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La scommessa della Provincia di Roma: la sperimentazione dei nuovi centri per l’impiego

Il tema della qualità dei servizi è quello che più ci preme. Vengono di seguito raccontate alcune pratiche messe in campo dalla Provincia di Roma sul miglioramento e l’innalzamento della qualità dei servizi del sistema paese. Occorre ripensare il concetto stesso di infrastrutture, in particolare le infrastrutture immateriali e legarle ad un modello di sviluppo del  mercato del lavoro odierno.

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Le nuove politiche di formazione: l’esperienza lombarda

Il tema dei servizi all’impiego pubblici e privati è una giusta riflessione da cui partire  in questo momento.

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Le politiche di welfare e la centralità della persona umana

Dopo la presentazione dei relatori viene introdotto il tema del convegno, si parla del contesto di crisi occupazionale in cui tutti i paesi europei cercano di trovare delle soluzioni. Va ripensata la strategia di Lisbona tenendo conto delle misure di austerità annunciate nei prossimi mesi. Le politiche del lavoro sulla domanda-offerta diventano decisive per attuare quella mobilità sociale che attenui gli effetti della disoccupazione cronica.

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Il ruolo delle province nelle politiche del lavoro

Si esce dal dibattito sterile e si affrontano le problematiche che affliggono i nostri territori e il ruolo delle province. In Sicilia non si riescono a fare politiche del lavoro nonostante ci siano i fondi stanziati. La provincia di Catania non ha gli strumenti e i fondi rimangono allocati in sede regionale.

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La trasparenza negli incarichi a beneficio del contenimento della spesa: l’anagrafe delle prestazioni

Maria Antonietta Tilia presenta nel dettaglio l’evoluzione dell’Anagrafe delle prestazioni, istituita con legge  412/91 presso il Dipartimento della Funzione pubblica. In particolare si sofferma su “ cosa sta diventando l’Anagrafe a seguito dell’ operazione trasparenza”. Nel quadro della riforma, essa diviene un elemento centrale per un sistema più efficace  di verifiche e controlli.

Privacy, valore aggiunto della buona trasparenza

“La privacy non è mai stato un problema".  Renato Berunetta è molto chiaro nel definire il rispetto della regolamentazione sulla privacy una opprtunità e non un ostacolo alla trasparenza della PA.  “Ci troviamo – continua – davanti a due beni pubblici. Questo significa che dobbiamo impegnarci a trovare e a percorrere lo stretto sentiero della regolamentazione, senza debordare da un lato o dall’altro”. Un esempio pratico? Il Ministro spiega come si sta procedendo per la pubblicazione delle remunerazioni in RAI.

Dall’adempimento al servizio: la nuova gestione informatizzata dei permessi e dei distacchi sindacali

Eugenio Gallozzi propone un’analisi delle conseguenze dell’operazione trasparenza sulla gestione di permessi e distacchi. “La trasparenza – spiega - è utile all’amministrazione ma anche agli stessi sindacati, mettendoli in condizione di verificare direttamente e con facilità lo stato delle cose ogni volta che l’amministrazione contesta l’esubero di permessi.” “Questo – conclude – evita uno stato di continuo e costante contenzioso.”

Dall'operazione trasparenza alla banca dati "aperta"

Francesca Russo introduce il progetto PERLA PA, contestualizzandolo nella riforma Brunetta. “Quello a cui miriamo – sostiene – è passare dall’operazione trasparenza a una banca dati aperta”. “Garantendo l’accessibilità totale ai dati – continua - potrà essere possibile per tutti studiare ed elaborare questi dati in modo da catturare dei fenomeni o delle informazioni utili che a noi sfuggono.”

L’equilibrio dinamico tra diritti e finalità nel rapporto tra privacy e trasparenza

Fabio Pistella analizza i nuovi rapporti tra trasparenza e privacy impostati dalla riforma Brunetta secondo i principi della fisica. Equilibrio dinamico, energia, entropia, metrica, variabile temporale e permeabilità sono solo alcuni degli strumenti attraverso cui procede la sua analisi. Successivamente Pistella si concentra sul contributo delle nuove tecnologie per l’incrocio dei dati, affronta il nodo dei motori di ricerca e in conclusione illustra il ruolo che spetta a DigitPA nell’intero processo. 

Principi e criteri nella nuova "Carta dei doveri"

“I principi affermati  nella nuova  Carta dei doveri sono pochi e relativamente semplici”. Così Andrea Simi apre una sintetica disamina della Carta, per centrare il suo intervento sul provvedimento di codificazione, richiesto dalla delega  secondo i criteri di semplificazione e riordino. “Il punto centrale – spiega – è il ragionamento da fare sulla codificazione. Se fosse meramente compilativa servirebbe a poco, mentre è assolutamente necessario assicurare la coerenza logica dell’ordinamento” .