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I risultati della riforma a FORUM PA

A conclusione dei quattro giorni di lavoro di FORUM PA 2011, Carlo Mochi Sismondi interpreta le nuove prospettive dell’innovazione alla luce di quanto già è stato fatto. Tra gli stand di FORUM PA, sottolinea Mochi Sismondi, si sono già visti molti progetti che hanno risparmiato migliaia di tonnellate di carta, l’operazione trasparenza lanciata dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione è a buon punto e progetti come Reti Amiche, Linea Amica o Mettiamoci la Faccia testimoniano un’attenzione sempre crescente all’ascolto del cittadino.

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Il filo rosso dell'innovazione nella riforma: a che punto siamo?

Stefano Sepe prova a rispondere alle domande da cui ha preso le mosse il convegno. Prima di tutto, la riforma Brunetta è collegabile al ciclo dei precedenti tentativi di riforma? Negli intenti certamente sì. Secondo Sepe, infatti, la continuità delle proposte di riforma che si sono succedute negli anni è evidente negli intenti complessivi, altra cosa invece sono gli strumenti e le modalità. La seconda domanda è: c’è un sentire comune sulla possibilità di cambiare l’amministrazione e sul fatto che le leggi possano fare traino per questo cambiamento? Oggi non più.

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Un piano di riforme per l'Italia 2020: le proposte della dirigenza politica

Pompeo Savarino introduce il convegno che l’Associazione di cui è presidente (AGDP - Associazione Giovani Dirigenti delle Pubbliche Amministrazioni) ha organizzato all’interno di FORUM PA 2011. Il convegno è stato l’occasione per presentare un documento in cui l’AGDP lancia alcune proposte di riforma per il Paese, che dovrebbero essere attuate nei prossimi dieci anni.

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Riforma della PA: come cambia il rapporto con il cittadino?

Barbieri mette in evidenza alcuni elementi e spunti di riflessione che emergono analizzando il documento di proposte dell’AGDP: la necessità di consentire l’accesso al mercato del lavoro a donne e giovani, ma anche alle persone con disabilità; il pericolo che i tagli lineari riducano le funzioni pubbliche e, quindi, i diritti per alcune categorie di cittadini già in condizioni di emarginazione; il fatto che, se raffrontiamo ad esempio il bilancio dello stato italiano con quello della gran Bretagna, si vede che in Italia ci sono 4 punti in meno di spesa sociale.

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Riforma della PA: la visione delle imprese sul cambiamento

Nell’individuare le criticità presenti nel rapporto tra PA e imprese e nel tracciare proposte di miglioramento per favorire il recupero di competitività del sistema Paese, Grasso si sofferma sulla necessità di: individuare all’interno della PA le competenze necessarie per rispondere alle sfide crescenti e, in particolare, mettere i giovani e le donne nella condizione di dare il massimo per l’istituzione per cui lavorano e valorizzare il loro talento; favorire il confronto e il dialogo tra imprese e sistema pubblico, nella consapevolezza che ci sono peculiarità che la PA deve custodire gel

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Semplificazione della PA: la visione di Confindustria

Il volto della PA è migliorato negli ultimi dieci anni, sono state prese importanti misure organizzative e di semplificazione. Lo sottolinea Ravazzolo nel suo intervento, portando alcuni esempi: la disciplina della Conferenza dei servizi, la riduzione dei termini di conclusione dei procedimenti, il riconoscimento del risarcimento del danno da ritardo e così via. Tutti interventi importanti, perché il sistema politico amministrativo è un fattore di competitività per le imprese.

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Riforma della PA: la visione del sindacato UIL PA

Tracciare un modello organizzativo per la PA, definire i livelli di competenza sul territorio e semplificare i modelli decisionali. Queste, secondo Cefalo, le premesse per poter attuare davvero una riforma della PA, che non può prescindere da una riforma più ampia, da un progetto complessivo che è di tipo istituzionale. Inoltre non è pensabile modernizzare la PA in modo dirigista e unilaterale, è necessario un processo di partecipazione, non si può decidere tutto dal centro a livello normativo.

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Ridisegnare il settore pubblico: dall’AGDP alcune proposte operative

Non si può prescindere dalla PA se si vuole un recupero di competitività del sistema paese. Nella Pubblica Amministrazione italiana ci sono sacche di inefficienza, ma anche eccellenze professionali da valorizzare: occorre tagliare i veri “rami secchi” e non i “rami verdi” che in futuro potrebbero dare frutti importanti. Da queste premesse prende le mosse l’intervento di Giovanni Savini, che illustra alcune proposte operative contenute nel documento con cui l’AGDP traccia un percorso per “ridisegnare” il settore pubblico.

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Formazione, giovani e donne per rinnovare la PA

La relazione si sofferma su alcune proposte del documento AGDP che potrebbero dare il via a un reale processo di cambiamento all’interno della PA, mentre troppo spesso, sottolinea Carlo Poledrini, sono stati fatti più annunci che effettive riforme. I punti in evidenza sono: la promozione della formazione di eccellenza e il “rinnovamento” del personale della PA, favorendo l’accesso alla dirigenza di giovani e donne dotati di preparazione ed elevate capacità, ma troppo spesso non in condizione di dare pienamente il proprio apporto.

Ridisegnare il settore pubblico: il punto di vista dell’AGDP

In un contesto economico come quello attuale - che reclama da una parte politiche per la sostenibilità dei conti pubblici, dall’altra azioni che favoriscano la crescita e il recupero di competitività del Paese - è necessario riorganizzare l’assetto complessivo della PA attraverso riforme strutturali e organizzative. Insomma, un ridisegno strategico del settore pubblico, che non può essere attuato attraverso la logica di indiscriminati “tagli lineari” ma deve tenere conto delle esigenze di cittadini e imprese.

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