Cerca: Atti FORUM PA 2007, codice delle autonomie

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Il federalismo fiscale e la riforma delle Autonomie Locali

Mario Collevecchio tratteggia il complesso scenario del sistema di riforme in cui il dibattito sul federalismo fiscale si inserisce, e pone l’accento sulla crisi e sulla perdita di consenso da parte della politica. Per il Relatore, autonomia istituzionale ed autonomia finanziaria fanno parte di un unico discorso; il nostro ordinamento, tuttavia, denota una storica difficoltà nel coniugare questi due aspetti, come mostra la mancata applicazione dell’art. 119 della Costituzione.

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Il federalismo fiscale ed il disegno di legge per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione

Loreto Del Cimmuto, introducendo il convegno sul tema del federalismo fiscale e della gestione della finanza negli Enti Locali, parla del recente accordo stretto tra le Regioni sullo schema di disegno di legge presentato dal Governo per l’attuazione dell’art. 119 della Costituzione; per il Relatore è necessario che vi sia una tenuta d’insieme del sistema delle Autonomie locali e regionali di fronte a questo appuntamento e che si pongano premesse condivise per il nuovo sistema fiscale e tributario.

Il rapporto tra Province e Città Metropolitane nella riforma delle Autonomie Locali

Per Francesco Colacicco, la riforma delle Autonomie Locali lascerà qualcosa di incompiuto sul tema del ruolo delle Province. La Provincia svolge funzioni di area vasta, ad esempio in materia di trasporti, viabilità, pubblica istruzione che i comuni da soli non potrebbero svolgere. Per il Relatore sarebbe stato più utile, nelle nove aree metropolitane, attribuire alle Province quelle funzioni che appartengono alla Città Metropolitana, evitando in questo modo l’aumento di spesa derivante dagli organi di governo del nuovo ente.

Il tema della semplificazione: una priorità per il Paese

Pierciro Galeone evidenzia come troppo spesso i tempi e le modalità di azione dell’amministrazione siano diventati incompatibili con i ritmi delle relazioni economiche e sociali di cittadini ed imprese. Il processo di semplificazione negli ultimi anni c’è stato ma è avvenuto in modo episodico e disomogeneo. Leggi tutto

Le Città Metropolitane, un percorso necessario

Per Luigi Massa il legislatore ordinario ha l’obbligo di attuare la previsione costituzionale delle Città Metropolitane. Sono già passati sei anni dalle modifiche del Titolo V, ma il rischio di un passo indietro nell’attuazione del nuovo ente è concreto. I territori ad elevata conurbazione rappresentano luoghi di sperimentazione sui temi dell’ambiente, dell’innovazione, della tecnologia e sui grandi mutamenti sociali; le amministrazioni locali oggi, rischiano di non avere gli strumenti adeguati per confrontarsi con queste sfide.Leggi tutto

Il progetto delle Città Metropolitane all’interno della riforma delle Autonomie Locali

Francesco Frettoni sottolinea come il tema della Città Metropolitane, pur essendo presente nel nostro ordinamento da oltre 15 anni, non si è mai realizzato con atti amministrativi e legislativi. Il quadro attuale si mostra più favorevole in tal senso, grazie alle modifiche del Titolo V della Costituzione e grazie alla decisione del Governo di rilanciare il progetto delle Città Metropolitane con il disegno di legge di riforma organica delle Autonomie Locali.Leggi tutto

Importanza e complessità della riforma della Carta delle Autonomie

Per Orazio Ciliberti il tema del convegno è estremamente attuale, non solo perché è all’esame del parlamento la legge delega da cui la Carta delle Autonomie dovrà trarre origine, ma soprattutto perché la riforma avviene in momento del Paese nel quale il sistema della politica vive una crisi profonda. E’ auspicabile che tale riforma, proprio perché ormai gran parte delle risposte alle esigenze dei cittadini sono concentrate nelle funzioni dei territori, sia ampiamente condivisa dagli amministratori locali.Leggi tutto

Lo scenario della riforma della Carta delle Autonomie

Per Gian Candido De Martin lo scenario attuale ben si sposa con lo slogan di Forum PA “Innovare per crescere”. Dopo anni di inerzia da parte di Governo e Regioni per l’attuazione della riforma del Titolo V del 2001, ci si sta muovendo e in questo percorso, complesso e ricco di difficoltà, le Autonomie Locali possono giocare un ruolo decisivo. Già la riforma Bassanini aveva avviato un ripensamento del sistema amministrativo ed oggi si tratta di mettere ordine nella distinzione delle funzioni del nostro ordinamento e nell’allocazione delle risorse

La Carta delle Autonomie, asse prioritario del Dipartimento per gli Affari Regionali

Ferruccio Sepe sottolinea come la Carta delle Autonomie sia uno degli assi portanti dell’azione del Dipartimento per gli Affari Regionali nell’arco di questa legislatura. La Carta delle Autonomie, la riforma dei servizi pubblici locali ed il disegno di legge sulla riforma delle Conferenze completano il percorso che il Ministro sta portando avanti, in un quadro di condivisione e di cooperazione tra i diversi livelli di governo. Lo scopo è quello di costruire un sistema Paese più snello che, pur nelle sue differenze ed articolazioni, possa offrire servizi più efficienti ai cittadini.

I principi fondamentali del disegno di legge delega sul Codice delle Autonomie locali

Per Enrico Borghi all’interno del disegno di legge delega sul Codice delle Autonomie locali ci sono importanti principi. Innanzitutto, vi è la distinzione fra la titolarità e l’esercizio della funzione da parte dei comuni. In secondo luogo, si sancisce il fatto che vi sia un unico livello sovracomunale presso il quale vengano depositate tutte le funzioni che il comune da solo non riesce ad assolvere. Il terzo elemento comporta che la riduzione ad un solo livello sovracomunale, sia subordinata a criteri di efficacia ed efficienza.Leggi tutto