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La formazione moderna di dirigenti pubblici capaci

Partendo dalla convinta affermazione che qualità e produttività del capitale umano siano centrali per migliorare il funzionamento della Pubblica Amministrazione Valeria Termini illustra i due indirizzi su cui si è concentrata l’azione della Scuola nel 2007: introduzione di trasparenza e mercato nelle procedure e inserimento nel network internazionale per garantire l’eccellenza della formazione.

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Reclutamento e formazione della classe dirigente

In merito al reclutamento attraverso la scuola superiore della PA, si analizzano due punti di vista: quello delle amministrazioni, dove prevale una sensazione positiva da parte dei direttori generali del personale, e l’opposto punto di vista degli allievi. Il secondo nodo è la distribuzione del personale in livelli di responsabilità, e il conseguente blocco della mobilità interna all’amministrazione e tra amministrazioni.

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Università e proprietà industriale: trasferimento tecnologico e formazione.

Esiste un problema generale nell’economia della conoscenza che riguarda la protezione delle informazioni. L’esperienza di questi anni ci dice che l’informazione è un bene complicato e non bastano gli strumenti giuridici per un’adeguata protezione, servono strumenti tecnologici, DRM e misure organizzative dentro le imprese, nella PA, nelle università ecc. Stiamo andando verso la percezione dell’importanza della dimensione istituzionale della proprietà intellettuale.Leggi tutto

Il ruolo delle scuole di formazione pubblica in termini di sviluppo manageriale

La voce critica dell’Asfor sottolinea gli aspetti caratterizzanti delle scuole di formazione, cercando di rilevare quanto facciano in termini di sviluppo manageriale nella PA. Tra gli aspetti negativi, l’irrisolta questione della riorganizzazione, prevista dalla finanziaria 2007, che ha determinato uno stato di incertezza anche all’interno di tutto il sistema delle scuole di formazione pubblica.

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Formare un dipendente pubblico responsabile: merito, qualità, competenze e innovazione

La SSPA ha superato un difficile momento puntando sulla trasparenza e l’internazionalizzazione. La sua Direttrice in occasione della presentazione dell’11° Rapporto sulla Formazione nella PA analizza lo stato dell’arte della formazione in Italia e sottolinea tre direzioni principali sulle quali lavorare: innovazione nelle modalità formative, rilevazione del fabbisogno di formazione e valutazione dei percorsi intrapresi.

La formazione come aspetto strategico per l’innovazione della PA

La riflessione parte dall’aspetto contrattuale con riferimento diretto alla formazione. La presenza di norme, in numero talvolta eccessivo, è un dato di fatto: la difficoltà sta nel riuscirle ad applicarle, a questo si aggiunge il problema l’interpretazione, che può determinare delle difformità. Il problema che si ha rispetto alla formazione è quello di svincolarla da meccanismi di progressione interna.

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La formazione necessaria per l’Amministrazione digitale

Nel corso della Presentazione dell’11° Rapporto sulla Formazione nella PA Floretta Rolleri sottolinea come gli aspetti formativi siano fondamentali per l’attuazione del Codice dell’Amministrazione Digitale, il rischio è infatti l’inefficienza non tanto a causa dei fannulloni quanto degli incapaci.

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Agenzia delle entrate: un sistema di rilevazione dell'efficacia

Rispetto ai tanti aspetti importanti legati alla gestione della formazione, come si colloca oggi l’Agenzia delle Entrate? Un punto cruciale sul quale si lavora da tempo, è la formazione, più legata alle progressioni che all’investimento per le persone e per l’organizzazione, tant’è che nei piani formativi, si distingue la formazione performativa da quella certificativa.

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Presentazione dell'11° Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione

I dati della formazione 2007; le banche dati costituite per l'Osservatorio sui bisogni formativi della PA; la raccolta on line dei dati della formazione; sistemi automatizzati per la gestione della formazione GES.FOR

Ricerca ed innovazione: la necessità di programmare il futuro

Per Mario Alì, quando si parla di innovazione nel sistema Paese, l’attenzione deve essere posta sulla crescita qualitativa dell’individuo attraverso la ricerca e la formazione. In passato le maggiori speranze nella globalizzazione erano riposte non tanto sul mercato unico e sullo scambio delle merci, quanto sullo scambio delle conoscenze e delle intelligenze. In Italia ciò non è avvenuto e ci troviamo per questo con una cronica incapacità di programmare il futuro.Leggi tutto