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L’Inpdap sta mettendo a punto una macchina potente ma dove sono i soldi per pagare la benzina?

Paolo Corsini afferma che seppure l’Inpdap stia costruendo una macchina potente corre il rischio di rimanere senza benzina, come annunciato dalla Corte dei Conti che segnala un possibile disavanzo in bilancio di nove miliardi di euro. Sulla scorta di questi dati egli chiede se si tratti di un rischio reale. Rispondono Abbadessa e Santiapichi. Nel suo secondo intervento Corsini pone il tema della scarsa comunicazione realizzata dall’Inps in materia di previdenza complementare e chiede se l’Inpdap non stia commettendo lo stesso errore.

La comunicazione interna, risparmi realizzati e attesi. I servizi complementari dell’Inpdap

Giuseppina Santiapichi in risposta ad una domanda di Vianello sottolinea come la comunicazione interna sia l’area più critica nella direzione dell’Inpdap. Nel suo terzo intervento la Santiapichi risponde ad una domanda di Corsini sulla previdenza complementare pubblica e sui rischi di perdita di utenti cui l’Inpdap va incontro. In risposta ad una domanda da Second Life la Santiapichi conferma che è possibile chiedere una rinegoziazione verso l’Inpdap del mutuo acceso presso un istituto bancario.

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Un super ente previdenziale? Nessun cambiamento sensato senza una prospettiva degli scenari

Michele Gentile sostiene che dal punto di vista della comunicazione interna nell’Inpdap ci sono stati dei discreti miglioramenti. Nel corso del suo secondo intervento egli sostiene che se si vuole intraprendere un percorso di cambiamento bisogna mettere in piedi quello che nelle aziende private prende il nome di piano industriale che permetterebbe di orientare le scelte nel merito dell’istituzione di un ente unico di previdenza. Bisogna, aggiunge, affrontare il tema delle governance e delle consulenze.

La situazione delle adesioni al sistema complementare

Marco Liera, giornalista del “Il Sole 24 Ore”, fa il punto sulla situazione delle adesioni alla previdenza complementare ad un mese dalla scadenza dei termini per effettuare la scelta. Prendendo in analisi i dati forniti da studi di settore mostra come le adesioni, non essendo particolarmente brillanti, siano ad oggi in costante aumento, ed inoltre evidenzia come la metodologia adottata dallo strumento del sistema assistenziale farà leva sulla passività dei lavoratori al fine di trarne benefici.

Modalità di intervento del Ministero del Lavoro e Previdenza Sociale in materia di TFR

Il Ministro Damiano delinea le modalità di intervento seguite dal Ministero per informare in modo capillare ed esaustivo sui fondi pensionistici complementari, in grado di orientare il lavoratore nella scelta. Ribadendo la ferma volontà del governo a non intaccare con forme obbligatorie la libera scelta dei lavoratori, evidenzia quali sono le caratteristiche che principalmente differenziano fondi di tipo negoziale da quelli di tipo bancario-assicurativo.

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Problematiche nascenti dalla riforma

Schettino pone l’accento sulle problematiche comportate dalla decisione di anticipare l’entrata in vigore della riforma del sistema pensionistico complementare.Leggi tutto

Cooperazione costruttiva e costi legati alla Linea garantita

Stella pone l’attenzione sull’importanza che rivestirà, con l’avvio della riforma, il crearsi di un costante confronto collaborativo tra operatori e coloro che sono interessati al sistema pensionistico complementare al fine di esaminare i punti critici del sistema e per poter effettuare una migliore selezione dei comparti di investimento.Leggi tutto

Il Fondo Espero

Quale esponente dell’unico Fondo pubblico esistente in Italia, Paoloni traccia una panoramica delle diverse problematiche che il Fondo Espero si trova ad affrontare. Per ottenere una maggiore divulgazione dell’informazione si è infatti scelto di includere alcuni lavoratori nel Consiglio di Amministrazione del Fondo di Rappresentanti e di inserire punti di informazione sul campo.Leggi tutto