Cerca: Atti FORUM PA 2007, concertazione

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Conclusioni del convegno sul tema della tutela del cittadino nel mercato energetico liberalizzato

Alessandro Ortis elabora le conclusioni del convegno sul tema della tutela del cittadino nel mercato energetico liberalizzato, sottolineando come l’incontro abbia dimostrato l’importanza del processo continuo di consultazione tra le parti. I contributi, molto puntuali e precisi, hanno fatto emergere criticità, che devono servire a far progredire il dibattito, ed apprezzamenti sul processo di liberalizzazione in atto, che devono servire da incoraggiamento.Leggi tutto

Il confronto tra Sindacati e Governo sulla liberalizzazione del mercato energetico

Francesco Fiore dà atto al Governo di aver cominciato a trattare in maniera seria le questioni energetiche, sebbene il coinvolgimento delle parti sociali sia ancora scarso. I Sindacati confederali hanno inviato al Ministro una lettera, sollevando questioni precise e richiedendo un incontro urgente; ad oggi non è ancora stata stabilita una data certa per il confronto. La UIL, quindi, ritiene che, in vista della scadenza del 1° luglio, sia necessario aprire una discussione approfondita su numerosi punti e, in particolare, sulla questione delle tariffe sociali.

La pianificazione strategica ed i processi di multilevel governance

Ferdinando Ferrara introduce il dibattito sulla Pianificazione Strategica e la multivelel governance e sottolinea l’importanza che il Dipartimento per lo Sviluppo delle Economie Territoriali attribuisce al Progetto Sfide, un’iniziativa in collaborazione con Forum PA, che ha lo scopo di far emergere e valorizzare le best practice nell’ambito dello sviluppo locale.Leggi tutto

Il passaggio dalla prima ad una seconda generazione dei Piani Strategici

Per Pasquale Persico la prima generazione di Piani Strategici ha fatto maturare la consapevolezza nelle città e nei territori, della necessità di concepirsi come organizzazioni complesse. Obiettivo dell’incontro, inoltre, è quello di valutare se sia possibile passare ad una seconda generazione di Piani Strategici, che faccia parte di una politica economica delle città e delle aree vaste. Il Relatore, quindi, propone ai partecipanti l’ascolto di un concerto per pianoforte, per far comprendere quale può essere il potenziale di un’area.Leggi tutto

Il ruolo della politica nella pianificazione strategica: l’esperienza di Bolzano

Renzo Caramaschi, citando l’esempio di Bolzano, afferma la sua contrarietà a ricorrere ad incarichi esterni quando si intraprende un processo di pianificazione strategica; è necessario, infatti, coinvolgere la struttura interna dell’ente: tutta l’Amministrazione deve partecipare in modo convinto, e la politica deve fare un passo indietro e lasciare che le diverse parti della società civile conferiscano il loro apporto.Leggi tutto

Le caratteristiche della seconda generazione dei Piani Strategici in Italia

Raffaella Florio compie una panoramica sull'evoluzione della pianificazione strategica in Italia, sottolineando come questa, ormai, sia una pratica diffusa ed in continua espansione su tutto il territorio: dal 2000 ad oggi, infatti, oltre trenta città si sono avvicinate alla pianificazione strategica come strumento di governo.Leggi tutto

L’esperienza della prima generazione dei Piani Strategici in Italia

Carlo Alberto Donolo illustra gli aspetti positivi della prima generazione dei Piani Strategici. Innanzitutto, l’adozione di una prospettiva strategica è un forte elemento di novità rispetto alla tradizione amministrativa e politica del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda l’allungamento dell’orizzonte temporale delle scelte collettive. In secondo luogo, i primi Piani, spesso nati dall’iniziativa di singoli comuni, hanno mostrato la tendenza ad allargarsi assumendo il carattere di pianificazione d’area vasta.Leggi tutto

Una cabina di regia per la definizione del Piano Nazionale forestale: la proposta dell’Uncem

Oreste Giurlani sottolinea la necessità della presenza dell’Uncem nella cabina regia per la definizione del piano nazionale di forestazioni. Sostiene che è fondamentale capire come si collega la programmazione regionale a quella nazionale. L’esperienza toscana dimostra, a suo parere, che la gestione delle comunità montane del patrimonio forestale produce semplificazione delle procedure nei confronti dei cittadini.

Il piano forestale nazionale e il protocollo di Kyoto

Antonio Lumicisi sottolinea il ruolo delle foreste all’interno del Protocollo di Kyoto e accenna alla collaborazione in atto tra il Ministero dell’Ambiente e quello delle Politiche Agricole e Forestali. Propone come base da cui partire il Piano, depositato due anni fa in Conferenza Stato-Regioni, che doveva servire da linea guida per l’applicazione del protocollo di Kyoto per il settore forestale ma che non è mai stato approvato dalle regioni.

Quadro Strategico Nazionale: l’urgenza degli investimenti per il Mezzogiorno

Franco Garufi sostiene la necessità di una coerenza forte tra i programmi operativi regionali e gli interventi centrali. La sicurezza e la legalità sono temi da affrontare con estrema priorità per definire l’assetto del QSN. Sottolinea la necessità di realizzare investimenti infrastrutturali nel Mezzogiorno per far sì che si verifichi una reale crescita dell’economia. Introduce il tema della migrazione delle giovani intelligenze che abbandonano il Mezzogiorno e sottolinea l’urgenza di politiche per la loro reintegrazione nel tessuto meridionale.