Cerca: Atti FORUM PA 2009, federalismo fiscale

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Il patto di stabilità e l'assenza di autonomia finaziaria degli enti locali

L'assenza di autonomia finanziaria per gli enti locali significa assenza di autonomia politica e si traduce nell'impossibilità per gli amministratori di attuare appieno i loro programmi di mandato. Se, inoltre, come emerge dai dati, 3/4 degli investimenti pubblici provengono dalla PA locale, l'assenza di autonomia finanziaria influisce negativamente sulla crescita economica dell'intero Paese.Leggi tutto

Il federalismo fiscale e le spinte neocentralistiche

Giovanelli a nome di Legautonomie saluta come un fatto molto positivo che il Parlamento abbia affrontato la questione del federalismo fiscale ma ricorda la contraddizione fra la stagione riformatrice in corso e la pratica quotidiana fatta di disinvestimento sul ruolo delle Autonomie Locali.

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Il metodo collaborativo come chiave del processo di riforma istituzionale

Il ministro Fitto inquadra l’approvazione della legge sul federalismo fiscale all’interno di un complesso quadro di ridisegno istituzionale che prevede al suo interno anche la redazione del Codice delle Autonomie e la riforma della Costituzione. Particolare attenzione il Ministro la pone nel sottolineare l’importanza del metodo collaborativo tra maggioranza e opposizione e tra Governo e Amministrazioni Territoriali che ha caratterizzato l’approvazione della legge 42, di cui nel corso dell’intervento approfondisce premesse, aspetti e conseguenze.

La legge 42 nel contesto istituzionale ed amministrativo

Il Sottosegretario Brancher presenta la legge che istituisce il federalismo fiscale in relazione al complessivo quadro di riforma dell’assetto dei livelli di governo che prevede la ridefinizione delle funzioni amministrative e lo snellimento generale delle articolazioni dell’intero comparto pubblico, tanto negli Enti Locali quanto nello Stato. Illustrando l’articolazione della legge 42 Brancher testimonia poi il percorso condiviso con l’opposizione e le realtà territoriali e ne sottolinea obbiettivi e risultati attesi.

Le città italiane al centro della dinamica pubblica. Palermo.

In questa lunga intervista Diego Cammarata affronta i nodi cruciali dello sviluppo delle città metropolitane, dal tema delle risorse a quello della trasparenza, dalle infrastrutture all’integrazione, concentrandosi poi sulla situazione specifica del capoluogo siciliano dove – sostiene il Sindaco – bisogna evitare di ripetere l’errore del passato: l’eccessiva penetrazione del settore pubblico rispetto al settore privato.

Le città italiane al centro della dinamica pubblica. Palermo.

Nell’ambito dei “Colloqui a scena aperta” Stefano Rolando prosegue con il Sindaco di Palermo la riflessione sulle grandi città italiane inaugurata a Forum PA 2008 con Letizia Moratti. L’intervento di Cammarata affronta i nodi cruciali dello sviluppo delle città metropolitane, dal tema delle risorse a quello della trasparenza, dalle infrastrutture all’integrazione, concentrandosi poi sulla situazione specifica del capoluogo siciliano dove – sostiene il Sindaco – bisogna evitare di ripetere l’errore del passato: l’eccessiva penetrazione del settore pubblico rispetto al settore privato.

Il federalismo fiscale per il rafforzamento del legame tra potere, consenso e responsabilità

Carlo Vizzini sottolinea come l’approvazione della legge sul federalismo fiscale rappresenti una svolta per l’organizzazione della Repubblica. I passi successivi per il raggiungimento di un nuovo e solido assetto istituzionale devono essere - a suo avviso - l’attuazione della riforma Brunetta sulla Pubblica Amministrazione, il varo della Carta delle Autonomie, la trasformazione del Senato in una Camera delle Regioni, la revisione dei regolamenti parlamentari e una nuova riforma tributaria che superi il ruolo della compartecipazione come strumento principale dell’autonomia finanziaria.

Necessità, obbiettivi e strumenti del federalismo fiscale

Garavaglia inquadra la legge sul federalismo fiscale all’interno dei meccanismi di bilancio della Repubblica affermando che essa rappresenta l’unica soluzione perché l’Italia recuperi nel rapporto deficit/PIL. I tre obbiettivi della riforma sono la maggiore responsabilizzazione degli amministratori locali, la riduzione e qualificazione della spesa pubblica e la riduzione drastica dell’evasione fiscale; gli strumenti principali sono l’inserimento dell’istituto del fallimento dell’amministratore che sfora e il passaggio dalla spesa storica ai costi standard.

La dimensione attuativa del federalismo fiscale

Dopo l’approvazione della legge sul federalismo fiscale Vitali sottolinea la necessità di procedere verso altre due tappe fondamentali che possono portare ad una definitiva stabilizzazione dell’assetto istituzionale: la Carta delle Autonomie Locali e la modifica dell’assetto bicamerale.Leggi tutto

Dai principi alle azioni per entrare nel merito del federalismo fiscale

Vasco Errani ricorda che una volta trovata l’intesa sui principi bisogna entrare nel merito ed affrontare la realizzazione effettiva del federalismo fiscale.Leggi tutto