Cerca: Atti FORUM PA 2007, dirigenza pubblica

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Presentazione X Rapporto sulla Formazione nella Pubblica Amministrazione

Massimo De Cristofaro presenta il X Rapporto sulla Formazione Pubblica. Il Rapporto mostra i dati sulla formazione dal 2000 al 2006 attraverso una banca dati on line che raccoglie le informazioni attraverso un software ideato e sviluppato dalla SSPA. In particolare, dal Rapporto si evince una tendenza, soprattutto nel 2006, a ridurre e a contenere i costi legati alla formazione invertendo così un trend che aveva conosciuto momenti positivi dal 2000 al 2002, anni nei quali ci furono molti investimenti in formazione.

La formazione delle competenze: l'esperienza del Ministero dell'Interno

Carmine Valente, dopo una breve parentesi di presentazione sulla Scuola Superiore, introduce la sua visione di formazione rivolta principalmente alle competenze reali di un individuo e alla sua capacità di svolgere attività pubbliche. A seguito di una serie di riforme nella Pubblica Amministrazione, il funzionario avverte la necessità di andare oltre e di trasformarsi in un vero e proprio manager, figura per la quale sono stati sperimentati percorsi formativi personalizzati. Leggi tutto

L'Agenzia per la Formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni e il futuro della formazione come strumento di crescita per il Paese

Danilo Del Gaizo introduce il X Rapporto sulla formazione pubblica sottolineando l’importanza che ricopre la formazione intesa come vero e proprio pilastro della crescita di un Paese. Una formazione continua, e non più solo d’ingresso, diventa così un asset per la crescita di dirigenti pubblici e di un’Amministrazione moderna. Con la Finanziaria 2007 è stata istituita l’Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche, la quale raccoglierà sotto il suo cappello le altre scuole dando vita così ad un coordinamento unitario.Leggi tutto

Gli elementi del dibattito sulla figura del Direttore Generale

Giovanni Rubini introduce la presentazione del libro di Michele Bertola sulla figura del Direttore generale. Tale ruolo è reso attuale da due elementi. Innanzitutto, dal dibattito di questi giorni sulla necessità di ripensare le modalità di relazione fra la politica e la gestione delle strutture pubbliche. Il secondo elemento riflette l’aumento della complessità delle richieste dei cittadini e delle imprese agli enti pubblici.Leggi tutto

Il Direttore Generale: una figura di cerniera tra la politica e la Pubblica Amministrazione

Carlo Mochi Sismondi ritiene che il libro di Michele Bertola sulla figura del Direttore generale copra un vuoto perché non esisteva prima uno studio organico su questa ruolo. Tale figura oggi opera in un contesto estremamente più complesso rispetto a dieci anni fa: innanzitutto, vi è una scarsità strutturale di risorse finanziarie, in secondo luogo oggi si opera in un contesto di multilevel governance dove è necessario mettere d’accordo enti a diversi livelli.Leggi tutto

Obiettivi, ruolo e strumenti della figura del Direttore generale

Michele Bertola spiega come la sua decisione di scrivere un libro sulla figura del Direttore generale scaturisca dalla volontà di riempire un buco: le poche ricerche che erano state condotte precedentemente erano quantitative o di inquadramento giuridico-accademico. Il libro ha il merito di raccogliere le esperienze dirette degli ultimi anni sia dell’autore che di altri Direttori generali. La tesi fondamentale del volume è che l’innovazione non è data o imposta da una norma ma risiede in una scelta consapevole degli amministratori.Leggi tutto

La figura del Direttore Generale: l’esperienza del Comune di Cesena

Per Giordano Conti il libro di Michele Bertola sulla figura del Direttore Generale è innovativo, nella forma e nei contenuti, perché nasce all’interno della Pubblica Amministrazione e scaturisce da un’esperienza vissuta in un comune medio che ben rappresenta quelle cento città che, per tradizione, hanno un rapporto virtuoso con propri cittadini.Leggi tutto

Il ruolo dei Direttori Generali e la verifica del loro operato. L'esperienza nella Regione Toscana

Per Gianfranco Sassoli, ciò che va tenuto in considerazione nei rapporti con i clinici è che il manager stesso non può prescindere dai medici o dal corpo infermieristico ma è necessario capire e fissare i ruoli di ciascuno per evitare interferenze; è necessario inoltre recuperare il rapporto con gli Enti locali e le Società della Salute in Toscana sono un’ottima esperienza per un coinvolgimento più attivo delle ASL con quelle strutture più vicine ai cittadini.

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Gli elementi chiave per una maggiore autonomia e responsabilità della dirigenza

Valerio Fabio Alberti introduce il convegno “Autonomia e responsabilità dell’alta dirigenza: quale governance per le aziende sanitarie e ospedaliere” soffermandosi sui processi di aziendalizzazione e indicando 4 punti chiave di discussione sul tema: il rapporto con i clinici (governo clinico) ovvero il rapporto tra management e professionisti; il rapporto delle aziende con le istituzioni locali; il concetto di area vasta e una maggiore collaborazione in rete di più aziende sanitarie e un coinvolgimento attivo dei singoli Direttori Generali; il rapporto tra Regioni e aziende sanitarie.Leggi tutto

La gestione della sanità attraverso la collaborazione tra manager e clinici

Giacomo Walter Locatelli incentra il suo intervento sul significato di clinical governance e su quali strumenti esistono per monitorare i metodi di lavoro iniziati oramai con il processo di aziendalizzazione agli inizi degli anni Novanta. Leggi tutto