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Open Data, trasparenza e privacy: le nuove sfide della PA

Con le Linee guida nazionali per la valorizzazione del patrimonio informativo pubblico gli Open Data vengono intesi come un elemento centrale nelle strategie di e-Government, fondamentale per favorire una maggiore trasparenza nell’agire amministrativo e la partecipazione attiva dei cittadini nei processi decisionali delle amministrazioni pubbliche. Il contributo dello Studio legale Lisi chiarisce le tappe di questo percorso legislativo.

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La tecnologia sempre più strumento di valutazione dei dirigenti

Con i provvedimenti normativi adottati negli ultimi mesi gli obblighi di trasparenza e pubblicazione on line per le pubbliche amministrazioni si sono moltiplicati e le sanzioni inasprite. Tuttavia manca ancora un testo unico che riassuma tutti gli obblighi in materia (come prescritto dal Codice della PA Digitale). Graziano Garrisi  - nell’ambito della collaborazione di FORUM PA con lo Studio legale Lisi - riassume in questo utile articolo norme obblighi e sanzioni stratificatesi negli anni e sparsi in molteplici provvedimenti.

 

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Linee guida per la stesura di convenzioni per la fruibilità di dati delle pubbliche amministrazioni

Stando a quanto contenuto nel Codice della PA Digitale (CAD) le amministrazioni devono stipulare - attenendosi alle linee guida emanate da DigitPA - delle convenzioni per consentire l’accesso alle banche dati di cui sono titolari. In realtà già la versione precedente del CAD prevedeva qualcosa di simile, ma ciò che cambia è l’esistenza di linee guida specifiche a cui le amministrazioni devono adeguarsi.

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Pubblica Amministrazione che si trasforma: Cloud Computing, Federalismo, Interoperabilità.

 Le amministrazioni dal punto di vista delle dimensioni e delle possibilità di progettare e gestire sistemi informativi complessi, non sono tutte uguali; se però le consideriamo dal punto di vista degli adempimenti previsti dal CAD, o dalla normativa sulla tutela dei dati personali, hanno tutte senza distinzioni gli stessi obblighi giuridici: da questa considerazione parte Osnaghi per affermare che lo Stato dovrebbe offrire soluzioni e creare le condizioni perché siano resi disponibili alle amministrazioni servizi standard certificati, e questo si potrebbe fare proprio utilizzando la tecn

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Opportunità e punti di attenzione nell’implementazione del Cad e nel nuovo sviluppo del SPC

Per Francesco Tortorelli l’interoperabilità è un tema vastissimo che tocca ambiti molto ampi e differenti ed è anche per questo che il presupposto per realizzarla è quello di lavorare con un approccio sistemico sia a livello tecnico sia a livello di governance. In Europa la Digital Agenda impegna i Paesi membri per i prossimi 10 anni ad effettuare politiche coerenti con i principi in essa contenuti, compreso quello di realizzare un’infrastruttura per l’interoperabilità (programma ISE).

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L’identità digitale per l’accesso ai servizi e alle informazioni in rete

Ioletta Pannocchia illustra la carenza di cultura sull’amministrazione digitale registrata durante alcuni corsi di formazione nella pubblica amministrazione e sottolinea l’esigenza di rinnovare la pubblica amministrazione per competere in un mercato internazionale. Pannocchia prospetta un unico profilo per il cittadino che si interfaccia con le pubbliche amministrazioni. Descrive poi le condizioni abilitanti che consentono alla PA di erogare servizi online e analizza i vari livelli di interattività dei servizi. Pannocchia offre un quadro normativo sull’amministrazione digitale.Leggi tutto

Strumenti di autenticazione in rete per l’accesso ai servizi e alle informazioni: il modello di Postecom

Renzo Ullucci presenta gli elementi che bisogna tenere in considerazione per la certificazione degli scambi di informazioni digitali. Fa riferimento ad alcuni articoli del codice dell’amministrazione digitale. Spiega in che modo la carta d'identità elettronica e la carta nazionale dei servizi costituiscano strumenti per l'accesso ai servizi erogati in rete dalle pubbliche amministrazioni. Aggiunge che il progetto People è un esempio di schema organizzativo in fatto di sistemi di identificazione ed erogazione di servizi digitali.Leggi tutto

Il Codice dell’Amministrazione Digitale

Il Codice dell’Amministrazione Digitale ha come finalità principale il consentire l’affermarsi della società dell’informazione, sostiene Enrico De Giovanni, e quindi la conoscibilità, l’accessibilità e la fruibilità dei dati e delle informazioni. Il testo normativo, inoltre, prende in considerazione anche il problema della natura del dato, in quanto il nostro ordinamento tutela la privacy e, in alcuni casi, il segreto di Stato.Leggi tutto