Cerca: Sfide 2007

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Il Programma Integrato di Sviluppo della Valle del Tevere e della Sabina Romana

Favorire lo sviluppo delle potenzialità della Sabina e della Valle del Tevere in chiave di marketing territoriale, non solo per veicolare interesse in direzione di potenziali investitori esteri, ma soprattuttoin chiave di rinascita dell'interesse ad investire da parte dell'imprenditoria più vicina al territorio.

Nuova Strategia di Programmazione Territoriale e Progettazione Integrata in Sardegna

Con la revisione intermedia del Complemento di Programmazione del POR, avvenuta nel dicembre 2004, sono state apportate importanti innovazioni al metodo della programmazione economica territoriale in Sardegna e si è aperta una nuova fase di rilancio della Progettazione Integrata.

Piano di Sviluppo Strategico della Città di Bolzano

L'ambizione del Piano è stata quella di rendere sempre più Bolzano una moderna città europea del dialogo, della convivenza, della cultura, il tutto grazie ad iniziative anche di carattere economico in grado di attrarre investimenti, puntando anche su un turismo culturale e formativo. Alla redazione del Piano hanno partecipato ben 270 stakeholders tra esperti, enti ed associazioni.

Polo Finanziario

La vocazione di Verona di diventare un nuovo polo di attrazione per attività finanziarie è emersa in modo evidente fin dalle prime riunioni del Piano Strategico, un processo di pianificazione territoriale che il Comune ha avviato nel marzo del 2003 proprio per definire in modo strategico e condiviso le priorità del territorio di Verona a lungo termine.

Messina 2020 - Verso il Piano Strategico

La città di Messina ha intrapreso un percorso di pianificazione strategica al fine di promuovere un processo di governance urbana che mira al coordinamento di attori, gruppi sociali, istituzioni per il raggiungimento di obiettivi condivisi tesi a sviluppare in modo integrato sia gli assetti economici, sia quelli sociali che culturali.

Sistema Integrato per la nautica da diporto: nel Porto dell'Emilia Romagna, a Ravenna, lo ''Sbocco'' per il Distretto romagnolo.

Il progetto si è posto l'obiettivo di individuare delle strategie operative finalizzate al rafforzamento del livello della coesione territoriale nell'area romagnola operante nel settore della nautica da diporto, per raggiungere alti livelli di efficienza nella gestione di un sistema integrato e dedicato, in assenza di un centro urbano di grandi dimensioni ed importanza internazionale ma con molti centri di dimensioni medie e piccole, creando così le condizioni per una massa critica territoriale tale da rendere possibile la competizione a livello globale.

Il Piano Strategico della Spezia: un primo bilancio della città che cambia.

L'amministrazione comunale a partire dal 1999 ha sentito la necessità di avviare un nuovo percorso di governance urbana che consentisse alla città di uscire dalla crisi economica e sociale dei primi anni '90. La caduta di un modello di sviluppo basato su una monocultura produttiva legata alle grandi imprese statali, specializzate nel settore difesa e armamenti, lasciava infatti alla città un vuoto, non solo in termini di crisi occupazionale e imprenditoriale, ma anche e soprattutto in termini di identità locale.Leggi tutto

Patto Territoriale per l'Occupazione del Sangro Aventino

Obbiettivo del Patto è il rilancio del Sistema Produttivo Locale in una logica di distretto, la tutela dell'ambiente, la valorizzazione dei patrimoni naturalistici e il miglioramento delle condizioni di vita.

Piano Triennale di Sviluppo Ecosostenibile

Il piano strategicoè stato redatto per rendere la Provincia parte attiva nei processi di trasformazione territoriale ed economica in un quadro di sostenibilità sociale ed ambientale, anche in relazione all'art. 20 del T.U. degli Enti Locali che attribuisce alle Province compiti di programmazione in concorso con il Programma Regionale di Sviluppo e degli altri piani e programmi regionali.

MAESTRO

Il Progetto MAESTRO nasce per rispondere alle esigenze di: rafforzare il sistema turistico-culturale locale; contribuire all'innovazione degli approcci didattici alla cultura e alla fruizione dei beni culturali; sostenere un reale processo di integrazione nell'ambito della formazione degli operatori turistico-culturali; consolidare le reti corte (relazioni con le aree limitrofe) e sviluppare reti lunghe con istituzioni culturali dell'area adriatica. Sono coinvolti nel progetto enti italiani, croati, albanesi e bosniaci.