Cerca: Atti FORUM PA 2008, sanità

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Dal 1978 ad oggi. Come cambia il Sistema Sanitario Nazionale.

A 30 anni dalla sua nascita, il Sistema Sanitario Nazionale può essere considerato una delle esperienze più importanti e complesse di welfare nel nostro Paese. Data la sua strutturazione complessa, il SSN è ancora oggi in completa evoluzione e in via di definizione; basti pensare al nuovo assetto istituzionale che ha dato vita al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali. Leggi tutto

Un modello di sanità in cui la qualità può abbattere i costi e produrre ricchezza

Il sistema sanitario lombardo è nato sulla convinzione che attraverso la qualità si possano abbattere i costi impropri e produrre anche un innalzamento del livello socioeconomico territoriale. Dopo aver proceduto nell’accreditamento dei providers e lavorato per un mantenimento della qualità dei servizi il Piano attuale si occupa dello sviluppo del sistema. L’Assessore Bresciani illustra i quattro vettori dello sviluppo attuale: 1. partecipazione attiva; 2. riorganizzazione del sistema di emergenza e urgenza; 3. spostamento di diagnostica e cura di primo e secondo livello sul territorio; 4.Leggi tutto

Lo sviluppo della sanità in un’ottica di sistema

Pur nel nuovo contesto nazionale, rideterminato dalla riforma del “Titolo V della Costituzione”, l’intervento pone l’accento sulla necessità di una “ governance nazionale” per favorire l’innovazione nel SSN; inoltre, approfondisce l’uso delle tecnologie applicate alla salute e alla sanità e tratteggia il rapporto che intercorre tra l’Istituto Superiore di Sanità e l’industria nazionale del settore dei dispositivi medici.Leggi tutto

Il principio della governance in sanità

Franco Fontana rimarca l’importanza dell’innovazione organizzativa nella gestione del sistema sanitario. Anche l’introduzione delle tecnologie – dice – si trasforma in un costo solamente quando si pensa erroneamente che prima c’è la formulazione e poi l’implementazione. Le due cose vanno invece fatte insieme. Nel corso del suo intervento Fontana approfondisce poi le questioni della clinical governance, del rischio clinico e della necessaria innovazione istituzionale in sanità.

Il ruolo della comunicazione nelle situazioni di crisi: il caso meningite

Nel caso dell’azienda sanitaria ULSS7 Veneto la Legge 150, intesa come riferimento istituzionale, è servita da faro guida per costruire una struttura organizzativa complessa, utile nel momento in cui la provincia di Treviso è stata coinvolta da un’emergenza di meningite nel periodo tra metà dicembre 2007 e i primi di gennaio 2008. Obiettivo dell’intervento, infatti, è proprio quello di presentare un’esperienza di comunicazione a mezzo stampa e online in occasione del suddetto evento critico in ambito socio-sanitario.

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Cure primarie: l’esperienza della Regione Emilia Romagna

I molteplici cambiamenti demografici e le continue trasformazioni dei processi assistenziali mettono in luce un’importante questione: chi gestisce e governa l’intero sistema delle cure primarie? Durante la conferenza nazionale sulle cure primarie di Bologna, anche sulla base del rapporto 2006 dell’OMS, emerse la reale necessità di trovare degli attori che potessero da un lato, guidare il sistema assistenziale, e dall’altro erogare i servizi. La giusta chiave di lettura è, quindi, una corretta integrazione istituzionale ai vari livelli di governo e una maggiore integrazione professionale.

Semplificazione e qualità della Pubblica Amministrazione: fatti, distanze e proposte

Tramite l’esposizione di due casi, Giulia Mannella segnala le difficoltà che i cittadini incontrano nel momento in cui si approcciano alle strutture pubbliche. Il primo caso fa riferimento all’invalidità civile, mentre il secondo rimanda al discorso delle dimissioni e della presa in carico della persona dimessa da parte dei servizi sanitari territoriali.

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Le azioni e i paradigmi necessari per la costruzione dell’integrazione

Per FIASO l’integrazione deve essere il senso stesso dell’innovazione nelle aziende sanitarie per quanto riguarda la parte territoriale; fare integrazione – spiega Francesco Ripa di Meana – significa ripartire dal fatto che chi governa, chi gestisce e chi paga devono agire in un unico sistema e che l’ elemento di governo deve essere unico. A questo scopo è stato creato un Laboratorio che parte dalla definizione di che cosa è il servizio per poi misurarlo e misurarne l’impatto in termini di qualità e di quantità valutando anche i modi in cui fino ad esso si è proceduto all’integrazione.

Il punto di vista degli infermieri sul processo di integrazione socio-sanitaria.

Sono tre i concetti chiave su cui verte l’intervento di Marcello Bozzi: i bisogni di salute dei cittadini, l’assistenza primaria e la programmazione. Leggi tutto

Catalizzare l’integrazione

Stefano Inglese ha organizzato questo convegno come prosecuzione del lavoro iniziato con la Conferenza sulle Cure Primarie tenutasi a Bologna nel febbraio 2008. La discussione e l’operatività si svolgono su due assi: quello che riguarda l’integrazione istituzionale ai diversi livelli e quello che presta attenzione alla dimensione dell’integrazione professionale e disciplinare. Scopo dell’evento è quello di partire dalla dichiarazione dei dieci principi di Bologna per rilanciare, riaprire e mantenere viva la discussione sui sistemi di assistenza primaria.