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Umanesimo manageriale: una visione innovativa dell’essere dirigente

Con questo bell'intervento di Grazia Mannozzi e Gianni Penzo Doria continuiamo la riflessione sulla managerialità centrata sulle persone che ci ha visto tante volte impegnati, dagli interventi di Luca Attias alle mie considerazioni sui tornelli o sui vigili romani. In questo articolo, dove approcci scientifici si intrecciano a suggestioni artistiche e dove rimane sempre al centro la persona umana e le sue straordinarie potenzialità, ci sono ulteriori spunti, anche operativi, di grande interesse. Ve lo propongo certo che susciterà un interessante dibattito.
Carlo Mochi Sismondi

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Essere vigili

E' più forte di me, appena vedo qualcuno buttato in pasto ad un giacobino giudizio popolare mi viene voglia di guardare dietro alla notizia, di essere attento, direi "vigile". Già vigili: brutta storia quella dei vigili l’ultimo dell’anno a Roma. Ma forse vale la pena di guardarla meglio prima di trasformarci tutti in saccenti censori che non vedono l’ora di trovare il colpevole. Forse così troveremo anche qualche cosa da imparare, che è sempre meglio che sparare nel mucchio. Non mi metto a fare le pulci ai numeri, anche se leggendo tutto quello che è stato scritto in queste due settimane non mi pare che ci sia chiarezza alcuna sulle cifre. Né mi interessa in questo momento ribadire nuovamente, e ovviamente, che chi ha dichiarato il falso o truccato le carte deve essere sanzionato. No, cerco invece di andare un po' dietro l’immagine che ci è stata raccontata e come prima cosa mi chiedo come è potuto succedere che una grande organizzazione, fatta di quasi 6.000 persone, come i vigili urbani di Roma, si sia potuta ridurre in questo stato miserevole e innegabile di malessere.

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Tolomeo, Copernico e la PA "passo dopo passo"

Nei primi giorni di agosto, all’inizio delle ferie estive e quasi in contemporanea, è avvenuta la conversione definitiva in legge (con alcune modifiche non banali) del “decreto Madia”, il 90/2014 dal titolo “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari”, ed è stato incardinato al Senato il Disegno di Legge delega “Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” indicato come A.S. (vuol dire Atto Senato) n.1577. Di entrambi i provvedimenti ci siamo già occupati, ma ora è forse il momento di guardarli nel loro insieme, anche alla luce dell’importanza che il Presidente Renzi ha attribuito a questa riforma nell’ambito del recentissimo programma “passo dopo passo: mille giorni per cambiare l’Italia”.

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La lotta fra poveri del pubblico impiego

Il decreto legge 101/2013 (il cosiddetto “decreto D’Alia”), relativo alla razionalizzazione della PA è stato convertito ed è ormai legge dello Stato. Di questo complesso e tormentato provvedimento mi interessa qui parlare della vexata quaestio che ruota intorno ai precari nel pubblico impiego. Premesso che a mio parere il Decreto legge 101 è un buon compromesso, probabilmente il migliore possibile oggi ed è dettato da sano buon senso, esso non può che mettere in evidenza un conflitto di fondo che sarà bene chiarire e su cui è necessario farsi un’idea.

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Per ora 4.028 eccedenze nella PA: troppe o troppo poche?

Prima la comunicazione di Patroni Griffi in un incontro a porte chiuse ai sindacati, poi un twitter con la cifra, infine una tabella proposta sul sito istituzionale: cominciano ad uscire i numeri dei dipendenti pubblici in sovrannumero. Sino ad ora, esaminati 9 Ministeri (ma per es. non Giustizia e MIUR), 21 Enti di ricerca e 20 Enti non economici (ma non l’INPS che è il più grande), il Ministro ha annunciato che, su circa 93.000 dipendenti ci sono 4.028 impiegati di troppo (4,3%), mentre si parla di un eccedenza di 48 dirigenti generali e 439 dirigenti di seconda fascia. Come sempre annunci di questo genere suscitano molte reazioni, anche emotive. Noi però siamo gente appassionata, ma che cerca di ragionare a mente fredda e quindi vi propongo un’analisi che parte dai fatti, legge poi le reazioni, spiega le parole e alla fine, ma solo alla fine propone una provvisoria e personale valutazione.

