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#sipuòfarese, #sipuòfarecon

Nel riformare la PA abbiamo bisogno di una dialettica vitale tra il “dentro” dell’amministrazione, ossia le donne e gli uomini che ci lavorano e che sono portatori di saperi, di competenze, di esperienze, ma anche spesso di “conservazione” e di tutele, e il “fuori” che è dato dalle esigenze a volte caotiche e contraddittorie di una società complessa e dalla politica, che è chiamata a leggerne e a soddisfarne i bisogni, ma non sempre riesce ad essere lungimirante e nello stesso tempo a tener conto di quanto già si è fatto. Siamo quindi condannati, tra due istanze che da sole sono due debolezze, a cercare la forza in un “dialogo” tra il dentro e il fuori. Da queste riflessioni nasce un secondo hashtag di FORUM PA 2015 che mette al centro la collaborazione, lo spirito di squadra, la condivisione. [vi segnaliamo che è on line un primo draft del programma della manifestazione e che è possibile iscriversi agli eventi]

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Il piano nazionale anticorruzione come opportunità di cambiamento della PA

Da alcuni anni il legislatore, complice non poco la spinta sociale di indignazione dovuta a molti episodi di corruzione svelati dalla magistratura, ha posto in essere diversi interventi normativi ad ampio raggio finalizzati al contrasto del fenomeno corruttivo nel nostro paese.Il piano normativo avviato con la L. 190/2012 ha voluto leggere il fenomeno in una accezione più ampia. Il legislatore ha infatti, esteso la disciplina individuando accanto alle fattispecie penalmente punibili, tutti quei comportamenti sintomatici di una “mala amministrazione” che sono terreno fertile per il proliferare di condotte penalmente rilevanti ma, soprattutto causa di quell’idea di corruzione e malaffare della pubblica amministrazione che viene percepita dal paese.

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Nasce #RispondiPA per creare conoscenza tramite partecipazione

Ne siamo convinti da molto: una nuova PA, efficiente e in grado di gestire il futuro può solo nascere da un nuovo rapporto, radicalmente diverso, con i diversi attori che costituiscono il contesto delle sue azioni e i destinatari delle sue funzioni: cittadini, famiglie, imprese e gli stessi dipendenti pubblici. Non più semplicemente utenti, pazienti, clienti, fornitori, dipendenti, assistiti, consulenti, consumatori o, peggio, fannulloni e profittatori di una PA da mungere, ma partner di un nuovo modo di intendere l’azione pubblica e il bene comune da gestire e valorizzare insieme. E' su questa base che lanciamo oggi il progetto RispondiPA.

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On line il nuovo MiniDossier a firma Openpolis: "Il Governo al tempo della crisi"

Quali le priorità, quante le leggi, le variazioni nella maggioranza e il rapporto con il Parlamento?

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Essere vigili

E' più forte di me, appena vedo qualcuno buttato in pasto ad un giacobino giudizio popolare mi viene voglia di guardare dietro alla notizia, di essere attento, direi "vigile". Già vigili: brutta storia quella dei vigili l’ultimo dell’anno a Roma. Ma forse vale la pena di guardarla meglio prima di trasformarci tutti in saccenti censori che non vedono l’ora di trovare il colpevole. Forse così troveremo anche qualche cosa da imparare, che è sempre meglio che sparare nel mucchio. Non mi metto a fare le pulci ai numeri, anche se leggendo tutto quello che è stato scritto in queste due settimane non mi pare che ci sia chiarezza alcuna sulle cifre. Né mi interessa in questo momento ribadire nuovamente, e ovviamente, che chi ha dichiarato il falso o truccato le carte deve essere sanzionato. No, cerco invece di andare un po' dietro l’immagine che ci è stata raccontata e come prima cosa mi chiedo come è potuto succedere che una grande organizzazione, fatta di quasi 6.000 persone, come i vigili urbani di Roma, si sia potuta ridurre in questo stato miserevole e innegabile di malessere.

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Il costo dell’indebitamento per i Comuni italiani, la classifica da openbilanci

Non solo le nostre città accumulano debiti, ma soprattutto su questi debiti accumulano oneri finanziari non da poco. Fra le grandi città, Bari è di gran lunga quella che ne paga di più le conseguenze. A seguire Palermo e Catania. 

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"Trasparenza della PA, il cittadino al centro": dibattito a Palazzo Vidoni il 4 dicembre

Riprendono le attività del Tavolo sulla Trasparenza Comunicativa, l'inizitiva di Formez PA che rilancia il ruolo del comunicatore pubblico come garante della trasparenza e agente della citizen satisfaction. Appuntamento a Roma il 4 dicembre 2014 con l’evento “Trasparenza della PA, il cittadino al centro”, in programma nella Sala Tarantelli di Palazzo Vidoni. Interviene il Sottosegretario per la Semplificazione e la PA Angelo Rughetti.

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Cosa c’è e cosa manca nel "Piano d’azione italiano per l’Open Government"

Il Governo Italiano, nell’ambito della sua adesione all’Open Government Partnership (OGP), ha recentemente elaborato con un processo partecipato, aperto anche ad alcune realtà della società civile, un piano di azione per l’Open Government che è attualmente posto all’attenzione dei cittadini e degli addetti ai lavori per una consultazione pubblica. Il piano, dopo una premessa di inquadramento, si articola in tre parti dedicate a partecipazione, trasparenza, integrità e accountability, innovazione tecnologica e in sei azioni specifiche. Leggendo il piano non si può che riconoscere che si tratta di sei azioni utili e importanti, allo stesso tempo la sensazione è che si poteva sfruttare questa occasione per un documento di insieme più vasto, più coraggioso e più inclusivo.

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Democrazia e rappresentanza. La zona grigia a cui l’accesso è consentito solo a pochi

Nel nostro paese il termine lobbying e il sostantivo lobbista sono associati automaticamente ad accezioni negative. Così non è nel resto del mondo dove la rappresentanza di interessi particolari nel processo di decisione pubblico è bene regolamentata e, quindi, molto più trasparente. Possiamo rintracciare le motivazioni dell’essere ultimi in Europa su questo tema, nel nostro passato storico e culturale, ma di certo non possiamo più negare l’urgenza di una normativa che potrebbe eliminare del tutto il cono d’ombra attuale. Il lobbying fa rima con corruzione solo se lasciamo che sia così.

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Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria

La mobilità volontaria dei dipendenti pubblici italiani è praticamente inesistente: il 99,4% dei dipendenti pubblici non ha mai cambiato “posto di lavoro”. Solo sei lavoratori su mille si sono spostati da una amministarzione a un’altra dello stesso comparto, mentre sono addirittura solo otto su diecimila gli impiegati che hanno cambiato comparto. Non a caso, dunque, nella Riforma Renzi - Madia - di cui aspettiamo i primi testi ufficiali - la norma che fa più discutere è quella sulla mobilità. FORUM PA rende disponibile la Ricerca “Pubblico impiego: una rivoluzione necessaria”, gratuitamente scaricabile in versione integrale.

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