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Città, integrazione e sicurezza

Il tema della sicurezza secondo Mariolina Moioli interpella tutta la pubblica amministrazione. Nel suo intervento riporta l’esperienza del Comune di Milano che ha fatto proprio il modello di accoglienza e legalità. Al centro dell’approccio milanese il servizio di custodia sociale, guidato dall’idea di andare incontro al bisogno laddove si manifesta. Conclude sottolineando due punti su cui a livello centrale si dovrà ancora lavorare: la certezza della pena e il governo di flussi migratori.

Sicurezza, allarme sociale, nuove povertà

Anna Italia propone una riflessione sul ruolo di Stato ed Enti Locali nelle politiche di sicurezza, in termini di repressione, accoglienza e certezza della pena. A partire dall’allarme sociale, in crescita nelle grandi e piccole città, sollecita un approfondimento sui fenomeni di immigrazione e accrescimento delle povertà urbane.

Le sfide per l’innovazione in sanità.

Dagli anni ’90 ad oggi il sistema sanitario è il comparto della Pubblica Amministrazione che ha subito maggiori cambiamenti, sia di carattere istituzionale che socio-sanitario. Per Lino del Favero sono cinque le sfide che l’SSN deve superare per introdurre quell’innovazione necessaria per una sanità competitiva: centralità del paziente, clinical governance, qualità delle prestazioni e sicurezza del paziente, valutazione dei servizi e misurazione dei risultati, riorganizzazione del sistema dell’offerta.

Il piano dei servizi socio-educativi per la prima infanzia in Sardegna: esperienze e prospettive

Luca Galassi illustra il piano dei servizi socio-educativi per la prima infanzia, predisposto dalla Regione Sardegna a seguito dell’iniziativa del Dipartimento delle Politiche per la famiglia volta ad incrementare i posti a disposizione dei bambini da 0 a 3 anni. Tale programmazione è coincidente con gli “Obiettivi di servizio” previsti dal QSN 2007-2013 e prevede, per i primi tre anni di attività, lo stanziamento di circa 15 milioni di euro.Leggi tutto

Disagio sociale e sicurezza: la situazione nei piccoli Comuni

Come sindaco di un comune molto piccolo (il Comune di Paganico Sabino, con 190 abitanti), Clemente Dominici inserisce ed esamina il problema della sicurezza all'interno di questo tipo di realtà, in particolare in relazione alle competenze della polizia municipale, che in alcuni piccoli Comuni non c'è, se c'è fa part-time e, soprattutto, non ha i mezzi necessari a svolgere al meglio il proprio lavoro. L'Anci, in sintonia con la Regione, dovrebbe porsi il problema di dare nuove forme di organizzazione alla polizia municipale nei piccoli Comuni.Leggi tutto

La sicurezza nei piccoli Comuni

Emilio Cacciotti, sindaco di Carpineto Romano, comune con meno di 5mila abitanti, mette in evidenza il problema fondamentale di questo tipo di realtà: la mancanza di risorse finanziarie, che non consente di porre rimedio alle carenze organizzative in materia di sicurezza. Il problema va poi affrontato anche dal punto di vista sociale: se i cittadini temono soprattutto la microcriminalità, bisogna comprendere i fenomeni prima di affrontarli.Leggi tutto

Le condizioni indispensabili per l’integrazione reale

Per parlare di integrazione – spiega Pier Natale Mengozzi – si deve individuare contemporaneamente ciò che va dato sul piano sanitario e ciò che va dato sul piano socio-assistenziale. Se si hanno i LEA ma non si hanno i LIVEAS non si ha l’integrazione. Bisogna quindi in primis cercare di capire quanto vorrebbe dire in termini economici un Fondo sociale nazionale e poi decidere quali sono i diritti sociali e quali quelli sanitari. Una volta stabiliti quali sono i diritti, per tutto ciò che non è diritto va fatta una grande campagna per la compartecipazione dei cittadini alla spesa sociale.

Le azioni e i paradigmi necessari per la costruzione dell’integrazione

Per FIASO l’integrazione deve essere il senso stesso dell’innovazione nelle aziende sanitarie per quanto riguarda la parte territoriale; fare integrazione – spiega Francesco Ripa di Meana – significa ripartire dal fatto che chi governa, chi gestisce e chi paga devono agire in un unico sistema e che l’ elemento di governo deve essere unico. A questo scopo è stato creato un Laboratorio che parte dalla definizione di che cosa è il servizio per poi misurarlo e misurarne l’impatto in termini di qualità e di quantità valutando anche i modi in cui fino ad esso si è proceduto all’integrazione.

Il punto di vista degli infermieri sul processo di integrazione socio-sanitaria.

Sono tre i concetti chiave su cui verte l’intervento di Marcello Bozzi: i bisogni di salute dei cittadini, l’assistenza primaria e la programmazione. Leggi tutto

Catalizzare l’integrazione

Stefano Inglese ha organizzato questo convegno come prosecuzione del lavoro iniziato con la Conferenza sulle Cure Primarie tenutasi a Bologna nel febbraio 2008. La discussione e l’operatività si svolgono su due assi: quello che riguarda l’integrazione istituzionale ai diversi livelli e quello che presta attenzione alla dimensione dell’integrazione professionale e disciplinare. Scopo dell’evento è quello di partire dalla dichiarazione dei dieci principi di Bologna per rilanciare, riaprire e mantenere viva la discussione sui sistemi di assistenza primaria.