Cerca: Atti FORUM PA 2010, riforma brunetta

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Le fonti normative del rapporto tra legge e contrattazione nel pubblico impiego

Gianfranco D’Alessio analizza le fonti normative riguardanti gli ambiti del rapporto di lavoro del pubblico impiego regolati dalla legge e quelle che ridefiniscono il ruolo della contrattazione. La sua conclusione è che dopo il D.lgs. 150/09 rimanga un impianto complessivamente legato alla contrattazione, ma che i suoi confini siano più limitati sia in termini di principio che in concreto attraverso una serie di specifiche disposizioni.

Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigenti

Antonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.

La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiego

Paolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.

Intervento al convegno "Il miglioramento delle performance e la valorizzazione del merito: le iniziative degli enti locali per l'applicazione della riforma"

Fortunato Lambiase solleva riflessioni sul decreto legislativo 7 ottobre 2009, n. 150, in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni.

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Il dirigente pubblico dagli anni 90 alla nuova Riforma Brunetta

In questo intervento si fa una carrellata sulle riforme amministrative dagli anni 90 ad oggi, riforme caratterizzate per lo più dalla questione dello spoil system. Prima con la stagione del “patto scellerato al ribasso fra politica e dirigenza”, le nomine erano a vita e a volte per fare il direttore generale non occorreva neanche la laurea. Era l’età in cui fallì la prima legge sulla dirigenza, una legge che proclamava la distinzione politico amministrativa ma in maniera fittizia perché in realtà così non era, i ministri davano direttive generiche e i dirigenti non le rivendicavano.

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L'impatto della riforma della P.A. nella società italiana

In questo intervento viene analizzato il processo di riforma in corso da almeno un ventennio che ha comportato la produzione di norme e che ha avuto come vettori diversi elementi: regolamenti, programmi di policy, programmi di investimento, pratiche, modelli culturali che si sono venuti a creare. È opportuno che in questa riflessione si tenga conto che la riforma è in corso e che i suoi esiti sono interessanti ma critici, bisogna menzionare anche che il processo dell’amministrazione pubblica in Italia ha innescato un rapporto nuovo con i cittadini.

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Imparare dagli errori del passato per rilanciare il lavoro pubblico

Govanni Valotti, autore del libro Fannulloni si diventa, parte dai fattori di maggiore criticità del presente (scarsa produttività e problemi di distribuzione, qualità e intensità del lavoro pubblico) per analizzare le cause che li hanno generati e proporre una riqualificazione basata sulla selettività degli incentivi, sulla definizione dei compiti tra gestione e contrattazione e sull’utilizzo del contratto come strumento per attuare un'efficace politica del personale. 

L’indebolimento del ruolo della contrattazione per effetto del D.lgs.150/09

Michele Gentile sostiene che la riforma Brunetta ha reso del tutto residuale il ruolo della contrattazione ed evidenzia le contraddizioni di una riforma che presuppone i contratti collettivi nazionali senza che venga affrontata la stagione del rinnovo contrattuale. Più che di una ri-pubblicizzazione – dice Gentile – si tratta di una situazione nella quale sul rapporto di lavoro di natura “privatistica” vengono a cadere regole che impediscono la possibilità di definire in modo condiviso questioni che riguardano le condizioni del lavoro pubblico.

La rilevazione degli indicatori ed i primi risultati della sperimentazione

Maurilio Segalini, coordinatore del gruppo tecnico di lavoro in supporto alla Commissione ANCI dedicata all'implementazione e alla sperimentazione dei nuovi modelli di valutazione delle performance e alla definizione di un sistema di ranking, presenta i primi risultati dei Comuni che hanno aderito al progetto.
Le aree a sperimentazione sono servizi sociali, asili nido, ambiente e raccolta differenziata, viabilità e traffico e trasporti pubblici. Rappresentano le cinque aree di grande interesse sulla popolazione e di grande interesse nel piano programmatico di un'amministrazione.

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La riforma come questione culturale: cambiare per cambiare

Già molti hanno messo in evidenza che la parte più importante della sfida relativa alla riforma della P.A. si gioca sul piano culturale.
Per orientare l’attività della P.A., non solo alla correttezza amministrativa ma anche alla performance, alla trasparenza dei risultati, alla valutazione e alla premialità è necessario che si affermi un sistema di significati nuovi che devono tradursi in conoscenze e comportamenti professionali organizzativi e individuali di grande consapevolezza e responsabilità.

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