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Decreto semplificazioni e Agenda digitale europea: quando una rondine non fa primavera

Finalmente anche il nostro Legislatore si occupa di Agenda digitale. Tuttavia, messa da parte l’euforia per la “novità”, è opportuno vagliare l’effettiva rispondenza delle disposizioni introdotte con il D. l. 9 febbraio 2012, n. 5, agli obiettivi perseguiti con le indicazioni fissate nell’Agenda digitale europea, una delle sette iniziative primarie della strategia Europa 2020.

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2010 e-Gov Report Italy

This Report provides a snapshot and an analysis of the state of progress of the application of e-Gov in Italy and at the level of the local communities. The aim of this “atlas” is to reconstruct and map the changes which are underway in order to gather, measure and make visible the results (that are at times scattered or insufficiently known) and the innovation processes accomplished by the whole of the public administration, especially the local administration. Contributions to this Report, realized by the Department for Digitization of the Public Administration and Technological Innovation (DDI) and by DigitPA upon specific request by the Standing Committee for the Technological Innovation of Regions and Local Authorities, have been made by the Central Administrations, the Regions and representatives of the Provinces and Municipalities.

 

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Switch off servizi pubblici in comuni non Digital Divide

La proposta di Attilio Romita per l’Agenda Digitale tocca il tema dell’e-Government e dei servizi on line. In particolare Romita propone lo switch off dei servizi pubblici come soluzione pratica per eliminare il digital divide sia infrastrutturale che culturale. Per fare ciò sono necessarie regole e vincoli tassativi per le amministrazione, soluzioni tecnologiche che vengano in ausilio di chi non possiede un computer e iniziative di formazione per abbattere il divario digitale culturale.

Fiducia e sicurezza: rettifiche in situ

Stefano Quintarelli presenta la propria proposta per l’Agenda Digitale che affronta il tema della diffamazione on line. Le tecnologie della rete tendono, infatti, a privilegiare le notizie diffamanti (sono quelle che hanno maggiore eco) rispetto alle rettifiche. La proposta è quella di rendere obbligatoria la rettifica in situ, ovvero rettificare una notizia falsa non producendo un’altra news, ma andando a modificare quella stessa pagina che conteneva la prima notizia falsa. Un piccolo cambiamento che non avrebbe costi, ma che tutelerebbe i diritti delle persone diffamate.

Un piattaforma comune per l’innovazione

Marco Calvo presenta gli Stati Generali dell’Innovazione, l’incontro che si terrà il 25 e 26 novembre 2011. La rete ci offre possibilità che spesso non sappiamo cogliere perché non ne abbiamo consapevolezza. Innovare non vuol dire velocizzare servizi vecchi, ma pensare servizi nuovi. La soluzione potrebbe essere, allora, prendere gli strumenti che già funzionano e adattarli alle esigenze della pubblica amministrazione.

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La Larga Banda della Pubblica Amministrazione

Alex Curti presenta la proposta per l’Agenda Digitale del Movimento Cinque Stelle inerente la banda larga. La pa per Curti non deve essere un consumatore di servizi digitali, ma un produttore, spostando le risorse econome dalla spesa corrente (canone per l’acquisizione di servizi di connettività) al conto capitale (infrastruttura di proprietà dell’amministrazione). In questo modo internet diverrebbe un bene comune. Una proposta che poggia sull’esperienza concreta della Provincia di Milano che Curti descrive nel dettaglio.

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Riconoscere il valore dell'economia digitale

Nel suo intervento Marco Camisani Calzolari illustra come dietro il mondo digitale ci sia un sostrato assolutamente concreto: solo in Italia ogni mese 25 milioni di persone navigano su internet e nel 2010 nel nostro Paese l’internet economy valeva il 2% del PIL, quanto l'agricolutura, (31 miliardi diretti e 17 miliardi di indotto), ma si prevede che nel 2015 raggiungerà 77 miliardi di euro. Ciononostante in Italia metà della popolazione conosce il digitale solo attraverso i media tradizionali, in maniera approssimata e preoccupata.

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Innovazione nel Bilancio dello Stato

La proposta per l’Agenda Digitale di Carlo Alberto Carnevale Maffè è l’introduzione nel documento economico programmatico di una sezione dedicata all’innovazione ed offra un quadro stabile agli investimenti privati complementari. In questo modo si darebbe copro alle molte iniziative scollegate (seppur meritevoli) messe in atti di vari ministeri. Elemento portante di questa proposta è lo switch off dei servizi pubblici, con l’obbligo di giustificare l’erogazione di un eventuale servizio analogico.

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Le risposte alle proposte per l'Agenda Digitale italiana

Renzo Turatto a conclusione dell’incontro dedicato al percorso dell’Agenda Digitale italiana, presenta lo scenario in cui si sta muovendo l’Europa. La Commissione Europea ha pensato l’Agenda Digitale come uno strumento per impostare la propria attività, proponendosi di affrontare il tema del digitale non più dal punto di vista dell’offerta (incentivo allo sviluppo dell’ICT), ma soprattutto da quello della domanda lavorando su tre macro aree: regolazione, sviluppo del mercato, pervasività.

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Nuove forme di comunicazione pubblica per la partecipazione

La riflessione che Carlo Infante propone sposta l’attenzione dalle difficoltà tecniche a quelle sociali. La rete ci permette di inventare cose nuove. La creatività riguarda la reinvenzione dei valori d’uso di cose che già esistono. La nuova generazione che sta crescendo esprime un’attitudine a digitale a cui va dato ascolto attraverso nuove forme di comunicazione pubblica.