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Riforma della PA: la visione del sindacato UIL PA

Tracciare un modello organizzativo per la PA, definire i livelli di competenza sul territorio e semplificare i modelli decisionali. Queste, secondo Cefalo, le premesse per poter attuare davvero una riforma della PA, che non può prescindere da una riforma più ampia, da un progetto complessivo che è di tipo istituzionale. Inoltre non è pensabile modernizzare la PA in modo dirigista e unilaterale, è necessario un processo di partecipazione, non si può decidere tutto dal centro a livello normativo.

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Intervento al convegno B.10 "Movimentitaly : come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA"

Selezione della classe dirigente: una questione da sempre irrisolta

Nel nostro Paese il problema della professionalità e della selezione della classe dirigente non è stato mai affrontato, è un aspetto che è stato sempre rimandato fin dalla nascita dello Stato repubblicano e sul quale mancano sia una riflessione approfondita che regole precise.

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Formazione, giovani e donne per rinnovare la PA

La relazione si sofferma su alcune proposte del documento AGDP che potrebbero dare il via a un reale processo di cambiamento all’interno della PA, mentre troppo spesso, sottolinea Carlo Poledrini, sono stati fatti più annunci che effettive riforme. I punti in evidenza sono: la promozione della formazione di eccellenza e il “rinnovamento” del personale della PA, favorendo l’accesso alla dirigenza di giovani e donne dotati di preparazione ed elevate capacità, ma troppo spesso non in condizione di dare pienamente il proprio apporto.

Valori, comportamenti, parallelo decreto 150 - 150esimo nazione

De Maria introduce la parte conclusiva del convegno “Movimentitaly: come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA” lanciando un tema particolare: un parallelo tra il decreto 150 e il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Come si collega questo argomento al progetto Movimentitaly, che si pone l’obiettivo di verificare le professionalità richieste ai dirigenti della PA e quindi contribuire alla scelta di figure davvero adatte a questo ruolo?

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Intervento al convegno B.10 "Movimentitaly : come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA"

L’importanza della formazione per la dirigenza pubblica

Marco Depolo sottolinea il peso che il capitale umano può avere sulla performance organizzativa e, di conseguenza, l’importanza della formazione anche per quanto riguarda i dirigenti, in particolare l’effetto combinato di buona formazione e buon assessment (per cui il percorso non finisce con un voto, ma con indicazioni di punti di forza e debolezza e con una discussione su quali potrebbero essere i percorsi di miglioramento) per superare qualunque difficoltà.

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Ridisegnare il settore pubblico: dall’AGDP alcune proposte operative

Non si può prescindere dalla PA se si vuole un recupero di competitività del sistema paese. Nella Pubblica Amministrazione italiana ci sono sacche di inefficienza, ma anche eccellenze professionali da valorizzare: occorre tagliare i veri “rami secchi” e non i “rami verdi” che in futuro potrebbero dare frutti importanti. Da queste premesse prende le mosse l’intervento di Giovanni Savini, che illustra alcune proposte operative contenute nel documento con cui l’AGDP traccia un percorso per “ridisegnare” il settore pubblico.

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Rapporto tra PA e aziende: criticità e obiettivi

Nadia Rollè, partendo dalla propria esperienza personale e quindi dal rapporto quotidiano tra una azienda multinazionale e la PA, accenna ai principali problemi incontrati dalle aziende: la “duplicazione” dei ruoli all’interno dell’amministrazione, per cui è difficile capire chi fa cosa; la forte ingerenza della politica all’interno della PA; la mancanza di certezza legislativa e regolamentare, un problema forte soprattutto per le imprese straniere.

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La cultura come ingrediente dinamico del benessere sociale

Dopo aver richiamato l’attenzione sulla scarsezza delle risorse a disposizione, la dr.ssa Recchia sottolinea come il MiBAC debba recuperare una legittimazione a livello di opinione pubblica, da una parte nei confronti di chi protesta per i tagli, e dall’altra di quei contribuenti che non fruiscono di cultura pur partecipando economicamente alla sua produzione.

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