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Open data: il Comune ha un hacker per amico

Una bella storia quella che ha per protagonisti alcuni piccoli/medi comuni della Romagna, voglia di cambiamento, spinta a migliorare e migliorarsi, attivismo civico ed open data. Una storia che mostra chiaramente come sia possibile introdurre innovazione reale in una amministrazione senza bisogno di grandi investimenti, ma solo con una buona dose di responsabilità, competenza e capacità di coinvolgimento… ah sì e con la “rete” ovviamente.

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Un'amministrazione nuova e migliore: con GitHub la fanno i cittadini

Se le amministrazioni vogliono parlare alle comunità di innovatori e coinvolgerle in progetti di rinnovo della macchina pubblica o della città devono imparare ad usare i loro strumenti. E’ così che alcune amministrazioni (prima in USA, poi in tutto il mondo) hanno iniziato ad usare GitHub, il più grande strumento di scrittura collaborativa di software, per “creare” progetti insieme a cittadini e imprese. È nato così Governemnt.GitHub che ora è anche una banca dati di best practice davvero interessante.

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Open source e ebook: l'esempio del Senato

Il progetto ebook del Senato della Repubblica è partito alla fine del 2011 con l'implementazione del software Scriba eBook Maker realizzato interamente da personale del Senato, per la creazione di eBook a partire dagli atti parlamentari in formato HTML, Xml o Pdf.Ogni utente può così crearsi il suo libro elettronico a seconda delle proprie esigenze.

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Legge incontra codice. Un hackathon al Parlamento europeo

A Bruxelles tira aria di nuovo mondo. L’8 e il 9 novembre le porte del Parlamento europeo si spalancano agli sviluppatori di tutta Europa al grido di hackathon, o meglio EUhackahton. Il tema, neanche a dirlo, è la trasparenza e l’accesso a internet, il main sponsor Google. E, mentre oltreoceano gli analisti di TechPresident danno con soddisfazione segnalazione dell’evento, a queste latitudini la domanda è lecita: “cosa è un hackathon?”.

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Apriti standard! Interoperabilità e neutralità per dare nuova linfa all'open source

L’open source sta lentamente guadagnando terreno rispetto al software proprietario e in molti casi lo ha superato (gli utenti di Firefox hanno recentemente superato quelli di Explorer in Europa), eppure la gran parte delle informazioni presenti in rete circolano in forme e modi del tutto chiusi, proprietari, non trasparenti. Un recente libro di Simone Aliprandi propone una via d'uscita: spostare la lente dell’indagine dal software allo standard, dallo strumento utilizzato per gestire le informazioni alle informazioni stesse.

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Chi l’ha detto che di PDFreader ce ne è uno? Campagna PDFreaders

"Cosa ne penseresti di un cartello stradale su cui è scritto Hai bisogno di una Volkswagen per percorrere questa strada. Contatta la tua concessionaria (= il tuo Governo) per un giro gratuito? Le istituzioni pubbliche fanno la stessa cosa con il software per leggere i PDF, ogni giorno, in tutto il mondo.” Così la FSFE – Free Software Foundation Europe lancia la campagna PDFreaders.org.

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OPENPOLIS: la rete e l’open source per condividere le scelte politiche

OPENPOLIS è un progetto no-profit realizzato dall’associazione d.e.p.p. (democrazia elettronica e partecipazione pubblica) e dalla comunità di persone che ha collaborato e collabora alla sua sperimentazione e alla progettazione partecipata on line. L’obiettivo è promuovere l’uso della rete e del software open source per favorire la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche. Un progetto indipendente, quindi, che offre un sistema di documentazione collettiva per rendere la politica trasparente e aperta, cioè controllabile dai cittadini.

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Strumenti per migliorare il patrimonio applicativo

Oggi serve che ci sia un avvicinamento da parte delle istituzioni alle necessità dei cittadini. Per fare ciò va realizzato un sistema che, attraverso la definizione di una serie di strumenti standard che chiunque può utilizzare, consenta di partecipare al processo di miglioramento del patrimonio applicativo. Il web 2.0 è sicuramente lo strumento adatto a tale scopo, ma perché un reale miglioramento del patrimonio applicativo si realizzi effettivamente si rende necessaria, da una parte una partecipazione attiva della PA e dall’altra una normativa che incentivi il mondo della rete.

Progetto EDEM 1.0

Il Progetto, avviato a marzo del 2006, ha come principali obiettivi quelli di congiungere la partecipazione tradizionale con quella mediata dal computer, realizzando una piattaforma internet per integrare comunicazione online e offline e sperimentare le metodologie e gli strumenti messi a punto in contesti diversi tra loro. L’orizzonte su cui è costruito questo apparato tecnologico è il web 2.0, quindi i contenuti vengono generati direttamente dai cittadini, non vengono applicati filtri preventivi e il software è completamente open source.

Il contributo delle nuove tecnologie al processo di e-democracy

Oggi l’attenzione principale della PA è tesa a creare con l’utenza un rapporto di fiducia, attraverso governance che creino lo sviluppo di comunità, abilitandola a pianificare e gestire gli stessi affari del bene comune. L’evoluzione del web va vista un po’ come l’evoluzione della PA verso la e-democracy, perché mira a creare processi di inclusione e partecipazione attiva.Leggi tutto