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Lavoro pubblico e riforma costituzionale: l'errore del centralismo

Il recente disegno di legge di riforma del titolo V della Costituzione approvato pochi giorni fa in Consiglio dei Ministri, per altro apprezzabile nel suo obiettivo di ordinare una materia che la precedente riforma del 2001 aveva lasciato con enormi buchi, prevede il ritorno allo Stato della potestà legislativa esclusiva per quanto riguarda il lavoro pubblico. Introduce infatti la “disciplina giuridica del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni” nel punto g) dell'art 117 della Costituzione che elenca le aree di potestà esclusiva dello Stato. In parole povere né leggi regionali né norme o statuti degli enti locali avranno più possibilità di regolare temi quali assunzioni, valutazione, stabilizzazioni, ecc. Io credo che sia una scelta profondamente sbagliata sia nei suoi presupposti teorici sia nei suoi effetti pratici. Cercherò di argomentare questa convinzione…..

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Chi ha paura dei numeri nella PA che cambia?

Gli impiegati pubblici italiani sono più o meno della media europea? Ci sono più uffici pubblici a Catania o a Venezia? Tutti i dipendenti delle amministrazioni hanno Internet? E lo usano? E per far che? Come sempre se cercate risposte difficilmente potrete basarvi su numeri certi e spesso le opinioni, e ahimè anche le decisioni, si basano così sulle impressioni piuttosto che sui fatti.Ora è il momento di fare chiarezza, anche a costo di dover dare l’addio a convinzioni di comodo. Parte infatti in questi giorni il Censimento dell’Industria e dei Servizi, realizzato dall’ISTAT, che coinvolge le istituzioni pubbliche attraverso una rilevazione esclusivamente on line.

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Lavoro pubblico: ecco l’accordo tra Patroni Griffi e i sindacati

I protagonisti di questo breve editoriale sono un documento di pre-intesa sulla riforma del pubblico impiego ancora ufficioso, ma pubblicato in grande evidenza sui siti dei principali sindacati del pubblico impiego, un duro giudizio giornalistico sullo stesso accordo che lo accusa di essere una “controriforma”, due lettere al Corriere della Sera di segno diametralmente opposto, la prima del Ministro che difende l’accordo dicendo che “ Non intendiamo procedere a una riforma epocale e tantomeno a una controriforma. Piuttosto vorremmo proseguire un percorso già iniziato” e la seconda dell’ex-Ministro Brunetta che parla invece di “resa alla cattiva burocrazia” , e infine una piazza per discuterne e capirci di più, che sarà il prossimo FORUM PA che si apre tra una settimana a Roma e vedrà molti appuntamenti per vederci più chiaro.

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Pubblico impiego: il chiaro e l’oscuro

 La 23^ edizione del FORUM PA, che si apre il 16 maggio alla Fiera di Roma e che vede come suo tema centrale il concetto di "Open Government", si situa in un momento molto delicato del complesso processo di riforma del lavoro pubblico.
Dopo l’incompiuta stagione della Riforma Brunetta e il contemporaneo congelamento della dinamica salariale, tre appaiono, a mio parere le questioni sul tavolo, tutte complesse e di non facile né immediata soluzione. Di tutte parleremo a FORUM PA e su tutte cercheremo di fare chiarezza, aiutati in questo anche dal Dipartimento della Funzione Pubblica che si è lodevolmente impegnato a gestire uno spazio interattivo per rispondere pubblicamente ai quesiti posti in diretta o anticipati tramite Internet. Il nemico principale in questo momento appare, infatti, l’ambiguità, la non chiarezza, il tenere i piedi in due staffe.

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La PA di Patroni Griffi: ecco i programmi del governo per l’amministrazione pubblica

Forse sfuggita ai più perché tenuta in periodo “natalizio”, l’audizione del Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione in Parlamento è ricca di spunti interessanti e presenta, in forma chiara e immediatamente operabile, quel che il Governo e il Ministro si apprestano a fare nel campo dell’amministrazione pubblica. Ho letto con attenzione queste dense dieci pagine e ve ne ripropongo una sintesi ragionata, partendo da una frase che ne dà in qualche modo la chiave interpretativa. Dopo aver ricordato quanto accaduto nella PA in questi ultimi anni il Ministro Patroni Griffi dice “… sono convinto che la politica pubblica nell’Amministrazione debba cogliere il senso di questo percorso e muoversi in una linea di continuità”.  Vuol dire che per fortuna ci sarà risparmiata un’ennesima riforma del secolo, ma anche che gli sforzi sino ad ora fatti non andranno al macero anche se, come vedremo, i programmi sono ambiziosi e prevedono qualche significativa discontinuità.
Vado ad illustrarvi il documento per rapidi punti:

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