Cerca: Atti FORUM PA 2008

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La PA vista da chi la dirige

Nel nostro Paese esiste un problema, molto sentito, di selezione della classe dirigente. Sia nello spoil system che nel reclutamento esterno a contratto, si è assistito a situazioni di non-buona amministrazione. Dai risultati del rapporto annuale di Promo PA sembra che nella dirigenza pubblica ci sia una sorta di maggioranza silenziosa che ha dei valori che non riesce ad esprimere: quali sono le ragioni? C’è una carenza di capacità della struttura tecnica del Paese, della burocrazia, di imporsi di fronte alla politica.

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L’identità federata in SPCoop

Francesco Tortorelli, illustrando il modello di gestione delle identità digitali nel sistema pubblico di connettività e cooperazione, parla della sua contestualizzazione nel quadro normativo, e dei servizi realizzati a livello nazionale che, in linea con le regole vigenti, consentiranno di dare pieno valore legale ai modelli proposti.

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La programmazione strategica nella PA: dall’introduzione alla non implementazione

Franco Archibugi ripercorre le tappe della programmazione strategica nella PA, a partire dagli anni 90, passando attraverso la Direttiva del 2002. La valutazione di Archibugi è che la programmazione strategica non è stata sostanzialmente integrata nelle singole amministrazioni, in una più generale confusione tra programmazione strategica e programma politico. E’ mancata l’applicazione dell’elemento chiave della programmazione strategica, ovvero la valutazione con i suoi vincoli e i suoi dati.

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La relazione porto-città come elemento strategico

Parlando di PA e del suo buon funzionamento, non c’è dubbio che per quel che riguarda molte città italiane che vivono a diretto contatto con l’acqua e che hanno un porto, una buona relazione tra porto e città sia una condizione necessaria e non sufficiente perché la città possa svilupparsi in modo corretto e il porto possa a sua volta crescere in modo competitivo.Leggi tutto

Promozione delle rinnovabili nel settore elettrico: il ruolo delle Regioni

Quale percorso seguire per raggiungere l’obiettivo del 20-20-20 e quali, in particolare, le strategie per ripartire tra le singole Regioni l’obiettivo nazionale di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (“burden sharing”)? Nella relazione vengono presentati e analizzati i dati relativi alle politiche regionali di promozione delle rinnovabili nel settore elettrico dalla fine degli anni 90 ad oggi, con l’obiettivo di valutarne efficacia ed efficienza, mettendole anche a confronto con le previsioni e gli obiettivi nazionali per lo stesso periodo di riferimento.Leggi tutto

Le ICT al servizio dell'integrazione

Le tecnologie includono e avvicinano, tanto più quando si assiste ad un’accelerazione della progettazione e dello sviluppo tecnologico. Oggi l’innovazione richiede degli interventi attuali che mettano in sinergia e a sistema i vari attori e le varie iniziative esistenti.

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Conservazione digitale: le linee guida Assinform

La relazione verte sulle caratteristiche dei supporti di registrazione digitale in funzione della conservazione delle registrazioni nel lungo periodo. Il documento, approntato da Assinform, definisce alcune linee guida utili alla scelta delle tecnologie dei supporti di memorizzazione digitale da adottare per la conservazione delle informazioni digitali, nonché l'indicazione di una serie di procedure minime da seguire per garantire la protezione dei dati nel lungo periodo.

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La macchina è partita e non si torna indietro

I processi di un’Amministrazione Digitale prevedono l’impiego delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione con gli obiettivi di: recuperare in efficienza, costare di meno e migliorare la qualità dei servizi. Le norme vigenti sono ragionevolmente complete e le soluzioni tecnologiche, come la firma digitale e la posta elettronica, sono un valido mezzo per riprogettare l’organizzazione, fermo restando che i singoli processi settoriali, all’interno di ogni amministrazione, vanno però rivisti in un’ottica unitaria.

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Le cause storiche della scarsa efficacia dei fondi strutturali nel Mezzogiorno

L’esperienza dei fondi strutturali nel Mezzogiorno, sebbene abbia contribuito a creare parte della nuova classe dirigente, è stata sostanzialmente insoddisfacente. Massimo Locicero analizza le cause della scarsa efficacia dei cicli di programmazione europea: il dualismo storico tra Nord e Sud del Paese, la mancanza di una politica industriale ed economica preesistente ai finanziamenti, la scarsa partecipazione di banche, imprese e tecnostrutture alle politiche di investimenti.Leggi tutto

Entrare nel metodo della programmazione strategica

Portando alla discussione sulla riforma della PA il contributo del sindacato, Pietro Merlini Brandini pone l’attenzione su 2 questioni: l’influenza politica sulla gestione del personale e la difficoltà per il sindacato di identificare l’interlocutore all’interno della PA. Sebbene la Riforma Bassanini appaia sostanzialmente razionale e capace di individuare i problemi non si arriva alla definizione del come fare le cose.

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