Cerca: Atti FORUM PA 2008, politiche di sviluppo

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Innovazione e competitività: il punto di vista dell’imprenditore

La relazione fa una panoramica sui fattori che bloccano innovazione, sviluppo e competitività nel nostro Paese, guardandoli dal punto di vista dell’imprenditore e volgendo lo sguardo soprattutto allo scenario internazionale. Il sistema delle imprese ha bisogno di regole certe e di un contesto competitivo. La burocrazia, il costo del lavoro e il sistema legislativo sono individuati, ad esempio, come i principali motivi della scarsa attrazione esercitata dall’Italia sui manager delle grandi multinazionali.Leggi tutto

La cooperazione europea dei nostri territori in rete

Carlo Flamment presenta l’iniziativa del Formez per la costituzione di una rete di territori per la cooperazione europea in attuazione di due interventi del Dipartimento della Funzione Pubblica: i Progetti “Territori innovativi”e “Territori in Rete per l’Europa”. Scopo della proposta – a cui alla data del convegno avevano aderito già più di 200 territori – è quello di evidenziare le esperienze di successo nel settore della programmazione e della cooperazione internazionale per favorire uno scambio di esperienze e di know how.

Spesa pubblica e cultura: ruolo dello Stato e funzioni del settore privato

Alessandro Leon presenta la sua tesi secondo la quale il finanziamento del settore culturale non è risolvibile con le contribuzioni private. Il problema non è solo finanziario, ma esiste un serio problema culturale in sede di dialogo interistituzionale. C’è una incapacità sostanziale da parte della PA a vedere nelle politiche culturali anche politiche di sviluppo economico e sociale. Di conseguenza rileva una impellente necessità di innescare una filiera della cultura capace di produrre anche benefici esterni.Leggi tutto

La Conferenza: uno strumento integrato per affrontare le specificità del territorio Lazio

Daniele Fichera presenta la Prima Conferenza Regionale sulla Sicurezza della Regione Lazio con cui si intende aprire una sede periodica di confronto tra amministratori locali, istituzioni ed esperti per analizzare le informazioni provenienti dal territorio e discutere proposte amministrative e progetti operativi rifuggendo dalla sterile dialettica tra allarmisti e tranquillizzatori.Leggi tutto

Investimenti e sviluppo un anno dopo la nascita dell’Agenzia e la fine di Sviluppo Italia

Domenico Arcuri presenta alcune indicazioni di consuntivo intorno al primo anno di gestione dell’Agenzia che fu Sviluppo Italia contestualizzando come l’azione rinnovata dell’Agenzia sia coerente anche con il programma Industria 2015. Attraverso un radicale sfoltimento delle società controllate e degli incarichi inutili e una razionalizzare del portafoglio di strumenti legislativi a disposizione l’Agenzia si è data pochi obbiettivi misurabili per sostenere lo sviluppo e smuovere l’Italia dalla posizione di fondo nel ranking della Nazioni capaci di attrarre investimenti internazionali.

Industria 2015: modello di sviluppo industriale

Simonetta Moleti presenta il modello di sviluppo industriale alla base del piano Industria 2015, definendone il contesto internazionale e nazionale di riferimento. Due le caratteristiche principali: sostegno generalizzato all’apparato produttivo attraverso il meccanismo del credito d’imposta e intervento fortemente selettivo su progetti di innovazione industriale. Gli scopi: definizione chiara degli obiettivi e allocazione certa di risorse su aree definite di sufficiente massa critica.Leggi tutto

Ruolo della PA nell'innovazione industriale

Giancarlo Michellone articola una riflessione sul ruolo dell’amministrazione pubblica in tema di innovazione industriale, con riferimento al piano Industria 2015 e all’area strategica Infomobilità da lui coordinata. Due i principali punti sviluppati: la PA quale leva per la domanda pubblica e il tema della valutazione nelle azioni connesse del Piano 2015.

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Osservazioni su Industria 2015

Fulvio D’Alvia propone il punto di vista delle imprese su Industria 2015. Identifica i tre punti qualificanti del Piano, partendo dalla sua funzione di scossa alla politica industriale italiana, attraverso la razionalizzazione degli strumenti di incentivazione e attraverso la messa al centro del manifatturiero in un’ottica di filiera. Al secondo punto la scelta di lavorare attraverso coordinamento di project manager, che facilita notevolmente i rapporti tra imprese e PA e al terzo la forte attenzione al territorio.Leggi tutto

Dall’era del “fondo perduto” alla partnership per lo sviluppo

Andrea Vecchia racconta come è nato il metodo di Industria 2015 sottolineando la differenza tra la pianificazione strategica che esso prevede e i tradizionali strumenti di politica industriale italiani. Facendo numerose comparazioni con le esperienze più mature dei Paesi che hanno pianificato la politica industriale prima dell’Italia il DG di IPI illustra le scelte di fondo che sono alla base del Programma delineandone gli aspetti qualificanti, le prospettive che offre e i rischi che corre.

Industria 2015: scelte strategiche e azioni concrete per la competitività del sistema Paese

Andrea Bianchi apre il suo intervento a conclusione del convegno sottolineando come in esso sia emerso un linguaggio comune che per la prima volta ha accomunato gli operatori del settore privato con quelli del settore pubblico e come con Industria 2015 la Pubblica Amministrazione in qualche modo cambi pelle e percepisca il proprio ruolo di agente di sviluppo. Dopodiché Bianchi illustra analiticamente le varie fasi che hanno contraddistinto Industria 2015, i suoi punti di forza, le criticità emerse e le azioni concrete di sviluppo che ne derivano.