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L'alta formazione manageriale in sanità. Un modello per la PA?

Introducendo il convegno, Renato Balduzzi sottolinea come il settore sanitario, nella pubblica amministrazione italiana, sia stato un apripista rispetto a molti processi, dalla regionalizzazione all’aziendalizzazione, alla formazione continua, al concetto di livelli essenziali delle prestazioni. “Anche la valorizzazione della formazione del top e middle management attraverso una rete nazionale di formazione può considerarsi  un importante terreno di sperimentazione.”

Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Fulvio Moirano interviene nella Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle management, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Controllare i processi produttivi per contenere la spesa sanitaria

“La buona sanità costa meno della cattiva”, così Ferruccio Fazio argomenta l’urgenza di un controllo di sempre più attento di tutti i processi produttivi nella sanità.  In questo quadro è fondamentale incentivare la mobilità e la formazione così come gli scambi  di esperienze virtuose. “In un momento di crisi – sottolinea – l’attenzione ai miglioramenti gestionali per contenere le spese sanitarie è notevole, se si considera che  la sanità assorbe l’80% dei bilanci regionali”.

Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in Sanità. Offerta formativa privato accreditato e internazionale

Francesco Saverio  Mennini articola il suo intervento in due parti. Nella prima affronta  l’offerta formativa del privato accreditato, attraverso i casi studio del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”‐ Università Cattolica del sacro Cuore, il Policlinico Universitario Campus‐Biomedico e il Network di Cliniche Salute Sicilia. Nella seconda propone un’analisi della formazione manageriale nei contesti europei, identificando tre modelli di percorso di formazione nelle realtà di Francia, Gran Bretagna e Norvegia.

Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Cesare Fassari modera la Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Competenze e fabbisogni formativi del middle management nelle aziende SSN. La centralità del middle management

Il cd middle management conta tra le 4000‐6000 persone, con una media di 15 – 20 per azienda. Ma cosa intendiamo quando parliamo di middle management in sanità? Quali sono le competenze? Attraverso l’analisi di 8 funzioni aziendali, Francesco Longo presenta una fotografia del middle management  sanitario in Italia, avanzando proposte di policy per costituire i più idonei percorsi formativi.

Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Walter Ricciardi interviene nella Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in Sanità: i risultati della ricerca. Il punto di vista dei DG

A cosa dedicano la maggior parte del proprio tempo i direttori generali? Quale dovrebbe essere il profilo di un DG? Quali sono  gli attuali percorsi formativi del DG? Quali contenuti nella formazione sono centrali per un DG? La parola ai protagonisti.

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Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Massimo Russo interviene nella Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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I piani formativi INAIL in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro

Nella mission prevenzionale dell’INAIL, la formazione è considerata un elemento strategico ed elettivo per la sicurezza sul lavoro. In questo contesto, nel sistema formativo INAIL, la progettualità e la qualità sono due elementi cardine dell’offerta e dei piani formativi, caratterizzati inoltre da una impostazione metodologica basata sul “lifelong learning” e sull’approccio “andragogico”.

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