Una pubblica amministrazione che, continuando su questi passi, è destinata sempre più a diventare quel "regno inerme" ipotizzato da De Rita, sempre più distante dalla società e dai bisogni dei suoi cittadini.

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