Cerca: Atti FORUM PA 2009, riforma brunetta

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Dal principio alla prassi, la riforma del lavoro pubblico nei suoi aspetti applicativi

Leonello Tronti contesta il fatto che con la legge delega e il decreto si sia voluto limitare lo spazio della contrattazione affermando che essi ribadiscono principi già contenuti nei dispositivi legislativi precedenti. La vera rivoluzione, afferma, è nell’applicazione del principio che la valutazione definisce chi premiare e la contrattazione definisce quanto premiare.Leggi tutto

Modalità e tempi di distribuzione delle risorse economiche. Una chiave per lo sviluppo di una dirigenza pubblica reale

Stefano Vaccari, Direttore Generale del Dipartimento delle Politiche di Sviluppo Economico Rurale del Ministero delle Politiche Agricole Forestali e Rurali, propone, tra i punti chiave della riforma, la relazione tra funzione pubblica e Ministero dell’Economia in tema di gestione delle risorse economiche.Leggi tutto

Formez: la formazione per una PA più moderna

La relazione inquadra il ruolo del Formez, ormai diventato strumento in house quindi braccio operativo del Dipartimento Funzione pubblica, nel contesto del piano industriale dell’attuale governo. Un ruolo – sottolinea Villani – che risponde all’esigenza di selezionare, creare, produrre, favorire una nuova classe dirigente, una nuova PA, secondo i principi ispiratori fortemente voluti dal ministro Brunetta ed espressi all’interno della legge 15 del 2009. Il Formez, quindi, vuole portare avanti una formazione non sterile, ma finalizzata alle esigenze di una PA moderna e innovativa.Leggi tutto

Come si coinvolgono i cittadini nel miglioramento dei servizi pubblici: l'esperienza della valutazione civica

I cittadini “valutatori” è la proposta di Cittadinanzattiva. Forte di una sperimentazione in campo sanitario, riconosciuta e riprodotta nel consesso europeo, il Segretario generale spiega l’approccio e la metodologia dell’audit civico, riportando le iniziative attivate in collaborazione con amministrazioni e agenzie pubbliche. La vera sfida della riforma Brunetta - conclude - è nell’integrazione tra meritocrazia e audit civico.

E' possibile integrare diverse modalità di analisi della CS?

Francesca Renzi presenta il modello di misurazione della soddisfazione messo a punto dal gruppo di ricerca da lei coordinato presso l’Università Roma Tre. Il modello mette in relazione, da un lato, soddisfazione e multicanalità, dall’altro, processi di back office e qualità percepita. Attualmente in via di sperimentazione - spiega - il modello non è sostitutivo ma necessariamente complementare all’esperienza delle emoticons.

Cosa significa passare dalla Customer Satisfaction al Customer Satisfaction Management? Presentazione della strategia europea

Bisogna passare dal satisfaction measurement al satisfaction management. In altri termini, è necessario coinvolgere il cittadino in tutte le fasi del processo manageriale: dalla delineazione delle politiche alla rilevazione della soddisfazione. A che punto è l’Italia? Quali sono gli strumenti che l’Europa mette a disposizione delle amministrazioni per intraprendere sperimentazioni virtuose? Le indicazioni dell’EIPA – European Insitute for Public Administration, nell’intervento di Marga Prohel.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus dell'IPOST

Nel rilevare la positività dello strumento che permette al cittadino di esprimere un giudizio reale su un servizio concreto, Rino Tarelli riporta i risultati dell’esperienza Ipost sulla sperimentazione “Mettiamoci la faccia”. Ipost - spiega Tarelli - ha investito molto sulla multicanalità e le prime rilevazioni hanno premiato questa strategia, che verrà ulteriormente potenziata.

Mettiamoci la faccia. Il customer focus dell'ACI

Ascanio Rozera riporta l’esperienza e gli impegni futuri dell’ACI – Automobile Club Italia, tra i primi ad attivare la sperimentazione delle emoticon, in materia di customer focus. Una riflessione si affaccia tra i numeri e le prospettive: come utilizzare lo strumento “Mettiamoci la faccia” per incentivare e premiare il merito?

Class action: attenzione all'effetto "moda"

Francesco Giorgianni introduce il punto di vista dell’Enel sulla class action, illustrando la procedura di conciliazione già attiva nell’azienda e dichiarandosi soddisfatto del rigore con cui le Autorità indipendenti lavorano in Italia. Augurandosi che la pubblica amministrazione italiana possa trasformarsi in una “amministrazione di risultati” chiede regole certe e una attenzione particolare del legislatore affinché la class action non si trasformi in “una moda al servizio del mercato degli avvocati”.

Quale class action?

Paolo Fraulino propone una riflessione sulla class action cosiddetta "normale", ovvero non riferita alla PA. In particolare si interroga sull’ultilità di un simile strumento e su quale possa essere la configurazione giuridica più opportuna. Si tratta di dare alle associazioni dei consumatori un nuovo diritto o piuttosto si tratta di una legittimazione processuale? La necessità assoluta è inquadrare la class action nelle regole processuali, per evitare di creare un pericoloso ibrido.Leggi tutto