Cerca: Atti FORUM PA 2008, infrastrutture

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Il ruolo delle imprese private nella realizzazione delle infrastrutture urbane

Nel governo della città il settore pubblico ha il dovere politico di creare la strategia, quindi di definire le scelte fondamentali; dopodichè, quando si decide di rivolgersi al privato, è molto importante affidargli l'intero processo di gestione e non singoli pezzi. In questo modo, il privato si assume anche i compiti di pianificazione, programmazione e controllo, con le relative responsabilità.Leggi tutto

Progetti per il futuro di Porto Vecchio a Trieste

Un accordo di programma stabilito dall’autorità portuale, d’intesa con l’amministrazione comunale, ha approvato il nuovo piano del Porto Vecchio di Trieste, identificando alcune funzioni caratterizzanti, ammesse nell’ambito portuale, che vanno dalla nautica di porto al direzionale in senso proprio, dall’espositivo al ricreativo, dall’artigianale di servizio alla cantieristica e ai traghetti. Il progetto è stato successivamente commissionato a uno studio di architettura, di cui si spiegano in dettaglio gli interventi di riqualificazione urbana che ha previsto.Leggi tutto

Infrastrutture e cittadini: un rapporto da reinventare

Esiste un disagio diffuso in tutto il mondo, nel rapporto fra i cittadini e la realizzazione di nuove infrastrutture. Questa tensione sottesa, e, tuttavia, continuamente percepibile, trova in Italia un territorio particolarmente fertile, che rischia di paralizzarne lo sviluppo infrastrutturale e socio economico. Lo scenario è complesso e non si può prescindere dai molteplici aspetti che lo caratterizzano.Leggi tutto

La governance dei processi decisionali sulle infrastrutture: costruire la fiducia e favorire la partecipazione

L’elemento imprescindibile nei processi di infrastrutturazione del territorio è la fiducia da parte delle comunità interessate. Tale fattore non si crea con le leggi, né con l’intervento di particolari tecniche di coinvolgimento della popolazione. Vi è, infatti, un gap decennale che il nostro Paese registra in questo ambito soprattutto per problemi di governance dei processi decisionali e di architettura istituzionale, che vede i diversi soggetti, enti regolatori e soggetti regolati, rapportarsi tra loro in maniera non sempre trasparente.Leggi tutto

Come recuperare il senso della programmazione delle infrastrutture ed il loro valore simbolico

Per Costanza Pera scontiamo oggi un vizio del passato nelle modalità di programmazione delle infrastrutture, in cui mancavano, oppure erano del tutto equivoche, la trasparenza e la comunicazione, le procedure di verifica dei progetti e la valutazione di impatto ambientale: le scelte non erano quindi giustificate e giustificabili. La programmazione delle trasformazioni territoriali si può e si deve recuperare, per recuperare il senso stesso dell’infrastruttura ed il suo valore simbolico.Leggi tutto

Il ritardo nelle infrastrutture: un problema di fiducia e partecipazione dei cittadini

Per Marco Baldi il grave ritardo nel processo di trasformazione del territorio ha la sua causa non tanto nella scarsità di risorse finanziarie, come si riteneva in passato, quanto nella perdita di fiducia, sedimentata nel Paese, nei confronti di coloro che le infrastrutture devono progettarle e realizzarle. Vi è quindi una scarsa “tensione collettiva” che dimostra come il Paese non sia sensibile a questo tema.Leggi tutto

Un processo decisionale efficace e democratico per le realizzazioni infrastrutturali

Per coniugare la necessità di colmare il gap infrastrutturale italiano con la giusta richiesta di partecipazione al processo decisionale di tutti i livelli istituzionali e dei cittadini dei territori interessati Astrid ha elaborato da tempo la proposta di una semplice procedura innovativa. Bassanini ne illustra i due aspetti, che ruotano sulla fase di decisione strategica e su quella di localizzazione, e la aggiorna esprimendo la necessità di una legge sul dibattito pubblico.

Un processo virtuoso per la realizzazione delle infrastrutture

Partendo dall’analisi della questione della Val di Susa Mauro Moretti nel suo intervento spiega come il problema delle infrastrutture non sia tecnico ma politico. La sua possibile risoluzione viene – per l’AD di Ferrovie –dalla realizzazione di una pianificazione territoriale d’area vasta all’interno della quale inserire la localizzazione delle singole infrastrutture. In quest’ottica Moretti sprona anche la stampa affinché dia qualche informazione di servizio positiva su ciò che si è realizzato invece di inseguire sterilmente le polemiche su ciò che non si riesce a fare.

Le condizioni di sviluppo di una moderna rete infrastrutturale

Giovanni Castellucci individua la questione delle resistenze sul territorio come prima causa dei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture in Italia. A suo avviso la Pubblica Amministrazione deve evitare quelle procedure che danno un eccesso di potere a chi tutela gli interessi forti locali a scapito di quelli della collettività. In attesa dell’approvazione della Convenzione proposta da Autostrade al Governo il gruppo sta elaborando un piano per costruire la quarta corsia su un terzo della rete autostradale italiana entro il 2018.

Opere pubbliche tra Nimby e Pimby

L'esperienza francese mostra che è possibile (e vantaggioso) fare il contrario di quello che si è fatto finora in Italia: aprire un dibattito pubblico precoce sui progetti delle opere pubbliche.