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Cosa c’è e cosa manca nel "Piano d’azione italiano per l’Open Government"

Il Governo Italiano, nell’ambito della sua adesione all’Open Government Partnership (OGP), ha recentemente elaborato con un processo partecipato, aperto anche ad alcune realtà della società civile, un piano di azione per l’Open Government che è attualmente posto all’attenzione dei cittadini e degli addetti ai lavori per una consultazione pubblica. Il piano, dopo una premessa di inquadramento, si articola in tre parti dedicate a partecipazione, trasparenza, integrità e accountability, innovazione tecnologica e in sei azioni specifiche. Leggendo il piano non si può che riconoscere che si tratta di sei azioni utili e importanti, allo stesso tempo la sensazione è che si poteva sfruttare questa occasione per un documento di insieme più vasto, più coraggioso e più inclusivo.

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The Future of Government Group (FoGG) a lavoro per la Riforma Madia #RivoluzionePA #FPA14

The Future of Government Group (FoGG) è un gruppo di lavoro facilitato da FORUM PA e nato dall'impegno comune di soggetti e organizzazioni in questi anni si sono occupate di studiare e applicare nuovi modelli di governo e sviluppo per i territori, le istituzioni e le imprese.

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[29/05 a #FPA14] Amsterdam, Roma, Bologna e le altre. Città da condividere a #SharePA #ShareableCities

A giugno dell'anno scorso 15 sindaci degli Stati Uniti hanno adottato una risoluzione per rendere le loro città “shareable city”.

Da Seul a Bogotà, le amministrazioni puntano sull'economia collaborativa per sperimentare modi nuovi di far funzionare l'ecosistema urbano, reinventare i servizi pubblici, attingere all'energia della comunità e delle imprese innovative nascenti... É la fine dell'urbanesimo come lo abbiamo conosciuto nel secolo scorso?

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Crowdfunding civico, facciamolo all’italiana

A Bologna 448 tra persone, aziende e organizzazioni  hanno già fatto Un Passo per San Luca, donando dai dieci euro in su (oltre 132mila euro in totale ad oggi), per il restauro del portico più lungo al mondo. “Non si tratta solo di raccogliere fondi, ma di dare a tutti la possibilità di contribuire, di fare del portico di San Luca un luogo al centro della vita sociale e culturale della città”, spiegano da Comune di Bologna e Comitato per il restauro del Portico di San Luca, promotori del progetto in collaborazione con Ginger, piattaforma di crowdfunding territoriale. E, a quanto pare, c'è più di qualche suggerimento da prendere. Qui gli spunti da una chiacchierata con Ivana Pais, sociologa e  ricercatrice sul tema crowdfunding all’Università Cattolica di Milano e fondatrice dell'ICN - Italian Crowdfunding Network. 

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