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PA Digitale 2020: tra campioni digitali ed esigenze concrete di cambiamento

La Presidenza del Consiglio, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Coesione ha aperto alla consultazione pubblica, fino al 20 dicembre 2014, i piani nazionali "Banda Ultra Larga" e "Crescita Digitale", predisposti per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, come previsto dagli Orientamenti Comunitari. Ed è sul secondo documento in particolare che il contributo dello Studio Legale Lisi, che vi proponiamo questa settimana, si sofferma. Illustrandone i punti salienti, avvia una riflessione critica su come l'innovazione digitale, intesa quale investimento pubblico, possa realizzare la riforma strutturale del paese che stiamo aspettando.

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Il radioso orizzonte del futuro digitale e la valle desolata dell’Agenda Digitale Italiana

(In)compiutezza digitale, trasmissione documenti, integrità e interoperabilità del sistema documentale delle PA. E ancora agenda digitale, dematerializzazione e competenze digitali. Grazie alla collaborazione tra lo Studio Legale Lisi e FORUM PA, proponiamo su queste pagine un articolo a firma di Andrea Lisi (Presidente ANORC e Coordinatore D&L Department) ricco di riflessioni e "input", nel quale si palesa la necessità di iniziare un percorso di digitalizzazione, non tanto dai documenti, quanto dai processi burocratici che rallentano il Paese. A cominciare da quelle nuove professioni nate con il digitale e necessarie al cambiamento.

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Valutazione comparativa per l’acquisizione dei programmi informatici: a cosa prestare attenzione

Per favorire l’utilizzo del software open source nella pa, il codice della pa digitale obbliga tutte le amministrazioni ad una valutazione comparativa tra soluzioni diverse (proprietarie e aperte), in modo da poter scegliere con congizione il prodotto e le licenze più vantaggiose. La settimana scorsa l’Agenzia per l’Italia Digitale ha pubblicato la circolare che illustra come effettuare questa valutazione. Come ci spiega Sarah Ungaro in questo articolo frutto della collaborazione con lo Studio Legale Lisi, in definitiva, prima di acquisire programmi informatici, una pa deve conoscere nel dettaglio le diverse tipologie di licenza d’uso presenti sul mercato.

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Nella bozza di Decreto Legge la crescita è 2.0

Il Decreto Legge “Misure urgenti per la crescita del Paese” introduce una serie di modifiche all’assetto giuridico nazionale relativo alla digitalizzazione dei processi della pubblica amministrazione. Tanto da richiedere la modifica in più punti del Codice della PA Digitale. Nell’ambito della collaborazione con lo Studio Legale Lisi, presentiamo un articolo in cui sono individuati, punto per punto, le modifiche neccessarie  al CAD nel caso in cui fosse pubblicata in gazzetta ufficiale la bozza di decreto circolata a seguito del Consiglio dei Ministri dello scorso 4 ottobre (al momento non si conosce ancora il testo definitivo).

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Dialogo sul Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD)

Mercoledì 30 novembre a Roma, presso la Biblioteca della Camera dei Deputati si svolgerà la presentazione del volume "Il Nuovo Codice dell'amministrazione digitale - Le tecnologie informatiche e le norme che ne disciplinano l'uso, aggiornate al D.Lgs. n. 235/2010", frutto della collaborazione fra informatici (Indra Macrì – DigitPA/Ragioneria Generale dello Stato, Gianfranco Pontevolpe - dirigente informatico Ministero della giustizia) e giuristi (Ubalda Macrì - giudice tribunale di Napoli).

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Punizione a colpi di PEC per la Regione Basilicata

A seguito della notizia relativa all'accettazione del ricorso proposto da “Agorà digitale” e dal movimento “Radicali Italiani” (seguiti dall'avvocato Ernesto Belisario) da parte del TAR della Basilicata, riceviamo e pubblichiamo volentieri un commento degli avvocati Andrea Lisi e Francesca Giannuzzi dello studio legale Lisi

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Il CAD sbarca in Sicilia. Intervista all'assessore Armao a FORUM PA 2011

Gaetano Armao, Assessore per l'economia - Regione Siciliana, ci ha spiegato quale visione politica c'è dietro il piano di attuazione del nuovo Codice dell'Amministrazione Digitale nella Regione Siciliana. Il CAD - sottolinea Armao - è un elemento importante di una strategia di digitalizzazione più ampia sull'intero territorio regionale, esposto per sua natura ad un digital divide più marcato che altrove.

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L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”.

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Problematiche di dematerializzazione in ambito universitario. La prospettiva del CNIPA

L’informatizzazione e la dematerializzazione determinano sulle amministrazioni un impatto tecnologico e organizzativo. L’introduzione di un codice di amministrazione digitale ha cercato di gestire il passaggio da un sistema amministrativo tradizionale ad un sistema informatizzato. L’università, rispetto a tutte le altre amministrazioni, si trova in una posizione di vantaggio: l’utenza giovane permette di ridurre al minimo il Knowledge Divide.Leggi tutto