Cerca: Atti FORUM PA 2010, sviluppo sostenibile

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Progetto M.U.S.A. a Palermo: verso un nuovo modello di sviluppo regionale

Mario Parlavecchio spiega  come la Regione Sicilia insieme al Comune di Palermo abbia ideato e messo in piedi il progetto MUSA. “La genesi del progetto -  spiega – risiede nell'urgenza che la questione ambientale ha per la Regione Siciliana e per il suo sviluppo”. “La Regione Siciliana – rivendica con orgoglio  - ha ad una serie di azioni in corso e altre in programma volte a disegnare un nuovo modello di sviluppo regionale in cui l’ambiente sia al centro”.

Il co-finanziamento e i servizi del Ministero dell'ambiente per gli enti locali

Giovanna Rossi  presenta l’approccio e l’impegno del Ministero dell’Ambiente nelle strategie di co-finanziamento ai progetti delle autonomie locali. “Il punto centrale – spiega – è la conoscenza della realtà, da cui partire per disegnare iniziative e stabilire linee di azione congrue” . “Per questo – continua - i sistemi informativi, come quello messo in piedi da MUSA, sono utilissimi sia per gli enti locali sia il Ministero.”

"M.U.S.A. - Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale": intervento di apertura

Nicola Di Tullio introduce il convegno , annunciando che, a termine dalla sperimentazione, il  progetto MUSA – Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale è attualmente reso disponibile all’interso territorio nazionale.  Presentando il progetto, sottolinea come la de –materializzazione del bollino blu  non sia l’unica innovazione introdotta. “Il valore aggiunto di MUSA  - spiega – sta nel coniugare l’innovazione tecnologica con un forte impegno in materia di tutela ambientale.”

La sperimentazione del Progetto M.U.S.A. a Palermo. Il punto dell'energy manager

Antonio Mazzon spiega come il sistema MUSA si innesta nella gestione quotidiana della città di Palermo.  Ricordando come l’amministrazione comunale di Palermo non sia nuova alle innovazioni in materia di politica ambientale, propone un excursus delle sperimentazioni adottate dagli anni ’90 ad oggi. “Siamo pronti – afferma – a dimostrare la bontà del progetto MUSA alle altre città italiane.”

Modello di previsione e controllo per un sistema di trasporto urbano sostenibile fondato sulla banca dati M.U.S.A.

“In Italia ogni giorno muoiono 10 persone per smog”.  Sottolineando l’urgenza di politiche che assicurino la qualità dell’aria,Giorgio Beccali sostiene che c’è bisogno di ricorrere a modelli intelligenti che mettano in condizione di gestire in maniera intelligente il problema.  Da questa esigenza nasce il lavoro di modellizzazione, elaborato a partire da MUSA, che presenta  nel suo intervento.

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Intervento al convegno "M.U.S.A. - Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale"

"M.U.S.A. - Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale": verso il modello nazionale?

Filippo Bernocchi conferma la piena condivisione politica del progetto MUSA Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale da parte dell’Anci. “Le questioni ambientali – spiega -  sono molto sentite dai Comuni. Ma spesso per ristrettezze di bilancio hanno difficoltà ad investire in questo campo”.  Da qui nasce l’Accordo di collaborazione con la Regione Siciliana, per l’avvio della sperimentazione e i lavori successivi per portarlo nei territori italiani.

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L'affidabilità dei dati nel progetto "M.U.S.A. - Mobilità Urbana e Sostenibilità Ambientale"

Biagio Balistreri ricorda come il software a sostegno del progetto MUSA sia nato da una intuizione importante: assicurare l’affidabilità dei dati rilevati è la prima strada per valorizzare un patrimonio informativo. “Questo – spiega – è stato l’obiettivo dell’applicazione che abbiamo creato e su questa strada stiamo lavorando per migliorare ancora”.

La rilevanza di una migliore regolazione per i destinatari delle norme

Martina Mondelli sottololinea come la buona regolazione sia da considerarsi un fattore strategico di competitività. Tracciando lo sconfortante quadro delle vessazioni amministrative a cui le imprese italiane sono sottoposte, sintetizza le esigenze e le richieste più pressanti. Al primo posto la riduzione di burocrazia (9 imprenditori su 10), seguita da uniformità applicativa di norme regionali.  Conclude “l’ analisi dell’impatto della regolamentazione deve diventare una priorità politica. Ma è fondamentale assicurare il coinvolgimento dei destinatari delle norme.”

Conoscere i destinatari della regolazione. Il punto di Rete Impresa Italia

 “Quando parliamo di better regulation dobbiamo innanzitutto capire quali imprese abbiamo davanti.” Così parla Andrea Stabile per la neonata Rete Impresa Italia. Ricordando che l’impresa media italiana è composta da quattro addetti (dati Istat 2010), riporta la riflessione alle reali esigenze del nostro tessuto imprenditorale. Per farlo, usa l’esempio concreto di un acconciatore che, nonostante le recenti liberalizzazioni, è sottoposto ad una media di 23 adempimenti per il solo avvio di attività. Tra le richeste di Rete Impresa Italia, il divieto di introduzione di nuovi oneri.