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Innovazione e territorio

Il Presidente Castiglione sottolinea come il 70% degli investimenti nel nostro Paese vengano fatti dagli Enti Locali, anche in virtù di questo l’UPI vede con gran favore un’azione di coinvolgimento degli Enti Locali nel percorso verso l’innovazione. L’UPI ha già lavorato con il Ministero sul ciclo della performance e sulla riforma del lavoro pubblico, quello della diffusione della banda larga è il prossimo obbiettivo comune, condiviso anche con gli attori privati e gli operatori economici.

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Dalle normative al comportamento: l’implementazione della riforma della PA.

Il Ministro Brunetta, alla luce di uno studio che indica l’Italia come primo Paese europeo per l’e-gov, cita alcuni punti chiave della riforma: merito, trasparenza, customer satisfaction, azione collettiva, valutazione, nuovo CAD e semplificazione. La criticità maggiore, a questo punto, è far diventare tutto questo cultura comune, cultura accettata.

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Trasparenza e valutazione per una PA che riconosca il merito e persegua l’efficienza

Il Ministro Brunetta ripercorre i punti salienti della riforma introdotta con il D.lgs. 150/09 leggendone i diversi passaggi sotto il profilo della trasparenza. Dalla pubblicazione sui siti istituzionali delle consulenze, degli stipendi e dei curricula dei dirigenti, alla divulgazione dei dati sull’assenteismo, dagli obblighi introdotti con il nuovo CAD alle azioni di semplificazione, tutta l’attività del Ministero dal suo insediamento – spiega Brunetta – è stata rivolta a rendere l’azione amministrativa misurabile, valutabile e per questo “rendicontabile”.

Valori, comportamenti, parallelo decreto 150 - 150esimo nazione

De Maria introduce la parte conclusiva del convegno “Movimentitaly: come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA” lanciando un tema particolare: un parallelo tra il decreto 150 e il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Come si collega questo argomento al progetto Movimentitaly, che si pone l’obiettivo di verificare le professionalità richieste ai dirigenti della PA e quindi contribuire alla scelta di figure davvero adatte a questo ruolo?

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Il ruolo della dirigenza pubblica tra nuove esigenze e limiti normativi

Accreditare e sviluppare le professionalità per avere una dirigenza pubblica all’altezza del compito richiesto è un’impostazione corretta, ma per rendere davvero più efficace il rapporto tra cittadini e PA bisogna tenere conto di alcuni aspetti centrali: lo sviluppo della flessibilità tra comparti e della mobilità tra enti e la necessità di investire in tecnologie in grado di aumentare l’efficienza della PA. Questa la posizione di Graziano Delrio, il quale sottolinea come la discussione sulla PA debba rientrare sempre all’interno di una discussione più ampia sullo sviluppo del Paese.

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Il cittadino al centro

La Pubblica Amministrazione – sottolinea Naddeo – è il mercato che fornisce i servizi più importanti al cittadino: istruzione, sanità, sicurezza. Proprio per questo diventa fondamentale una struttura – come quella di Linea Amica – che accompagna il cittadino nel risolvere qualsiasi suo problema con la PA.

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Dal macro URP al micro URL

Francesco Beltrame illustra il contributo dato da DigitPA alla realizzazione del servizio Linea Amica, contributo che si è sostanziato nella predisposizione del motore di ricerca interno e dell’integrazione tra servizio telefonico e assistenza via web. Il tutto attraverso la creazione di Query in grado di fornire, a una domanda generica, la specifica risposta necessaria.

Oltre il contact center: Linea Amica come rete di reti

Il Ministro Brunetta approfondisce nel suo intervento la filosofia che è alla base del progetto Linea Amica, ovvero quella di essere il luogo che fornisce una risposta di ultima istanza a chi non è riuscito ad ottenere soluzione al problema posto attraverso i diversi contact center della PA. Finché non ha risolto il suo problema, Linea Amica non molla il cittadino, intefacciandosi essa stessa – attraverso i suoi operatori – con le diverse amministrazioni coinvolte.

Riforma Brunetta, investimenti, risparmi

Risparmiare o investire? Sembra una domanda retorica parlando della riforma della PA, ma - come vedremo - non lo è poi tanto. Visto che si parla di soldi, partiamo dai numeri.
In questa fine giugno, improvvisamente divenuta torrida, docce fredde sono gradite, ma quella che ci ha propinato l’Eurostat è dura da sopportare: l’Italia si classifica terzultima nel PIL pro-capite tra i 15 Paesi della vecchia Europa, è sotto la media anche nell’Europa a 25 ed è appena sopra la media nell’Europa a 27.
Ci sono avanti tutti, tranne Grecia e Portogallo, con stacchi notevoli rispetto alle storiche economie concorrenti di Francia, Germania e Regno Unito, ma anche rispetto alla Spagna che ci supera di quattro punti.

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