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Politiche per le fonti rinnovabili: il ruolo dei Comuni

I Comuni italiani stanno dimostrando interesse per l’utilizzo delle fonti rinnovabili. Ecco alcuni numeri: sono 188 i Comuni dove riscaldamento, acqua calda ed elettricità vengono prodotte interamente da fonti pulite; 172 sono quelli autosufficienti per la produzione di energia elettrica, mentre 16 riescono a soddisfare interamente il fabbisogno termico grazie al teleriscaldamento e a rinnovabili.Leggi tutto

Promozione delle rinnovabili nel settore elettrico: il ruolo delle Regioni

Quale percorso seguire per raggiungere l’obiettivo del 20-20-20 e quali, in particolare, le strategie per ripartire tra le singole Regioni l’obiettivo nazionale di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (“burden sharing”)? Nella relazione vengono presentati e analizzati i dati relativi alle politiche regionali di promozione delle rinnovabili nel settore elettrico dalla fine degli anni 90 ad oggi, con l’obiettivo di valutarne efficacia ed efficienza, mettendole anche a confronto con le previsioni e gli obiettivi nazionali per lo stesso periodo di riferimento.Leggi tutto

Il ritardo nelle infrastrutture: un problema di fiducia e partecipazione dei cittadini

Per Marco Baldi il grave ritardo nel processo di trasformazione del territorio ha la sua causa non tanto nella scarsità di risorse finanziarie, come si riteneva in passato, quanto nella perdita di fiducia, sedimentata nel Paese, nei confronti di coloro che le infrastrutture devono progettarle e realizzarle. Vi è quindi una scarsa “tensione collettiva” che dimostra come il Paese non sia sensibile a questo tema.Leggi tutto

Come recuperare la fiducia delle comunità locali attraverso la qualità di progettazione delle infrastrutture

Mario Virano parla della costruzione della Torino Lione e dei contrasti sorti con le comunità locali in Val di Susa, come di un fenomeno non occasionale, né legato ad uno specifico territorio o gruppo sociale. Tale vicenda può considerarsi a tutti gli effetti un pezzo della modernità, poiché raccoglie in sé problemi locali e globali. La nostra inadeguatezza rispetto a tali fenomeni deriva da una ritardo culturale, normativo e amministrativo nel gestire dinamiche “glocal”.Leggi tutto

Un processo virtuoso per la realizzazione delle infrastrutture

Partendo dall’analisi della questione della Val di Susa Mauro Moretti nel suo intervento spiega come il problema delle infrastrutture non sia tecnico ma politico. La sua possibile risoluzione viene – per l’AD di Ferrovie –dalla realizzazione di una pianificazione territoriale d’area vasta all’interno della quale inserire la localizzazione delle singole infrastrutture. In quest’ottica Moretti sprona anche la stampa affinché dia qualche informazione di servizio positiva su ciò che si è realizzato invece di inseguire sterilmente le polemiche su ciò che non si riesce a fare.

Le condizioni di sviluppo di una moderna rete infrastrutturale

Giovanni Castellucci individua la questione delle resistenze sul territorio come prima causa dei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture in Italia. A suo avviso la Pubblica Amministrazione deve evitare quelle procedure che danno un eccesso di potere a chi tutela gli interessi forti locali a scapito di quelli della collettività. In attesa dell’approvazione della Convenzione proposta da Autostrade al Governo il gruppo sta elaborando un piano per costruire la quarta corsia su un terzo della rete autostradale italiana entro il 2018.

Contrastare l’incapacità di assumere decisioni impopolari costruendo un processo partecipativo

La neonata associazione Pimby tra i suoi obiettivi primari propone fondamentalmente un cambiamento culturale. Una delle prime riflessioni è incentrata sulle infrastrutture e sull’importanza del coinvolgimento di tutti nei processi decisionali. Pimby si vuole contrapporre alla Sindrome Nimby, e di questo fenomeno socio-culturale si analizzano cause ed effetti. L’associazione interviene su due livelli: la rivisitazione delle procedure a livello nazionale (Manifesto Pimby) e la promozione delle buone pratiche a livello locale, per cui è stato istituito il Premio Annuale Pimby.Leggi tutto

Sicurezza urbana dedicata alle imprese

L’insicurezza è un costo per le imprese, che però si può rimuovere. La Camera di commercio di Roma sta portando avanti ormai da 10 anni una serie di iniziative per migliorare la vivibilità dell'ambiente socio-economico romano e promuovere tra gli imprenditori una cultura d'uso dei servizi della sicurezza, in modo tale da garantire un incontro efficace tra domanda di sicurezza e offerta di servizi da parte dello Stato.Leggi tutto

Politiche per la sicurezza: l'importanza della concertazione istituzionale

L'importanza di politiche per la sicurezza concordate e concertate tra i diversi livelli istituzionali è il tema trattato nel suo intervento da Luisa Laurelli, Presidente della Commissione Consiliare Speciale Sicurezza ed Integrazione sociale, Lotta alla Criminalità del Consiglio Regionale del Lazio. In mancanza di questa concertazione possono nascere fenomeni di allarmismo, dovuti alle diverse valutazioni da parte delle istituzioni, mentre politiche divergenti tra loro possono generare effetti negativi dal punto di vista della coesione sociale.

Logiche e strumenti per lo sviluppo della Rete di Reti

L’esigenza di fare sistema e di avviare una fase di concertazione è stato l’elemento cardine che ha fatto nascere il progetto Rete di Reti. Il passaggio successivo è stato quello di costituire, tra il dipartimento della funzione pubblica e alcune reti, delle regole generali, individuare gli stakeholders, chiedersi chi possa svilupparlo. Il processo dovrebbe partire attraverso un percorso fatto di ascolto.Leggi tutto