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La legge 42 nel contesto istituzionale ed amministrativo

Il Sottosegretario Brancher presenta la legge che istituisce il federalismo fiscale in relazione al complessivo quadro di riforma dell’assetto dei livelli di governo che prevede la ridefinizione delle funzioni amministrative e lo snellimento generale delle articolazioni dell’intero comparto pubblico, tanto negli Enti Locali quanto nello Stato. Illustrando l’articolazione della legge 42 Brancher testimonia poi il percorso condiviso con l’opposizione e le realtà territoriali e ne sottolinea obbiettivi e risultati attesi.

Le città italiane al centro della dinamica pubblica. Palermo.

In questa lunga intervista Diego Cammarata affronta i nodi cruciali dello sviluppo delle città metropolitane, dal tema delle risorse a quello della trasparenza, dalle infrastrutture all’integrazione, concentrandosi poi sulla situazione specifica del capoluogo siciliano dove – sostiene il Sindaco – bisogna evitare di ripetere l’errore del passato: l’eccessiva penetrazione del settore pubblico rispetto al settore privato.

Le città italiane al centro della dinamica pubblica. Palermo.

Nell’ambito dei “Colloqui a scena aperta” Stefano Rolando prosegue con il Sindaco di Palermo la riflessione sulle grandi città italiane inaugurata a Forum PA 2008 con Letizia Moratti. L’intervento di Cammarata affronta i nodi cruciali dello sviluppo delle città metropolitane, dal tema delle risorse a quello della trasparenza, dalle infrastrutture all’integrazione, concentrandosi poi sulla situazione specifica del capoluogo siciliano dove – sostiene il Sindaco – bisogna evitare di ripetere l’errore del passato: l’eccessiva penetrazione del settore pubblico rispetto al settore privato.

Dai principi alle azioni per entrare nel merito del federalismo fiscale

Vasco Errani ricorda che una volta trovata l’intesa sui principi bisogna entrare nel merito ed affrontare la realizzazione effettiva del federalismo fiscale.Leggi tutto

Catasto e fiscalità locale: i progetti ELI_CAT, ELI_FIS e FED_FIS

La relazione presenta tre progetti finalizzati alla creazione di un sistema di catasto e fiscalità locale moderno ed efficiente, basato su un unico modello architetturale.Leggi tutto

Il federalismo fiscale per il rafforzamento del legame tra potere, consenso e responsabilità

Carlo Vizzini sottolinea come l’approvazione della legge sul federalismo fiscale rappresenti una svolta per l’organizzazione della Repubblica. I passi successivi per il raggiungimento di un nuovo e solido assetto istituzionale devono essere - a suo avviso - l’attuazione della riforma Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, il varo della Carta delle Autonomie, la trasformazione del Senato in una Camera delle Regioni, la revisione dei regolamenti parlamentari e una nuova riforma tributaria che superi il ruolo della compartecipazione come strumento principale dell’autonomia finanziaria.

Necessità, obbiettivi e strumenti del federalismo fiscale

Garavaglia inquadra la legge sul federalismo fiscale all’interno dei meccanismi di bilancio della Repubblica affermando che essa rappresenta l’unica soluzione perché l’Italia recuperi nel rapporto deficit/PIL. I tre obbiettivi della riforma sono la maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali, la riduzione e qualificazione della spesa pubblica e la riduzione drastica dell’evasione fiscale; gli strumenti principali sono l’inserimento dell’istituto del fallimento dell’amministratore che sfora e il passaggio dalla spesa storica ai costi standard.

La dimensione attuativa del federalismo fiscale

Dopo l’approvazione della legge sul federalismo fiscale Vitali sottolinea la necessità di procedere verso altre due tappe fondamentali che possono portare ad una definitiva stabilizzazione dell’assetto istituzionale: la Carta delle Autonomie Locali e la modifica dell’assetto bicamerale.Leggi tutto

Sanità e Regioni. Dalla riforma "bis" del 1992 al "Nuovo Patto per la salute" 2006-2008

Gli ultimi 16 anni per la sanità e il sociale sono stati particolarmente travagliati e importanti: dalle riforme del 1992-93 e 1999, con la regionalizzazione e l’aziendalizzazione del sistema sanitario nazionale, alla riforma dell’assistenza sociale del 2000; dal primo tentativo di federalismo fiscale, sempre del 2000, alla riforma del Titolo V della Costituzione; dall’approvazione e attuazione dei Livelli essenziali di assistenza – LEA – del 2001, agli accordi e intese Stato-Regioni del 2000 e del 2001, fino al “Nuovo patto per la salute 2006-08”.Leggi tutto

Criticità derivanti dalle continue modifiche al patto di stabilità degli enti locali

Il fatto che negli ultimi anni sia stato continuamente modificato il sistema di controllo del patto di stabilità degli enti locali comporta alcune conseguenze negative. Innanzitutto, ciò rende più incerta la possibilità di programmare le azioni, con il rischio che tutte le energie siano sprecate nella ricerca dell'equilibrio formale a discapito dei problemi sostanziali degli enti. In questo modo si fornisce un alibi alla dirigenza per non individuare le criticità strutturali dell'ente nel medio periodo, ed alla politica per non trovare soluzioni adeguate per affrontarle.