Cerca: Atti FORUM PA 2009

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Il Direttore Generale: un valido strumento per gli Enti Locali che vogliono innovare

Nella fase preliminare del progetto di accreditamento dei Direttori Generali, Fondazione Alma Mater di Bologna ed ANDIGEL si sono interrogate sugli obiettivi e sulle caratteristiche che un ente locale deve avere nel momento in cui decide di implementare la figura del Direttore Generale.Leggi tutto

Il Direttore Generale: percorso formativo, professionale,attività, competenze, relazioni

Il progetto di accreditamento dei Direttori Generali nasce da una collaborazione tra Fondazione Alma Mater ed ANDIGEL ed ha come obiettivi la ricostruzione, attraverso una ricerca preliminare, del profilo professionale del Direttore Generale e delle caratteristiche chiave, in modo da poter poi definire interventi formativi per lo sviluppo di tale professionalità. La valutazione dei profili dei singoli direttori, inoltre, consente sia di descrivere la popolazione dei DG, sia di analizzare lo scostamento individuale rispetto al profilo di riferimento

Il Direttore Generale: funzioni e caratteristiche chiave per garantire il buon andamento dell'ente locale

Gli elementi che contraddistinguono la funzione del Direttore Generale degli enti locali sono il rapporto fiduciario con la parte politica e la distinzione tra indirizzo politico e gestione dell'ente. Qualsiasi intervento legislativo per il futuro deve considerare questi elementi come imprescindibili per poter garantire l'autonomia organizzativa degli enti locali e per permettere quel processo di innovazione del sistema che purtroppo in questi anni non si è compiuto appieno.Leggi tutto

Il progetto di accreditamento dei Direttori Generali: un elenco certificato di professionisti al servizio dell'innovazione

ANDIGEL, sin dalla sua nascita nel 2003, lavora per l'innovazione negli enti Locali: l'Associazione, infatti, non vuole essere un sindacato dei Direttori Generali, rappresentando e a promuovendo in sede istituzionale gli interessi di posizione della categoria; al contrario intende essere un gruppo professionale aperto, al servizio della PA locale. Il progetto di accreditamento nasce per dimostrare che l'innovazione, più che per via normativa, avviene grazie alle competenze acquisite nel tempo ed alle esperienze maturate sul campo.Leggi tutto

Il ricambio generazionale come strategia per una PA più efficiente

Il vero problema della PA italiana è la sciagurata politica del blocco del turn over. A sostenere con forza questa posizione è Pasquale Chieco, che fa l’esempio della Regione Puglia, in cui ci sono poco più di tremila dipendenti e la spesa per il personale si colloca nella media nazionale, ma l’età media del personale è di 53 anni (più di 2000 unità hanno tra 50 e 60 anni). Ecco, quindi, che il problema non è tanto e soltanto la modalità di reclutamento del personale: il problema a monte è riuscire a consentire nuovi accessi all’interno della PA.Leggi tutto

La rete come megafono dell’informazione ignorata

Un intervento a tutto tondo e, a tratti, provocatorio sulla realtà del giornalismo e, in particolare, del giornalismo d’inchiesta in Italia: accesso alla professione, ruolo del giornalista d’inchiesta “tradizionale” (quello che va alla fonte e “consuma le suole delle scarpe”), omogeneizzazione e appiattimento dei giornali che scrivono tutti la stessa cosa, scomparsa dell’informazione locale.Leggi tutto

Come si coinvolgono i cittadini nel miglioramento dei servizi pubblici: l'esperienza della valutazione civica

I cittadini “valutatori” è la proposta di Cittadinanzattiva. Forte di una sperimentazione in campo sanitario, riconosciuta e riprodotta nel consesso europeo, il Segretario generale spiega l’approccio e la metodologia dell’audit civico, riportando le iniziative attivate in collaborazione con amministrazioni e agenzie pubbliche. La vera sfida della riforma Brunetta - conclude - è nell’integrazione tra meritocrazia e audit civico.

E' possibile integrare diverse modalità di analisi della CS?

Francesca Renzi presenta il modello di misurazione della soddisfazione messo a punto dal gruppo di ricerca da lei coordinato presso l’Università Roma Tre. Il modello mette in relazione, da un lato, soddisfazione e multicanalità, dall’altro, processi di back office e qualità percepita. Attualmente in via di sperimentazione - spiega - il modello non è sostitutivo ma necessariamente complementare all’esperienza delle emoticons.

Cosa significa passare dalla Customer Satisfaction al Customer Satisfaction Management? Presentazione della strategia europea

Bisogna passare dal satisfaction measurement al satisfaction management. In altri termini, è necessario coinvolgere il cittadino in tutte le fasi del processo manageriale: dalla delineazione delle politiche alla rilevazione della soddisfazione. A che punto è l’Italia? Quali sono gli strumenti che l’Europa mette a disposizione delle amministrazioni per intraprendere sperimentazioni virtuose? Le indicazioni dell’EIPA – European Insitute for Public Administration, nell’intervento di Marga Prohel.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus dell'IPOST

Nel rilevare la positività dello strumento che permette al cittadino di esprimere un giudizio reale su un servizio concreto, Rino Tarelli riporta i risultati dell’esperienza Ipost sulla sperimentazione “Mettiamoci la faccia”. Ipost - spiega Tarelli - ha investito molto sulla multicanalità e le prime rilevazioni hanno premiato questa strategia, che verrà ulteriormente potenziata.