Cerca: Editoriale, misurazione e valutazione

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Universi paralleli

Tre episodi recenti mi hanno abbastanza disorientato e mi hanno fatto pensare al rischio sempre presente di duplicare inconsapevolmente la realtà: da una parte quella della nostra vita di tutti i giorni, delle difficoltà quotidiane delle famiglie e delle aziende, ma anche delle amministrazioni, dall’altra quella della teoria, del mondo come dovrebbe essere, delle grida di manzoniana memoria. Tutti e tre riguardano corpi autonomi della Repubblica, che hanno la loro forza e la loro autorevolezza nella loro indipendenza: la Commissione per la valutazione l’integrità e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche (CiVIT); Il Garante dei dati personali; DigitPA.

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Le sirene di Facebook e l’idea dell’amministrazione

Qualche giorno fa un autorevole gruppo di consiglieri regionali lombardi della Lega Nord, tra cui Bossi (Renzo) e Bossetti (Cesare),  ha presentato un’interrogazione scritta all’Assessore competente per chiedere che venga impedito a tutti i dipendenti della regione l’uso di facebook e dei social network. In sé non sarebbe una notizia e al massimo potrebbe far scuotere la testa l’ignoranza profonda che l’interrogazione rivela, lì dove mischia i social network con la pirateria, “emule” e “altri generi di software per il peer 2 peer”; potrebbe poi strapparci un sorriso l’evocata potenza ammaliatrice delle nuove sirene, quando si lamenta che “molti dipendenti non riescono a resistere alla tentazione di collegarsi ai social network del momento, Facebook e Twitter”. Purtroppo la cosa è più seria ed è per questo, non tanto per prendere in giro il folklore politico di certi consiglieri, che vale la pena di parlarne.

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La valutazione anche nella scuola? Difficile, ma necessaria

La necessità di una corretta valutazione delle performance e degli impatti dell’azione pubblica è ormai assolutamente condivisa da tutti i soggetti in campo, comprese le organizzazioni sindacali e le associazioni dei cittadini. Certo tutto è perfettibile e ci sono posizioni diverse sugli strumenti da adottare, ma sul punto che sia necessario misurare, valutare e quindi “dar conto” ai cittadini di come si spendono i soldi pubblici non c’è più discussione. Le cose si complicano però quando avviciniamo la lente ad alcune specifiche categorie e proviamo ad esempio a valutare gli insegnanti.

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