Cerca: Atti FORUM PA 2007, INPDAP

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L’Inpdap sta mettendo a punto una macchina potente ma dove sono i soldi per pagare la benzina?

Paolo Corsini afferma che seppure l’Inpdap stia costruendo una macchina potente corre il rischio di rimanere senza benzina, come annunciato dalla Corte dei Conti che segnala un possibile disavanzo in bilancio di nove miliardi di euro. Sulla scorta di questi dati egli chiede se si tratti di un rischio reale. Rispondono Abbadessa e Santiapichi. Nel suo secondo intervento Corsini pone il tema della scarsa comunicazione realizzata dall’Inps in materia di previdenza complementare e chiede se l’Inpdap non stia commettendo lo stesso errore.

Il gioco di squadra e la condivisione di tecnologie e risorse per ottenere risparmi e servizi efficienti

Marco Staderini risponde alla domanda di Vianello sulle dimensioni pachidermiche dell’istituto Inpdap. Sostiene la necessità di introdurre il gioco di squadra all’interno della pubblica amministrazione. Il bilancio dell’Inpdap, aggiunge Staderini nel corso del suo terzo intervento, viene impiegato per il 97% nelle pensioni. La durata media della vita si è allungata, le persone che vanno in pensione non possono essere sostituite perché c’è il blocco delle assunzioni, per cui il disavanzo nel bilancio cresce.Leggi tutto

I costi degli enti previdenziali italiani sono fra i più bassi in Europa, con il Riuso si potrà fare meglio

Guido Abbadessa risponde alla domanda di Corsini che riporta l’allarme annunciato dalla Corte dei Conti sul rischio di disavanzo in bilancio dell’Inpdap. Abbadessa, sulla base dei dati dei costi degli enti previdenziali in Europa sottolinea che quelli italiani sono fra i più bassi. Nel processo di dismissione del patrimonio immobiliare dell’Inpdap, aggiunge, chi ha incassato i veri guadagni sono le banche. Attraverso il controllo si può garantire la sicurezza e la trasparenza delle operazioni.

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La comunicazione interna, risparmi realizzati e attesi. I servizi complementari dell’Inpdap

Giuseppina Santiapichi in risposta ad una domanda di Vianello sottolinea come la comunicazione interna sia l’area più critica nella direzione dell’Inpdap. Nel suo terzo intervento la Santiapichi risponde ad una domanda di Corsini sulla previdenza complementare pubblica e sui rischi di perdita di utenti cui l’Inpdap va incontro. In risposta ad una domanda da Second Life la Santiapichi conferma che è possibile chiedere una rinegoziazione verso l’Inpdap del mutuo acceso presso un istituto bancario.

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Un super ente previdenziale? Nessun cambiamento sensato senza una prospettiva degli scenari

Michele Gentile sostiene che dal punto di vista della comunicazione interna nell’Inpdap ci sono stati dei discreti miglioramenti. Nel corso del suo secondo intervento egli sostiene che se si vuole intraprendere un percorso di cambiamento bisogna mettere in piedi quello che nelle aziende private prende il nome di piano industriale che permetterebbe di orientare le scelte nel merito dell’istituzione di un ente unico di previdenza. Bisogna, aggiunge, affrontare il tema delle governance e delle consulenze.

La demolizione dell’immagine del servizio pubblico: un “privato” complotto contro il welfare?

Elio Lannutti, sostiene che l’Inpdap si sta sforzando di avvicinarsi al cittadino con servizi più efficienti. Sul tema della surroga dei mutui, stabilita dalla recente Finanziaria, Lannutti chiede se l’Inpdap consente la portabilità del mutuo senza necessità di una sua estinzione. Nel secondo intervento Lannutti riporta i dati di un esame condotto sulle fusioni bancarie dal 1994 ad oggi: i bilanci sono cresciuti e i costi dei servizi bancari sono aumentati del 155%.

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L’Inpdap e gli agenti del cambiamento: tecnologia, comunicazione e formazione del personale

Donato Iacovone rispondendo alla domanda di Vianello sostiene che l’Inpdap abbia messo in atto, parallelamente all’innovazione tecnologica, un processo di potenziamento delle risorse umane attraverso l’alta formazione del personale e un forte investimento in comunicazione. In risposta alla domanda di Vianello su un’eventuale e dietrologica spinta privatistica nel nostro paese, Iacovone sostiene che spesso si parla della pubblica amministrazione in modo troppo generalista senza fare opportune distinzioni.