Cerca: Editoriale, D.lgs. 150/2009

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No win situation? Non ci stiamo e riapriamo il gioco!

Si chiama una "no-win situation" la situazione in cui esistono più opzioni, e quindi il gioco non è bloccato, ma nessuna di queste ci porta a poter vincere la partita. Così sembra essere lo stato della Pubblica Amministrazione tra una riforma, che continua a essere molto più discussa che applicata, e un domani fatto di prospettive incerte, di tagli, di riduzione del personale, di blocco contrattuale e quindi di diminuzione reale dei salari; il tutto in uno scenario di corruzione sia percepita sia reale crescente. Come si vince in una no-win situation?

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Pubblico impiego: il chiaro e l’oscuro

 La 23^ edizione del FORUM PA, che si apre il 16 maggio alla Fiera di Roma e che vede come suo tema centrale il concetto di "Open Government", si situa in un momento molto delicato del complesso processo di riforma del lavoro pubblico.
Dopo l’incompiuta stagione della Riforma Brunetta e il contemporaneo congelamento della dinamica salariale, tre appaiono, a mio parere le questioni sul tavolo, tutte complesse e di non facile né immediata soluzione. Di tutte parleremo a FORUM PA e su tutte cercheremo di fare chiarezza, aiutati in questo anche dal Dipartimento della Funzione Pubblica che si è lodevolmente impegnato a gestire uno spazio interattivo per rispondere pubblicamente ai quesiti posti in diretta o anticipati tramite Internet. Il nemico principale in questo momento appare, infatti, l’ambiguità, la non chiarezza, il tenere i piedi in due staffe.

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La riforma Brunetta e le persone

Una delle critiche che è più frequente sentire contro la riforma della PA introdotta dal decreto legislativo 150/09 è che è fatta “contro” i dipendenti pubblici. Se dovessi esprimermi su questa opinione diffusa, che pecca comunque di eccessiva semplificazione, me la caverei salomonicamente dicendo che “dipende da come è attuata”.

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Dirigenti. Ma che vogliamo da loro?

Una lettera, una delle tante che mi arrivano di questo tenore in questi mesi, mi racconta la situazione di un dirigente in un settore a forte innovazione di una città media, alle prese con la difficile missione di innovare nonostante tutto. Non può incentivare nessuno, non può spendere, non può formarsi, non può neanche partecipare a incontri formativi o a momenti di confronto, perché persino le spese per trasferta sono state decurtate senza giudizio discriminante, ma solo con il criterio del taglio lineare. Insomma non può che negare con i fatti quel “governo con la rete”, quell’apertura di idee e di orizzonti che tutte le riforme dichiarano a parole.
In questi casi mi viene da pensare che il legislatore sia strabico e che la mano sinistra non sappia quel che fa la mano destra.

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Tempi duri per gli innovatori: è l’ora di serrare le fila

Le dimissioni di Pietro Micheli, il membro più giovane della Commissione per la Valutazione (CiVIT), costringono ad una riflessione sullo stato della “riforma Brunetta” a 15 mesi dalla sua entrata in vigore e a pochi giorni dalla sua effettiva estensione, avvenuta lo scorso 1 gennaio, anche a Regioni, Enti locali e sanità. Ho provato, quindi, a guardar dentro con attenzione e rispetto a queste dimissioni, ma, prima ancora di darvi conto dei personali risultati di questa analisi, dichiaro subito che le loro motivazioni non mi convincono del tutto: cercherò di spiegare perché.

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Le linee guida per il piano triennale per la trasparenza e l’integrità: quando 150 è più di 241

Lo scorso 23 settembre la Civit - Commissione Indipendente per la Valutazione, l’Integrità e la Trasparenza delle Amministrazioni pubbliche, ha diramato una direttiva con le Linee guida per la predisposizione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità.
È un documento ampio di 22 pagine di testo più un allegato,  che indica, tra le altre cose, gli obblighi in materia di trasparenza che le pubbliche amministrazioni dovranno assolvere entro la fine dell’anno.
Non posso, in un breve articolo come questo, fare un sunto delle linee guida, ma vorrei sottolinearne alcuni aspetti che mi paiono chiari e importanti. Molti altri ce ne sono, ma lascio a ciascuno di voi il compito di scovarli in un testo che ha un pregio fra tutti: non è scritto in burocratese, ma anzi è facilmente comprensibile e molto spesso fortemente chiarificatore.

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La riforma? Eppur si muove (un po’… almeno lo speriamo)

Come sapete mi rifiuto di abiurare la mia fede ferrea nella necessità di una riforma coraggiosa della pubblica amministrazione basata su innovazione, merito, professionalità e conseguentemente mi rifiuto anche, con pervicace tenacia, di accettare l’assioma corrente che vuole che il tempo di crisi non sia tempo di riforme, ma di piccolo cabotaggio e di piccole ambizioni. Guardo quindi con interesse qualsiasi, seppur piccolo, movimento che rompa la crosta di rassegnata e un po’ cinica indifferenza in cui sta rischiando di essere soffocata, non senza la soddisfazione di molti, la stagione delle riforme che, dopo il ’93 e il ’97 del DL 29 e delle Bassanini, era ripartita con il DL 150/09. Ho letto quindi con grande interesse la Delibera n. 89 della CIVIT (è la Commissione indipendente per la valutazione voluta dal DL 150) dello scorso 24 giugno che propone alla consultazione pubblica gli “Indirizzi in materia di parametri e modelli di riferimento del sistema di misurazione e valutazione della performance(articoli 13, comma 6, lett. d e 30, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150)”.

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Per salvare capra e cavoli bisogna essere furbi, informati, flessibili

L’esercizio è di quelli difficili e ricorda la storia del lupo, della capra e della cesta di cavoli: come ridurre il costo globale della pubblica amministrazione tagliando gli sprechi senza tagliare i servizi. Un esercizio che richiede intelligenze flessibili, occhi attenti e informazioni corrette, retto giudizio. Altrimenti la capra si mangia i cavoli, il lupo si mangia la capra e noi ci troveremo da soli su una barca che fa pure acqua da tutte le parti! In questo editoriale provo a vedere come siamo messi per finire con una proposta.

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Una riforma in mostra

Quando nel ‘90 cominciammo l’avventura di FORUM PA era in preparazione quella che è stata forse la prima legge di riforma della PA, in senso moderno, la legge 241/90 sulla trasparenza e l’accesso alla documentazione amministrativa. Allora volemmo sottolineare quella coincidenza con lo slogan “una legge in mostra” che accompagnò la prima edizione del FORUM PA. Oggi, passati più di vent’anni e tante leggi di riforma, di nuovo potremmo caratterizzare la prossima edizione del FORUM PA, che si aprirà alla Fiera di Roma dal 17 al 20 maggio, con la proposta “Una riforma in mostra”. La riforma Brunetta, infatti, ha ormai una sua organicità normativa e una sua effettiva cogenza, almeno per le amministrazioni centrali dello Stato. 

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Alla fine di un anno bifronte

Questo è l’ultimo editoriale dell’anno: ci risentiremo il 5 gennaio. Tempo quindi di bilanci per un 2009 che io vedo bifronte. Anno di positivi risultati su molti dei nostri temi, ma anche anno di delusioni e di innovazione negata.
Proviamo a descriverlo attraverso cinque parole chiave. Visto che sono un ottimista ne elencherò tre che rappresentano, a mio parere, aspetti positivi dell’anno appena trascorso e due che sono state, invece, occasioni perse. Sulla prima parola mi dilungherò di più perché mi sembra la parola da incoronare come la più importante del 2009: trasparenza.

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