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La riforma della PA per l'occupazione al femminile.

Antonio Naddeo parla della forte collaborazione sul tema del lavoro femminile tra il suo dipartimento e la Consigliera di parità, sia nella scrittura della riforma della PA, che nella fase applicativa all'interno della Civit, la Commissione che si occupa del tema della valutazione. Buona la collaborazione anche con il dipartimento delle Pari Opportunità, con cui è partito in passato un monitoraggio ora diventato annuale per capire la condizione del lavoro femminile nella PA, in cui la situazione risulta a suo avviso migliore rispetto al privato.

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Occupazione femminile e la disparità tra pubblico e privato.

Alessandra Servidori auspica che all'interno della strettissima alleanza realizzata tra i 3 ministeri del Lavoro, delle Pari Opportunità e della Pubblica Amministrazione sul tema dell'occupazione femminile si arrivi se non alla parificazione almeno alla comparazione sistematica del lavoro nel settore pubblico e privato. La differenza sta infatti diventando eclatante, quando invece spesso sistemi o tipologie contrattuali potrebbero essere gli stessi, a volte rappresentanti della PA sono convitati di pietra, quando invece ci sarebbero nuove pratiche da scambiarsi.

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L'alleanza tra lavoro e famiglia.

Per Francesco Belletti partecipare a FORUM PA 2011 come rappresentante di una rete di associazioni familiari rientra nella logica di essere con orgoglio uno dei nodi di una rete plurale che nei nostri territori è quella che fa la cittadinanza. Passando al tema dell'occupazione femminile, per il Forum delle Famiglie la prima sfida è quella di riconoscere la necessaria alleanza tra lavoro e famiglia come due diritti-doveri di questa cittadinanza. Al contrario essi sono considerati in contrapposizione, è per questo che si parla di conciliazione.

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La conciliazione attraverso una nuova contrattazione collettiva.

Giorgio Santini dichiara che per il sindacato l'approccio da seguire per costruire un percorso di conciliazione dei tempi di vita delle donne è quello dell'occupabilità, secondo due direzioni: da una parte, quella delle politiche genericamente sociali, dall'altra con le politiche legate alla loro inclusione nel mercato del lavoro. Va in questo senso l'accordo siglato con il ministero del Lavoro il 7 marzo, che resta però solo un protocollo di intenti ed una premessa al lavoro da compiere.

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Le pari opportunità nel mercato del lavoro.

Caro Lucrezio Monticelli sottolinea come al ministero del Lavoro esiste tutto un apparato dedicato alle pari opportunità, il cui centro propulsore è la Consigliera nazionale di Parità, affiancata dal Comitato Pari Opportunità. Ottima è inoltre la collaborazione con il dipartimento delle Pari Opportunità, con cui si sono programmati tanti interventi in materia, tra cui Italia 2020, ossia il fondamentale documento contenente il programma di azioni per l'inclusione delle donne sul mercato del lavoro.

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L'alleanza per l'occupazione al femminile.

Alessandra Servidori spiega come il tema dell'occupazione femminile sia all'ordine del giorno dei lavori di governo. Si è infatti costituito al riguardo un'alleanza interministeriale, grazie ad gruppo di che comprende i dicasteri del Lavoro, delle Pari Opportunità e della Pubblica Amministrazione, che lavora a tempo pieno sul tema, con l'aiuto delle associazioni, i cosiddetti corpi intermedi, secondo quello che è il concetto di sussidiarietà. Impegnata al riguardo anche la Commissione europea, con l'obiettivo di definire la strategia da qui al 2020

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La conciliazione in INAIL tra esigenze personali e familiari ed esigenze lavorative

Il Direttore Centrale delle Risorse Umane dell’INAIL introduce nel suo intervento alcune problematiche relative alla costituzione dei CUG, come quelle relative all’equa rappresentatività delle organizzazioni sindacali.

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Benessere organizzativo e contrasto delle discriminazioni: l’esperienza del Ministero della Salute

Il Ministero della Salute è stato il primo ente ad applicare la legge 183/2010 creando un proprio CUG. Celotto sottolinea quanto siano importanti per la lotta alle discriminazioni gli studi e le indaginisul benessere organizzativo all’interno delle amministrazioni. In conclusione vengono ricordati anche l’importanza della gestione degli spazi in ottica antidiscriminatoria e i benefici dell’adozione di un Centro di Ascolto del personale.

Compiti dei CUD: dalla teoria alla pratica

Oriana Calabresi apre il suo intervento offrendo una preziosa lista di consigli e suggerimenti per declinare i compiti propositivi, consultivi e di verifica dei CUG in una serie di azioni positive rivolte al contrasto della discriminazioni. Dopo aver invitato a condividere le diverse esperienze tramite la piattaforma dell’Osservatorio sulle Pari Opportunità, la Calabresi si concentra sulla disamina dei concetti di “mobbing” e “discriminazione” analizzandone le molteplici e complesse sfaccettature. 

Compiti e attività dei Comitati Unici di Garanzia: proposte e riflessioni

Antonella Ninci dedica il suo intervento alle condizioni e alle attività preliminari che i CUG devono porre in essere per poter espletare con successo il loro ruolo. Se i CUG devono svolgere un’attività propositiva, consultiva e di verifica sono necessarie infatti alcune condizioni; in primis: raccordo con il vertice amministrativo, adozione di circolari che ne definiscano l’attività consultiva, relazioni virtuose con gli OIV, con la Consigliera Nazionale di Parità e con l’UNAR.

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