Cerca: Atti FORUM PA 2008

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Il ruolo delle Regioni nella produzione di energia da fonti rinnovabili

L’Italia ha preso l’impegno di raggiungere l’obbiettivo del 25% di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2012. Per raggiungere lo scopo una via percorribile può essere rappresentata dalla ripartizione regionale degli obbiettivi ma Gianni Giaccaglia individua questo solo come un punto di partenza: il problema dello sviluppo delle fonti rinnovabili non sembra infatti essere legato tanto ad una questione di incentivi quanto piuttosto alla difficoltà di ubicare gli impianti sul territorio.Leggi tutto

L’identità digitale in ICAR e in People: criticità ed opportunità

Massimiliano Pianciamore parla dell’architettura, delle opportunità e delle prospettive del modello ICAR per la gestione dell’Identità Digitale Federata.

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Programmazione strategica: elementi mancanti

Per Manin Carabba il quadro complessivo in tema di programmazione strategica nella PA è decisamente pessimistico, nonostante eccellenze e uomini di buona volontà che rimangono a margine di un sistema che si riempie di teoria ma fatica a strutturarsi secondo un metodo di governo misurabile. Il punto principale è dunque una elevata schizofrenia tra disegno normativo e pratica amministrativa.

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Progetti per il futuro di Porto Vecchio a Trieste

Un accordo di programma stabilito dall’autorità portuale, d’intesa con l’amministrazione comunale, ha approvato il nuovo piano del Porto Vecchio di Trieste, identificando alcune funzioni caratterizzanti, ammesse nell’ambito portuale, che vanno dalla nautica di porto al direzionale in senso proprio, dall’espositivo al ricreativo, dall’artigianale di servizio alla cantieristica e ai traghetti. Il progetto è stato successivamente commissionato a uno studio di architettura, di cui si spiegano in dettaglio gli interventi di riqualificazione urbana che ha previsto.Leggi tutto

Percorsi di attuazione della rivoluzione meritocratica e di quella digitale

Perché se le Pubbliche Amministrazioni italiane contengono straordinarie risorse di competenze e di dedizione la qualità media dei servizi e delle prestazioni è scarsa? Franco Bassanini sostiene che la questione vada affrontata applicando due rivoluzioni: quella digitale e quella meritocratica.

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I servizi innovativi per rimettere in corsa lo sviluppo

All’interno di Confindustria – dice Alberto Tripi – si è deciso di dare sempre più importanza alla componente dei servizi innovativi e tecnologici perché ci si è resi conto di come questi possano essere il motore dello sviluppo del Paese. L’Assemblea del settore ha elaborato una Tabella di Corsa in cui individua i dieci punti prioritari su cui intervenire e un Cronometro dello Sviluppo in grado di misurare l’evoluzione del processo; nel suo intervento Tripi sviluppa gli argomenti su cui verte la prima e approfondisce il funzionamento del secondo.

La pianificazione strategica

Per la nuova programmazione dei fondi strutturali 2007-2013, la Regione Puglia ha deciso di dotarsi di uno strumento metodologico in grado di individuare le alternative possibili e le diverse possibilità di successo nella programmazione degli stessi fondi strutturali: la pianificazione strategica.Leggi tutto

La PA vista da chi la dirige

Nel nostro Paese esiste un problema, molto sentito, di selezione della classe dirigente. Sia nello spoil system che nel reclutamento esterno a contratto, si è assistito a situazioni di non-buona amministrazione. Dai risultati del rapporto annuale di Promo PA sembra che nella dirigenza pubblica ci sia una sorta di maggioranza silenziosa che ha dei valori che non riesce ad esprimere: quali sono le ragioni? C’è una carenza di capacità della struttura tecnica del Paese, della burocrazia, di imporsi di fronte alla politica.

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L’identità federata in SPCoop

Francesco Tortorelli, illustrando il modello di gestione delle identità digitali nel sistema pubblico di connettività e cooperazione, parla della sua contestualizzazione nel quadro normativo, e dei servizi realizzati a livello nazionale che, in linea con le regole vigenti, consentiranno di dare pieno valore legale ai modelli proposti.

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La programmazione strategica nella PA: dall’introduzione alla non implementazione

Franco Archibugi ripercorre le tappe della programmazione strategica nella PA, a partire dagli anni 90, passando attraverso la Direttiva del 2002. La valutazione di Archibugi è che la programmazione strategica non è stata sostanzialmente integrata nelle singole amministrazioni, in una più generale confusione tra programmazione strategica e programma politico. E’ mancata l’applicazione dell’elemento chiave della programmazione strategica, ovvero la valutazione con i suoi vincoli e i suoi dati.

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