Cerca: Governance, Atti FORUM PA 2008

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La questione delle partnership sotto il profilo della democrazia economica

Giuseppe Tripoli sottolinea come il confine dei settori che rientrano nell’ambito del pubblico sia in realtà molto variabile nel senso che al di là delle aree indicate dai teorici dello Stato minimo ci sono esigenze che ad un certo punto emergono e che non si possono non considerare come pubbliche, cioè come dimensioni che coinvolgono la collettività.

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Programmazione strategica: elementi mancanti

Per Manin Carabba il quadro complessivo in tema di programmazione strategica nella PA è decisamente pessimistico, nonostante eccellenze e uomini di buona volontà che rimangono a margine di un sistema che si riempie di teoria ma fatica a strutturarsi secondo un metodo di governo misurabile. Il punto principale è dunque una elevata schizofrenia tra disegno normativo e pratica amministrativa.

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Partnership per fare: la valorizzazione dei beni pubblici sul territorio

Le occasioni offerte dai beni pubblici presenti in gran numero sul territorio nazionale; le politiche di gestione attuabili in questo settore per rispondere ai temi emergenti che influiscono sulla città e sul territorio; il metodo e gli strumenti di governo dei beni pubblici per la riduzione della spesa, la razionalizzazione degli usi e la valorizzazione dei beni stessi, nell'ottica della partnership pubblico/privato, ma soprattutto di quella pubblico/pubblico attraverso lo strumento dei PUV (Programmi Unitari di Valorizzazione).Leggi tutto

La relazione porto-città come elemento strategico

Parlando di PA e del suo buon funzionamento, non c’è dubbio che per quel che riguarda molte città italiane che vivono a diretto contatto con l’acqua e che hanno un porto, una buona relazione tra porto e città sia una condizione necessaria e non sufficiente perché la città possa svilupparsi in modo corretto e il porto possa a sua volta crescere in modo competitivo.Leggi tutto

Innovazione portuale e vantaggi per la città di Civitavecchia

Il caso di portualità in esame riguarda Civitavecchia, diventata il primo porto crocieristico del Mediterraneo, ma città che gode molto parzialmente della fruibilità di questa ricchezza. Nasce l’idea di un protocollo di intesa con l’Enel per tentare di abbattere, per quanto possibile, la fonte d’inquinamento. Il protocollo prevede l’istallazione di una vasta area di fotovoltaico, di eolico e soprattutto, prima nel Mediterraneo, una fase di sperimentazione per l’elettrificazione delle banchine: questa permetterà alle navi di spegnere i loro motori e usufruire della corrente a terra.Leggi tutto

Progetti per il futuro di Porto Vecchio a Trieste

Un accordo di programma stabilito dall’autorità portuale, d’intesa con l’amministrazione comunale, ha approvato il nuovo piano del Porto Vecchio di Trieste, identificando alcune funzioni caratterizzanti, ammesse nell’ambito portuale, che vanno dalla nautica di porto al direzionale in senso proprio, dall’espositivo al ricreativo, dall’artigianale di servizio alla cantieristica e ai traghetti. Il progetto è stato successivamente commissionato a uno studio di architettura, di cui si spiegano in dettaglio gli interventi di riqualificazione urbana che ha previsto.Leggi tutto

Riqualificazione urbana per un nuovo approccio del mare con la città

L’iniziativa di Brindisi nasce da una riflessione ben precisa: la città ha oggi bisogno di qualificare il suo rapporto con il porto in senso positivo, non competitivo e non conflittuale. Così si avvia un progetto, nato da un convegno in cui si è cercato di impostare questa nuova proiezione della città, avvalendosi di un piano di fattibilità realizzato da un gruppo di architetti che ha dato il via ad una serie di iniziative. L’amministrazione comunale ha intrapreso il procedimento per il PUG e l’autorità portuale ha avviato il procedimento per il nuovo piano regolatore generale.Leggi tutto

Il Ruolo delle Imprese Private nella Realizzazione delle Infrastrutture Urbane

Giancarlo Cremonesi è molto critico rispetto all’impostazione generalmente seguita dalle Amministrazioni Pubbliche nel partenariato pubblico/privato perché esse dovrebbe fare programmazione strategica e controllo, cosa che invece per lui non fanno. Cremonesi sottolinea anche la necessità di offrire agli investitori privati regole chiare e tempi certi e l’importanza di utilizzare alcuni beni pubblici (invece che venderli per coprire i buchi di bilancio...) come compensazione dei capitali privati investiti per la modernizzazione non più rimandabile del sistema infrastrutturale italiano.

Partnership per fare: il rapporto pubblico-privato

Qual è oggi il rapporto tra pubblico e privato nella nostra economia e quale il modello che si dovrebbe seguire nella gestione della dimensione territoriale dello sviluppo? Oggi siamo di fronte a un problema politico di non poco conto. Appare evidente, infatti, come il mercato e le liberalizzazioni non bastino a restituire spinta al consumo interno, secondo motore dell'economia. Anche i sistemi agganciati alla dimensione più liberale del mercato hanno dovuto fare marcia indietro: si pensi gli USA e alla Gran Bretagna, che sono intervenuti per salvare le banche!Leggi tutto

Il valore politico della pianificazione strategica

Facendo riferimento alla discussione che ha animato il convegno - di cui Ruffolo propone le sue “non conclusioni” - e mettendo in parallelo l’esperienza della pianificazione italiana di centrosinistra e quella statunitense il Presidente del CER sottolinea come dalla pianificazione strategica non possano essere espunti i fini politici ed etici.

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